05Giu 2009
Pizzo Deta (Monti Ernici) - 10.05.2009
Giunti a Prato Campoli (quota 1134 ), siamo colti dalla maestosità dell’ambiente circostante, le giovani foglie di primavera colorano di un verde quasi fluorescente le fronde degli alberi, creando un bellissimo contrasto con l’intenso cielo azzurro di una splendida giornata di sole. Il percorso stabilito non prevede la classica salita per la direttissima (sentiero n. 16), preferiamo un circuito ad anello che ci porterà a percorrere il tratto iniziale del sentiero n. 19 fino al Vado della Rocca per poi proseguire in direzione Pizzo Deta (quota 2041), infine il ritorno a Prato Campoli scendendo per la direttissima.
Iniziamo la nostra escursione percorrendo in direzione nord/est il vasto pianoro erboso contornato da splendide faggete, lo attraversiamo quasi interamente e poco prima della fine, sul lato destro c’inoltriamo nella faggeta.
Dopo un primo tratto non faticosissimo raggiungiamo un cippo risalente al 1847 che marcava l’antico confine tra Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie, odierno confine tra Lazio e Abruzzo. Ci troviamo esattamente sulla linea spartiacque (tipico dei confini naturali) del costone di Pizzo Deta che degrada a Sud, procediamo facilmente verso Nord in una debole salita, facendo attenzione a mantenerci su questa schiena d’asino.
04Giu 2009
Poesia
05Giu 2009Pizzo Deta (Monti Ernici) - 10.05.200905 Giu 2009ArticoliSabinoGiunti a Prato Campoli (quota 1134 ), siamo colti dalla maestosità dell’ambiente circostante, le giovani foglie di primavera colorano di un verde quasi fluorescente le fronde degli alberi, creando un bellissimo contrasto con l’intenso cielo azzurro di una splendida giornata di sole. Il percorso stabilito non prevede […]
31Mag 2009
Mal di montagna
Con questo termine ci si riferisce ad una complessa sintomatologia che può verificarsi in chi si spinge in alta quota.I sintomi
I sintomi più comuni sono il senso di stordimento, mal di testa, debolezza o, al contrario, euforia, inappetenza, insonnia. La sintomatologia può complicarsi con cefalea resistente agli antidolorifici, nausea e vomito. L’ulteriore e drammatico decorso può essere rappresentato da edema polmonare e cerebrale.
L'"ipossia"
Tutte queste manifestazioni rispecchiano sostanzialmente la sofferenza dei tessuti esposti all’ipossia, cioè la condizione di scarsa disponibilità di ossigeno tipica dell’alta quota. Si comincia a parlare di ipossia sopra i 3500 metri. La sintomatologia è molto variabile tra i soggetti e questo riflette la diversa suscettibilità individuale. Tuttavia quasi tutti accusano qualche sintomo se ci si spinge verso i 5000 metri. Sulle Alpi queste quote sono meta di alpinisti in genere esperti, nel senso che richiedono buon allenamento e capacità tecniche.
22Mag 2009
Gli Sherpa
Gli sherpa sono una popolazione delle montagne del Nepal. Per estensione il nome sherpa si applica alle guide ed ai portatori di alta quota ingaggiati per le spedizioni himalayane.ORIGINE
Gli sherpa vivono nella zona orientale del Nepal. Per rintracciare la loro origine occorre risalire molti secoli nel passato, quando un primo gruppo etnico che risiedeva nel Tibet orientale decise, non si sa bene sotto effetto di quale spinta, di trasferirsi a sud della catena himalayana. L'origine tibetana degli sherpa appare evidente non solo per i tratti somatici e per le affinità dei linguaggi, ma altresì per la loro cultura e per la loro fede religiosa.
Molto di frequente, studiando la storia dei popoli, ci si imbatte in queste migrazioni che hanno spinto intere comunità a trovare rifugio tra le montagne dove il clima è più ostile, l'isolamento dal resto del mondo è completo, l'ambiente è permeato dalle ataviche paure delle forze scatenate della natura. Ciò è avvenuto anche per gli sherpa che, dalle regioni del Tibet con un clima relativamente temperato anche se di alta quota, si sono insediati in zone molto più aspre e montagnose della loro patria di origine.
Gli sherpa vivono nella zona orientale del Nepal. Per rintracciare la loro origine occorre risalire molti secoli nel passato, quando un primo gruppo etnico che risiedeva nel Tibet orientale decise, non si sa bene sotto effetto di quale spinta, di trasferirsi a sud della catena himalayana. L'origine tibetana degli sherpa appare evidente non solo per i tratti somatici e per le affinità dei linguaggi, ma altresì per la loro cultura e per la loro fede religiosa.
Molto di frequente, studiando la storia dei popoli, ci si imbatte in queste migrazioni che hanno spinto intere comunità a trovare rifugio tra le montagne dove il clima è più ostile, l'isolamento dal resto del mondo è completo, l'ambiente è permeato dalle ataviche paure delle forze scatenate della natura. Ciò è avvenuto anche per gli sherpa che, dalle regioni del Tibet con un clima relativamente temperato anche se di alta quota, si sono insediati in zone molto più aspre e montagnose della loro patria di origine.