Escursione sul Monte Cava - Recensione
Domenica 11 Aprile la sveglia ha suonato insolitamente presto per quelli di noi che per la prima volta si avvicinavano alla montagna; un’alzataccia, come mostrano i segni sui volti ancora assonnati del gruppo riunito, ma che si svuota di rilevanza, di fronte all’emozione di un nuovo percorso che inizia, un percorso in salita, fatto di fatica e sofferenza, ma che porta con sé i doni inalienabili di un accrescimento interiore. E mentre il Sole si attarda ancora dietro i palazzi della Capitale, lasciandoci muovere rapidamente verso la nostra destinazione, attraverso una città ancora deserta e sopita come da un incantesimo diffuso, raggiungiamo Campo Felice, località da dove muoviamo verso la nostra meta: il Monte Cava. La sua vetta innevata sovrasta orgogliosamente i monti ad esso rasenti. Anche se dalla nostra posizione il Monte Cava sembra sfoggiare un elegante manto nevoso – come se, sprezzante, non volesse arrendersi di fronte al ciclico incedere delle stagioni, - “l’uomo del Settecento” (la cui presenza, si dice scherzosamente, pare si protragga da secoli presso questi monti) ci rassicura del fatto che l’altro versante, quello da noi scelto per il percorso, ha abbandonato i suoi connotati invernali per lasciare spazio agli acerbi colori della Primavera… IAMA OPEN
Prima uscita del corso di alpinismo invernale
9 Gennaio 2010 - Monti Sibillini
Appuntamento alle 8.00 a Visso con Paolo Caruso (istruttore IAMA), un aiuto istruttore IAMA (Gianluca) e cinque allievi provenienti da Roma e Genazzano.
Sosta iniziale presso un negozio di articoli sportivi per acquistare alcuni capi di abbigliamento e direzione verso gli impianti di risalita di Frontignano di Ussita (davanti all’Hotel Felicita).
Con cielo coperto, scarso innevamento alla base degli impianti e pochi sciatori, il gruppo è salito in seggiovia alla penultima stazione degli impianti di risalita ai piedi del Monte Bicco; questo è situato a sud est del più imponente e spettacolare Monte Bove, ma presenta sulla sua cresta sommitale alcune belle falesie frequentate quest’estate da GEO con il corso di arrampicata tenuto da Paolo Caruso.
Partendo dall’arrivo della seggiovia, muniti tutti gli allievi di ramponi e piccozza, il gruppo si è diretto verso i pendii innevati sottostanti la rocciosa cresta del Bicco, seguendo di traverso una traccia alla medesima quota, in direzione di una evidente sella posta lungo la cresta. Si tratta di un percorso estivo reso irriconoscibile dalla neve.
Recensione convegno "Oltre il limite"
“Riscoprire il giusto ed equilibrato rapporto tra noi e la natura senza vivere in maniera esasperata l’esperienza sportiva alpinistica”, sono le parole in apertura di Stefano, rappresentante di GEO, associazione che ha organizzato questa istruttiva giornata di approfondimento sul concetto del limite. L’evento ha dato la possibilità ad un attento pubblico, di apprezzare gli interventi dei relatori, i quali hanno arricchito il dibattito portando il contributo delle proprie specifiche competenze.
Assente, per motivi di salute, il giornalista e conduttore radiofonico Luca Pagliari, al quale sono andati i migliori auguri di pronta guarigione e l’auspicio di ospitarlo in una successiva occasione. Primo intervento e successiva moderazione del dibattito a cura di Roberto Stacchini, presidente del club Alpino Sanmarinese e creatore insieme a Paolo Caruso di IAMA, Accademia Internazionale Montagna Arrampicata.
Il filo conduttore dell’incontro porta al contributo di Federico Magnaguagno, istruttore di arrampicata e presidente di Montagnaterapia Onlus. La Montagnaterapia mira alla cura di diverse patologie e disagi che affliggono specialmente i minori anche diversamente abili. Questo particolare approccio alla pratica terapeutica in ambiente naturale di montagna ha riscosso notevole interesse.
Federico ricorda anche alla platea l’etimologia latina da cui deriva la parola limite, cioè “limes” che significa linea di confine naturale e che pertanto non necessariamente va sempre superata, ma senz’altro conosciuta. La consapevolezza dei propri limiti è la condizione preliminare per un eventuale tentativo di superamento.
Il bilancio dell’incontro è decisamente positivo. I commenti e le riflessioni degli ospiti hanno permesso ai presenti di interrogarsi sulle proprie personali priorità. Per la grande maggioranza è bene che si abbandoni la mania dei record, poiché solo rarissimi sportivi possono ambire a stabilirne di nuovi. Spesso è bene anche abbandonare la frenetica, e a volte ridicola, ricerca di essere i primi nel fare una determinata cosa. Quanti cosiddetti “primati” suonano ridicoli non potendosi prescindere dall’effettivo valore e dal senso che questi hanno?
