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Escursione sul Corno Grande - Recensione
VAI ALLE FOTO!
Si riapre una nuova stagione, nuove le esperienze ma sempre gli stessi i presupposti e le motivazioni. L’estate si fa ancora sentire e un’ottima giornata accompagnerà tutta la nostra prima escursione dell’anno. Speriamo sia un buon augurio. E la volontà di iniziare al meglio c’è: il Corno Grande è la nostra meta. La partenza dalla città ancora buia ci sembra come al solito anormale. Strano, zaino in spalla, vedere le macchine di ragazzi sballati rientrare nelle proprie case alle 6 e 30. Ed è in montagna che ci aspettiamo di ritrovare un po’ di normalità. Per le 9 e 30 siamo già in marcia. Campo Imperatore, così chiamato da Federico II, con i suoi 1230 m di dislivello ed i suoi rifugi e alberghi storici, appartenenti ad immagini e storie d’altri tempi, è il nostro punto di partenza. Ci aspetta la via Direttissima, un’esperienza nuova per i più. Una via che richiede attenzione e lucidità, come ci viene consigliato dai più esperti. Ci aspettano circa 800 m di dislivello ma, decisi, iniziamo il nostro cammino. La giornata è fantastica: neanche una nuvola sulle nostre teste e, alle pendici del maestoso Corno, il vento fresco ci dà forza e coraggio. Raro sarà vedere così il gruppo del Gran Sasso nei prossimi giorni e non siamo gli unici a farci scappare quest’ultima bellissima occasione prima dell’inizio del clima autunnale, che tarda ad arrivare. Auspichiamo sempre che più persone colgano il richiamo della montagna, capace di allentare le tensioni cittadine e che, semplicemente, fa star meglio. È stato piacevole quindi vedere le vie e i sentieri del Gran Sasso ricolmi di gruppi escursionistici e di persone di tutte le età.
Escursione sul Terminillo - Recensione
Alla partenza da Roma siamo in pochi e il tempo non è dei migliori per essere fine luglio. L'escursione che ci aspetta non è affatto impegnativa per dislivello e durata, ma nella conoscenza della montagna e di riflesso di noi stessi, non sempre i criteri di scelta di un itinerario sono basati sulla dimensione soltanto "sportiva". Il tempo peggiora e quando partiamo dal Rifugio Sebastiani, sappiamo che torneremo alle auto fradici.I primi scrosci, il vento forte, la grandine tagliente ed il freddo pungente rendono il cammino non proprio agevole, sopratutto per chi, essendo Luglio, ha un abbigliamento decisamente troppo estivo per la giornata (leggasi pantaloni corti...).
I due Golden Retriever del rifugio ci accompagnano per un lungo tratto, vanno avanti e ci aspettano abbaiando ogni tanto dando un richiamo. La visibilità è molto scarsa, e l'abbaiare dei cani è proprio un richiamo visto che le nuvole basse si frappongono tra noi e loro. Il sentiero è superbattuto, impossibile perdersi, ma è bello apprezzare la premura e la fedeltà degli amici a quattro zampe.
Escursione su Punta dell'Uccettu - Recensione
L’appuntamento alle 7:00 di una limpida mattinata riunisce facce un po’ assonnate ad altre visibilmente entusiaste, specialmente quelle di chi in questa occasione affronta per la prima volta l’esperienza dell’escursione in montagna.Dopo una rapida consultazione tra i più “anziani” si parte: i chilometri di autostrada vengono macinati in un baleno e una calma colazione preannuncia l’arrivo al punto di partenza dell’escursione. Le automobili vengono parcheggiate sotto un’aspra parete della montagna che osserva magnanima il tratto autostradale di fronte, un cartello segnala una “ippovia” proprio verso l’imbocco della gola rocciosa che sarà la cornice del primo tratto di sentiero. Obbiettivo: Punta dell'Uccettu, 2006 m slm. A dire il vero il gruppo sembra non dedicare troppa attenzione alle bellissime formazioni rocciose del crepaccio che li sovrasta, preso com’è dalla avversa forma scogliosa del terreno su cui cammina: il risultato di una grossa frana, a quanto sostiene l’unico di noi che conosceva già l’itinerario, in quanto fino a pochi anni fa era addirittura carrabile.
L’artefice dello smottamento è lo stesso della fenditura che ci accoglie: un torrente che costeggia il sentiero mostrando in più punti la sua natura impetuosa, nonostante in questo periodo dell’anno sia completamente secco, il cui letto in alcuni tratti offre un terreno più agevole di quello del sentiero stesso.
