28Mar 2012

Escursione Monte Calvo 25.03.2012 - recensione


Anche a Marzo GEO è salito in vetta e, per salutare la primavera, ha scelto il monte Calvo: il più elevato dell’omonimo complesso montuoso nella provincia de l’Aquila. L’appuntamento è alle 7:30 ad Antrodoco, ridente cittadina del reatino attraversata dal fiume Velino, che vede incontrarsi gli escursionisti venuti da Roma e quelli giunti dal confine con l’Abruzzo; questa volta non sono molti, ma hanno tutti qualche esperienza di montagna. Riprese le macchine viene abbandonata presto la via Salaria procedendo in direzione l’Aquila per raggiungere Rocca di Corno, da dove parte  il nostro sentiero. La bella giornata promette bene, nonostante le previsioni meteo, ed il percorso tortuoso fa salire velocemente il gruppo attraverso una povera boscaglia, ancora provata dall’inverno, fino alle radure che la sovrastano. Ad ogni curva ampie macchie di neve ricordano la rigidità della brutta stagione appena passata a chi si è già abituato alle confortevoli temperature dell’ ultimo mese.

19Mar 2012

Prossima uscita GEO

28Mar 2012Escursione Monte Calvo 25.03.2012 - recensione28 Mar 2012ArticoliG.E.O. (2) VAI ALLA GALLERIA FOTOGRAFICADELL'ESCURSIONE ! Anche a Marzo GEO è salito in vetta e, per salutare la primavera, ha scelto il monte Calvo: il più elevato dell’omonimo complesso montuoso nella provincia de l’Aquila. L’appuntamento è alle 7:30 ad Antrodoco, ridente cittadina del reatino attraversata dal […]

07Mar 2012

Campo invernale 2012 - recensione

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La montagna insegna il silenzio. Disabitua dalla chiacchiera, dalla parola inutile, dalle inutili, esuberanti effusioni. Essa semplifica ed interiorizza. Il segno, l’allusione sono qui più eloquenti di un lungo discorso" (J. Evola)

Come di consueto per l'attività invernale della Comunità militante di RAIDO, anche quest'anno si è ripresentata l'opportunità di trascorrere due giorni nella completa solitudine dei monti innevati dell'Appennino. Come gli scorsi anni, il campo invernale in montagna (organizzato insieme a G.E.O.) è l'occasione per mettersi in gioco, tra la fatica e il freddo, ma soprattutto per meditare, in mezzo al silenzio ed alla natura vergine e sotto un cielo che desta ancora stupore per chi, come noi, è per buona parte cittadino di una grande metropoli. L'appuntamento per tutti è per la mattinata di sabato, diretti verso Castiglione di Tornimparte, piccolo paese collocato in un’amena piana a metà strada tra la provincia di Rieti e quella di L’Aquila. Siamo in un territorio di confine e l’abitato di Castiglione risale all’epoca medioevale, in una zona di passaggio che d’inverno è praticamente disabitata, dotata di un fascino che solamente l’appennino sa conferire. Partiamo dalla chiesetta del piccolo paese, nel silenzio interrotto dal rumore delle nostre ciaspole che aiutano la progressione sulla neve alta, sotto un sole quasi primaverile che scalda l’anima e il cuore. L’umore è alto, nonostante gli zaini pesanti ed il caldo per certi versi inaspettato di questo fine febbraio. L’obiettivo è percorrere tutta la Valforana fino alla sella sotto il Monte La Piaggia (1637 slm) laddove, prima che cali la sera, pianteremo le nostre tende organizzando il campo.

25Gen 2012

Escursione Monte Rotondo 22.01.2012 - recensione

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Quando il gruppo si incontra nel punto prefissato prima di uscire dalla città e dirigersi verso le montagne, è ancora buio pesto. Puntuali ci mettiamo in moto in direzione della meta di oggi: Monte Rotondo, in località Castiglione (1150 s.l.m). Dopo un breve viaggio arriviamo alla mulattiera che segna il punto di inizio del percorso, che ci dovrebbe portare sulla cima del monte, a poco meno di 2000 metri, in circa 3 ore; l’escursione di oggi non si prevede troppo impegnativa. Il cielo è grigio, la temperatura è piuttosto alta per essere Gennaio inoltrato, e la scarsità della neve tutt’intorno suggerisce di lasciare in macchina le ciaspole che avevamo portato per l’occasione.
Così ci incamminiamo e seguendo la mulattiera passiamo per le poche case che compongono Castiglione (AQ) e notiamo come porte e finestre siano tutte ermeticamente chiuse, non c’è traccia alcuna degli abitanti e anche la chiesetta che domenica mattina dovrebbe essere luogo di incontro dei paesani, versa in uno stato di semi-abbandono.