Introduzione al Metodo Caruso
09Dic 2012Introduzione al Metodo Caruso09 Dic 2012ArticoliG.E.O. (2)09Dic 2012Introduzione al Metodo Caruso09 Dic 2012ArticoliG.E.O. (2)06Dic 2012Escursione 9 dicembre 201206 Dic 2012ArticoliG.E.O. (2)13Nov 2012GEO sull'Himalaya. Oltre i confini dell'umano troppo umano13 Nov 2012ArticoliG.E.O. (2)Escursione sull'Indrahara PassDhauladhar himalayana 4342 m s.l.m.Durata: 2 giorni Dislivello: 2600 mDurante un soggiorno presso le pendici dei monti himalayani, a GEO non poteva […]
Escursione 9 dicembre 2012
GEO sull'Himalaya. Oltre i confini dell'umano troppo umano


Escursione Serra di Celano - Recensione

VAI ALLA GALLERIA FOTOGRAFICA DELL'ESCURSIONE!
Oggi al solito appuntamento siamo in pochi, piove e dalle previsioni sappiamo che il tempo sarà brutto per tutto il giorno ma siamo motivati e tanto basta a partire con il solito entusiasmo. Verso le nove ci troviamo all’imbocco del sentiero, la pioggia è battente ma la temperatura è mite, non è il caso quindi di coprirsi troppo, ognuno si attrezza come può con capi più o meno tecnici ma comunque adeguati ad una condizione non propriamente ospitale ma neanche particolarmente avversa. Dopo una breve carrareccia inizia il sentiero vero e proprio l’11 A che salendo ripidamente in una splendida pineta ci fa velocemente prendere quota. L’itinerario è evidente e ben segnalato, nessuna possibilità di errore. Dopo una radura ed un piccolo guado seguiamo il percorso che sale tra i prati, la segnalazione è meno evidente e bisogna prestare più attenzione, inoltre il vento inizia a farsi sentire e la visibilità diminuisce sempre di più. Uno sguardo alla cartina più per sicurezza che per altro e proseguiamo decisi fino ad un bivio che ci dirige verso la sella prima della cresta finale. Il ritmo è tranquillo ma costante, il fatto di essere soltanto in sei aiuta a mantenerci abbastanza compatti, di tenere chi segue almeno a vista anche quando causa scarsa visibilità è necessario stare vicini, fondamentale quindi regolarsi su un passo il più possibile uniforme. Proseguendo la salita incontriamo una numerosa mandria di cavalli allo stato brado che forse spaventati dalla nostra presenza ad un tratto parte di colpo al galoppo, regalandoci uno spettacolo che a chi ha il cuore romantico e sognatore rievoca antiche battaglie e cariche di cavallerie. Siamo finalmente giunti sulla panoramicissima cresta finale dalla quale però è ovvio che oggi non riusciremo a vedere un bel niente, il vento, come è normale che sia qui è forte, la temperatura è un po’ scesa ed il fatto che siamo bagnati non aiuta. Vediamo un omino di pietre più grande degli altri con un bastone, dopodiché inizia una discesa che pur iniziando a percorrerla non riusciamo a capire dove possa portare.