11Nov 2015
Monte Etna 2015
E' appena cominciata la seconda metà di agosto; periodo inedito per affrontare sua maestà il vulcano, per il nostro gruppo che è abituato al consueto campeggio in Sicilia da molti anni sempre nella prima settimana del mese. Sappiamo tutti che ogni ascesa dell'Etna non è mai uguale a nessuna delle precedenti, ma in questo caso un clima decisamente più freddo e piovoso del solito ci fa preparare al peggio.
Gli zaini sono pronti, non è facile portare con sé l'abbigliamento adatto al clima rigido dell'alta quota mantenendo basso il peso sulle spalle; i più esperti danno consigli a chi è alla prima esperienza, altri condividono idee e nuovi accorgimenti, alcuni molto fantasiosi, per ovviare all'eterno dilemma della montagna: più peso o più freddo?
Sono passate poche ore dal pranzo e si prende un buon caffè tutti insieme, si sistemano negli zaini le buste con le razioni tutte uguali di acqua e cibo che dovranno bastare per più di 24 ore e, rapidamente, ci si schiera per una foto di gruppo che vede quasi 30 persone sorridenti ma consapevoli della fatica che li aspetta. Sono già passati alcuni giorni dal nostro arrivo sull'isola e la vita di campeggio ha appesantito un po' le gambe che devono portarci fino in cima, ma il vivere insieme ha stretto i legami tra tutti e portato il morale alle stelle: siamo pronti!
Dalla quota di circa 1000 metri il cammino parte subito con un buon ritmo, il sentiero che ci porterà al luogo del pernotto è ben tenuto da chi si occupa della manutenzione del Parco dell'Etna, muretti a secco squadrati ai lati ed un fondo percorribile agevolmente con fuoristrada e macchine alte; è una lunga passeggiata in pendenza lieve ma continua, che può già mettere alla prova chi non è allenato o chi non ha molta esperienza di montagna. Le pause sono ridotte al minimo, solamente per ricompattare il gruppo, ma dei grossi nuvoloni rendono la camminata meno calda del previsto ed anche bagnata da sporadiche pioggerelle. Il contorno boschivo va sempre più diradandosi fino a quando già si intravedono a distanza le lunghe colate laviche solidificate, la cosiddetta "sciara", zone che come fiumi neri caratterizzano l'alta quota vulcanica, quasi impercorribili per le alte rocce acuminate e taglienti di cui sono composte.
Gli zaini sono pronti, non è facile portare con sé l'abbigliamento adatto al clima rigido dell'alta quota mantenendo basso il peso sulle spalle; i più esperti danno consigli a chi è alla prima esperienza, altri condividono idee e nuovi accorgimenti, alcuni molto fantasiosi, per ovviare all'eterno dilemma della montagna: più peso o più freddo?
Sono passate poche ore dal pranzo e si prende un buon caffè tutti insieme, si sistemano negli zaini le buste con le razioni tutte uguali di acqua e cibo che dovranno bastare per più di 24 ore e, rapidamente, ci si schiera per una foto di gruppo che vede quasi 30 persone sorridenti ma consapevoli della fatica che li aspetta. Sono già passati alcuni giorni dal nostro arrivo sull'isola e la vita di campeggio ha appesantito un po' le gambe che devono portarci fino in cima, ma il vivere insieme ha stretto i legami tra tutti e portato il morale alle stelle: siamo pronti!
Dalla quota di circa 1000 metri il cammino parte subito con un buon ritmo, il sentiero che ci porterà al luogo del pernotto è ben tenuto da chi si occupa della manutenzione del Parco dell'Etna, muretti a secco squadrati ai lati ed un fondo percorribile agevolmente con fuoristrada e macchine alte; è una lunga passeggiata in pendenza lieve ma continua, che può già mettere alla prova chi non è allenato o chi non ha molta esperienza di montagna. Le pause sono ridotte al minimo, solamente per ricompattare il gruppo, ma dei grossi nuvoloni rendono la camminata meno calda del previsto ed anche bagnata da sporadiche pioggerelle. Il contorno boschivo va sempre più diradandosi fino a quando già si intravedono a distanza le lunghe colate laviche solidificate, la cosiddetta "sciara", zone che come fiumi neri caratterizzano l'alta quota vulcanica, quasi impercorribili per le alte rocce acuminate e taglienti di cui sono composte.
11Nov 2015
In montagna per Francesco - 2
11Nov 2015Monte Etna 201511 Nov 2015ArticoliG.E.O.Monte Etna [3350 m s.l.m.] - Recensione GUARDA QUI TUTTE LE FOTO! E' appena cominciata la seconda metà di agosto; periodo inedito per affrontare sua maestà il vulcano, per il nostro gruppo che è abituato al consueto campeggio in Sicilia da molti anni sempre nella prima settimana del mese. Sappiamo […]
11Nov 2015
Monte Tarino
Monte Tarino [1961 m s.l.m.] - Recensione
*** La montagna in autunno. Ispirazioni dal Monte Tarino, nel parco dei Monti Simbruini ***
Andare in montagna fa sempre bene, è vero.
Andarci in inverno dona sensazioni primordiali, di un mondo lontano e inaccessibile, al quale ci si deve avvicinare con un certo rispetto e, forse, con più timore. Andarci in primavera significa percepire la vita che rinasce, i primi fiori, il sole fino a pomeriggio inoltrato, quella leggerezza che solo questa stagione sa offrire. Andarci in estate vuol dire esplorare la montagna al completo, in ogni angolo, lanciarsi in avventure anche più audaci perché la stagione, in un certo qual modo, lo consente.
Ed andarci in autunno? Esperienza magnifica, non paragonabile alle altre stagioni perché piena di un fascino ancora più particolare. Un misto di colori caldi, gialli/rossi/arancioni, che rimandano ai primi camini accesi e scoppiettanti, ai comignoli fumanti che il solo pensiero riscalda il corpo e l’anima, ricompresi in una luce più flebile, meno accecante del solito, a volte quasi soffusa, come quella di certe stanze fatte apposta per stare in silenzio, in una pacata e ricercata tranquillità, con una tazza di tè tra le mani. Ed a questo si aggiungano i profumi intensi dei boschi appenninici di faggi ed aceri, una miscela di odori che ha qualcosa di speziato ed ammuffito che, allo stesso tempo, si diffondono nell’aria.
Come fa la nostra anima, sollecitata attraverso i sensi, a restare indifferente? Ecco allora che, senza dover affinare chissà quali sensibilità, già la percezione di quanto sopra garantisce un pieno di esperienze uniche ed irripetibili, presupposti per alleggerirsi dalle frenesie della modernità, educandoci al bello ed all’armonioso che, in un mondo sovvertito come l’attuale, sono sempre più rari. Ma, consentitici di dirlo, questo non è tutto, anzi…
30Giu 2015
Monte Brancastello e Torri di Casanova
Monte Brancastello [2385 m s.l.m.] e Torri di Casanova [2368 m s.l.m.] - Recensione
21 Giugno Inizio dell’estate. Parte l’allegra brigata verso i monti. Più che una brigata stavolta è un piccolo drappello visti gli impegni che hanno trattenuto molti aficionados delle nostre escursioni.
All’arrivo a Campo Imperatore l’escursione termica rispetto ai quasi 30 gradi di Roma è molto sensibile, il termometro segna 9 gradi.
E’ necessario per qualcuno comprare al volo un cappellino di lana visto che quello di cotone per il sole non basta a tenere a bada il freddo (specie se privi di una folta chioma).
L’osservazione in situ delle condizioni meteo scoraggiano di salire verso il Corno Grande. Nubi avvolgono il gigante di pietra, vento forte e residui nevai in quota richiedono attrezzatura invernale.
La nostra destinazione di riserva, già pianificata in partenza, è il sentiero del Centenario fino alle Torri di Casanova.
Un itinerario super panoramico, tutto in cresta dopo il primo tratto che sale dolcemente. Il tratto fino alla base delle Torri di Casanova non può essere definito impegnativo per i dislivelli che richiede, ma se percorso di buon passo, questo tratto di sentiero garantisce la fatica nelle gambe necessaria alla felicità degli escursionisti.
All’arrivo a Campo Imperatore l’escursione termica rispetto ai quasi 30 gradi di Roma è molto sensibile, il termometro segna 9 gradi.
E’ necessario per qualcuno comprare al volo un cappellino di lana visto che quello di cotone per il sole non basta a tenere a bada il freddo (specie se privi di una folta chioma).
L’osservazione in situ delle condizioni meteo scoraggiano di salire verso il Corno Grande. Nubi avvolgono il gigante di pietra, vento forte e residui nevai in quota richiedono attrezzatura invernale.
La nostra destinazione di riserva, già pianificata in partenza, è il sentiero del Centenario fino alle Torri di Casanova.
Un itinerario super panoramico, tutto in cresta dopo il primo tratto che sale dolcemente. Il tratto fino alla base delle Torri di Casanova non può essere definito impegnativo per i dislivelli che richiede, ma se percorso di buon passo, questo tratto di sentiero garantisce la fatica nelle gambe necessaria alla felicità degli escursionisti.