08Gen 2018

Alpinismo sul Monte Argentario: via Feeling alle Canne d'organo

08Gen 2018Alpinismo sul Monte Argentario: via Feeling alle Canne d'organo08 Gen 2018ArticoliG.E.O. (2)08Gen 2018Alpinismo sul Monte Argentario: via Feeling alle Canne d'organo08 Gen 2018ArticoliG.E.O. (2)13Dic 2017Cima di Vallevona - 10 dicembre 201713 Dic 2017ArticoliG.E.O. (2) Da sempre considerata luogo sacro e metafora di una vita condotta in senso verticale, la montagna può essere vissuta in […]

13Dic 2017

Cima di Vallevona - 10 dicembre 2017

Da sempre considerata luogo sacro e metafora di una vita condotta in senso verticale, la montagna può essere vissuta in tanti modi e allo stesso tempo può insegnare qualcosa di nuovo ogni volta che ci si approccia ad essa con il rispetto che gli è dovuto; a volte, ed è forse questo il caso, le intemperie e il tempo avverso adempiono ad una funzione educativa che ci scuote via quel torpore borghese di cui la modernità con tanta solerzia ci vuole vittime nostro malgrado.

La vetta scelta questa volta è la Cima di Vallevona, una vetta di 1818mslm con un dislivello sviluppato dolcemente su un lungo percorso; sulla carta un’escursione lunga ma non particolarmente impegnativa.

 

Come ad ogni escursione l’appuntamento è di buon mattino. Il freddo pungente ci accoglie già lungo il tragitto, segnando i -10° e dandoci un assaggio di ciò che ci aspetta.

Si parte a quota 1000mslm dal Santuario della Madonna dei Bisognosi, un antichissimo santuario del 600d.c. ricco di affreschi e dalla storia travagliata.

Il tempo di attrezzarsi e si parte. Il terreno congelato sotto di noi scricchiola e le raffiche di vento ci accompagnano fin dall’inizio. Superiamo un bosco di alberi spogli e un’ampia cresta ove scorgiamo in lontananza il mare e il litorale nord, mentre intorno a noi il cielo si oscura.

18Ott 2017

Monte Viglio - 2156 m

Dopo più di un’ora e mezza di strada per chi veniva da Roma e solo qualche minuto per chi arrivava dalle vicinanze, il gruppo di escursionisti si è incontrato al ridosso del sentiero di montagna che avrebbe percorso. Ad accoglierli, un’aria fresca che risultava piacevole e al contempo stimolante, caratteristica di un’ambiente libero e naturale, non contaminato dall’inquinamento del mondo industriale.

È trascorso giusto qualche minuto per salutarsi, per sistemare gli zaini, rivedere il percorso e poi il gruppo è partito. Per la prima mezz’ora, il sentiero era piano e il ritmo spedito, ma i più esperti non hanno sprecato il fiato in chiacchiere, abituati al silenzio che la montagna insegna. Superate alcune salite piuttosto ripide, il gruppo si è fermato per la prima pausa, dove li attendeva una maestosa statua della Madonna e un bel panorama. Su una pietra c’era anche una preghiera dell’alpino che alcuni membri del gruppo hanno voluto recitare per ringraziare Dio e chiedere una protezione celeste.