07Mag 2019

Canale Moriggia Acetelli - 26 Aprile

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06Mag 2019

Con gli sci sulla Majella per la spettacolare Rava del Ferro

06Apr 2019

Sulla nord del Corno Piccolo

Sicuramente non è stata la salita tecnicamente più impegnativa di quest’anno. Però la lunghezza e l’ambiente, un po' d’avventura ed un po' d’alta montagna, hanno reso questa gita veramente bella e gratificante.

Dopo una cenetta dalle parti di Montorio al Vomano in provincia di Teramo, con il simpatico proprietario dell’osteria che ci “perseguita” a bicchierini di genziana, eccoci ai Prati di Tivo, pronti a riposare qualche ora, sotto un cielo nero e stellato.

La partenza è fissata per le ore 4.00, meta la vetta del Corno Piccolo per uno dei canali che lo solcano da nord. La notte scorre tranquilla, siamo soli nell’ampio parcheggio dei Prati e, dopo i necessari preparativi, ci incamminiamo accompagnati da una leggera brezza seguendo i piloni degli impianti di risalita. Non fa particolarmente freddo, probabilmente siamo intorno agli zero gradi, ma è tutto molto sopportabile. Le luci frontali sono accese, ma la tentazione è di proseguire al buio per ammirare il cielo meraviglioso sopra le nostre teste: tante piccole luci che brillano e che all’orizzonte si confondono con quelle dei paesi e delle città. Siamo avvolti nell’oscurità ma, nonostante tutto, ci vediamo benissimo….

Neanche cento metri e indossiamo i ramponi per procedere spediti anche se un po' ad orientamento, intravedendo l’ombra del Corno Piccolo dinnanzi a noi e, soprattutto, la prima spalla, a fianco della quale sale il canale che vogliamo salire. Nel complesso dalla stazione dei Prati fino in vetta sono oltre 1200 metri di dislivello; insomma, la strada da percorrere è bella lunga… Al buio si sa, non sempre è facile scegliere la via migliore, e dopo un po' ci troviamo a superare un saltino di roccia/erba/ghiaccio (il tipico “misto” appenninico!) che scalda subito i ramponi e le picche.

Arriviamo sotto il canale ad oltre 2.000 metri di altezza, quando sull’Adriatico si dipingono i colori dell’alba, via via sempre più accesi nell’aurora. Ormai ci siamo e attacchiamo il Canale Sivitilli, un bel canale di circa 200 metri con una massima pendenza sui 50/55°. Le condizioni sono buone ma non ottimali, il canale è abbastanza carico di neve crostosa che si alterna a condizioni più farinose su fondo duro, con pochi tratti adatti ad una progressione veloce. Il ritmo comunque c’è ed in progressione incrociata saliamo alternandoci nel battere la traccia, nonostante i ramponi non sempre prendano bene, facendoci faticare più del dovuto. La pendenza è costante, non così impegnativa da richiedere una salita in cordata (anche perché la corda non ce l’abbiamo…).