Un inizio però oltremodo drammatico, una scalata, quella del Nanga Parbat, tragica, che ha visto la morte di Guenther al ritorno della salita, e la traumatica amputazione delle dita dei piedi a seguito di un grave congelamento. Naturale dunque in Reinhold la voglia di lasciare, un desiderio che avrebbe colpito chiunque. Ma Messner non è "chiunque" e, oltre al suo grande amore per la montagna, una cosa lo ha sempre caratterizzato: la grande volontà e determinazione d'animo, recentemente messa anche al servizio di battaglie politiche a fianco dei Verdi per la salvaguardia e tutela dell'ambiente (tristemente celebri sono, ad esempio, gli scempi perpetrati ai danni delle grandi montagne indiane). Poi la grande e sofferta decisione di continuare con la sua vita di avventura. Ecco allora che si getta nell'impresa più rischiosa, la scalata dell'Everest in stile alpino, ossia senza l'ausilio dell'ossigeno. In seguito, dopo il successo clamoroso di questa impresa, ne tenta un'altra ancora più temeraria: la scalata dell'Everest in solitaria.
Reinhold Messner perviene a questi risultati anche grazie allo studio dei grandi alpinisti del passato, dove nel suo museo a Solda ha raccolto di ognuno di essi oggetti che raccontano della loro vita. E' talmente legato alla loro memoria e a quello che rappresentano che lo stesso Messner ha confessato di programmare le sue spedizioni attraverso lo studio delle loro avventure.
Altra impresa eccezionale di questo personaggio è stata poi la prima traversata del continente antartico passando per il polo Sud (insieme a Arven Fuchs), compiuta senza motori o cani, ma solo con la forza muscolare o con la spinta del vento; analogamente, nel 1993, con il secondo fratello Hubert, ha attraversato la Groenlandia.
Messner vanta anche la conoscenza fisica completa della sua terra, avendo più volte effettuato il giro dei confini del Sudtirolo con Hans Kammerlander, scalando non solo cime ma fermandosi anche a parlare e a discutere con i contadini e con chi si trova ad abitare in posti disagevoli, cercando di capire i loro bisogni.
Personaggio noto internazionalmente, ha tenuto conferenze in Giappone, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Austria, Svizzera, Olanda, Argentina e Spagna; è stato collaboratore di centinaia di documentari ed ha al suo attivo decine di pubblicazioni sulle riviste più disparate (Epoca, Atlante, Jonathan, Stern, Bunte, Geo, National Geographic …). Fra i premi letterari che ha ricevuto vi sono il premio "ITAS" (1975), "Primi Monti" (1968), "Dav" (1976/1979); numerose anche le onorificenze ottenute in Italia, Stati Uniti, Nepal e Pakistan. All'età di 60 anni Messner ha compiuto l'ennesima impresa attraversando a piedi il deserto asiatico del Gobi. Ha impiegato otto mesi per percorrere 2000 km, realizzando il suo viaggio in solitaria, trasportando uno zaino di oltre 40 kg con una riserva d'acqua di 25 litri.
Tratto da www.biografieonline.it