Pizzo Deta 2041 m – 9 dicembre 2018

Un sentiero classico e più diretto avrebbe potuto condurci ugualmente in
cima, questa alternativa ci ha permesso invece di percorrere un tratto
boscoso più esteso e di poter visitare interessanti cippi in pietra che
testimoniano l'antico confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle
due Sicilie, oggi confine tra regione Lazio e Abruzzo.

Saliamo quindi tra le rocce della linea di cresta fino al termine della
vegetazione.

Le condizioni meteo inizialmente ottimali cambiano rapidamente: in
principio vediamo coprirsi di nuvole Pizzo Deta ormai a porta di mano e
rapidamente siamo anche noi completamente avvolti dalla nebbia.
Molteplici fattori contrari come la visibilità scarsa, il sentiero non
tracciato, gli incerti sviluppi meteo e il ritardo accumulato per vari
piccoli problemi, suggeriscono e ci fanno decidere di tornare indietro.

Scendendo nella nebbia, forse troppo in fretta per metterci al riparo
dal vento, senza rendercene conto ci siamo trovati a prendere un pendio
errato che ci ha fatto perdere circa 200 metri di quota che abbiamo a
fatica risalito per rimetterci sul giusto sentiero.

Questa esperienza ci rende ancora più consapevoli di come nonostante la
conoscenza del luogo e l'esiguo grado di difficoltà escursionistico
dello stesso, con una visibilità scarsa l' errore è dietro l'angolo.
Diventa quindi fondamentale sapersi orientare tra i punti cardinali,
direzione del vento e prendere sempre riferimenti nel corso della salita.

Giunti alle macchine alcuni uomini del soccorso alpino ci chiedono
notizie di un altro gruppo di escursionisti che si era perso e che aveva
chiamato il soccorso; per noi una ulteriore conferma della situazione
meteo realmente insidiosa e della saggia decisione di rinunciare alla vetta.