Primo obiettivo quindi il lago di Chamole a circa 2300 metri, che raggiungiamo in meno di un’ora
Peccato per le nuvole che coprono le vette che ci troviamo davanti ma il contesto è ovviamente comunque bellissimo.
Da c’è la possibilità di procedere verso il rifugio di Arbolle, con rispettivo laghetto alpino raggiungibile in poco più di un’ora ma decidiamo di salire ancora sul Colle Chamole direzione Testa nera e Punta Valletta
Il sentiero dopo poco comincia a essere ripido e roccioso, nulla di impegnativo ma ci porta ad appoggiare le mani e raggiungiamo la sommità del colle anche con un po di divertimento
Ora siamo senza fiato, non tanto per la fatica ma per quello che abbiamo intorno, raggiungiamo la Testa nera a quota 2820m ma punta Valletta (3090m) è troppo lontana, non in assoluto ma sono quasi le 19 e preferiamo accontentarci e fermarci qualche minuto a in solitaria contemplazione affacciati sulla conca di Pila, di fronte a noi le nubi si aprono e ci scoprono il Monte Grivola che con i suoi quasi 4000 metri spicca maestoso, alle nostre spalle Becca di Nona, il Monte Emilius e Punta Garin
Sarebbe stato bello restare ancora o proseguire per completare un anello ma vista l’ora scegliamo la sicurezza della discesa per sentiero dell’andata.
La luce più tenue, la temperatura più mite, il silenzio rotto soltanto dai suoni della natura e l’avvistamento di marmotte e lepri, rendono l’ambiente ancora più affasciante, quasi ci dispiace essere arrivati alla macchina, ci ristoriamo alla fonte d’acqua gelida e andiamo via un po’ stanchi ma arricchiti e con la voglia di tornare presto