Monte Nuria

Monte Nuria [1888 m s.l.m.] – Recensione

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L'otto Dicembre si celebra l'Immacolata Concezione, e questo ha dato modo alle truppe di Geo di fare un'escursione eccezionalmente di Lunedì, nonché di partire già da una buona quota pernottando dal giorno prima.
Infatti, la salita sul monte Nuria comincia da domenica 7, quando senza troppa fretta il gruppo ha raggiunto in automobile il rifugio ai piedi del Nuria per sistemarsi e pranzare, nonché passare un pomeriggio insieme immersi nel silenzio del paesaggio autunnale che i monti del Cicolano sanno regalare così bene.
Il camino acceso attenua il freddo pungente della notte fino al risveglio ed alla frugale colazione prima della partenza. La notizia che in quota ha nevicato rende tutti più felici, solleticando quel fanciullo interiore che chi va in montagna spesso conserva sveglio.
Il sentiero è ben tracciato e presto diventa ripido. Poco dopo la partenza il gruppo si è già allineato in un raccolto silenzio, anche per l'attenzione sui passi dovuta ad un terreno leggermente fangoso e ricoperto di foglie bagnate, abbastanza scivoloso da doversi di tanto in tanto aiutare con i tronchi dei giovani faggi spogli che “osservano” pazienti. In una brevissima pausa ci si rende conto della già discreta altitudine quando, tra gli alberi, si scorge un mare di nuvole che avvolge le valli molti metri sotto di noi. La mente corre subito al viandante di Friedrich, mentre altri parlano di "paesaggi wagneriani"…
Il freddo già non si sente più per il movimento, la salita procede veloce ed in circa un'ora viene raggiunto il bel rifugio De Angelis, molto accogliente e ben tenuto, a quota 1500 metri, dove in molti ne approfittano per sgranocchiare del cioccolato ed adeguare il vestiario.
Si riparte dopo pochi minuti, ben presto il sentiero diventa bianco e sui rami appaiono gemme di ghiaccio e cumuletti di neve. Il bosco con calma lascia il posto ad un paesaggio invernale, brullo ed innevato che affatica un po' l'ascesa, dato che la neve di questa notte è ancora farinosa e sui sassi risulta scivolosa. Ma la vetta è vicina.
Passata un'altra ora di cammino il gruppo si ricompatta in una zona pianeggiante dalla quale si gode una vista mozzafiato: monte Giano ammicca da vicino, mentre poco più lontano il Terminillo si fa ammirare maestoso, in lontananza le altre catene dell’Appennino, che alcuni riconoscono e descrivono ai meno esperti. Dato che a questa quota alcune nuvole non permettono di godere appieno del panorama, qualcuno promette che in vetta saremo ripagati…. ma, come si sa, la montagna spesso si prende gioco di chi è troppo sicuro. Infatti, a pochi metri dalla cima, una spessa coltre avvolge tutti, accompagnata da un venticello gelido.
Raggiunto il punto più alto del Nuria non si vede a 5 metri di distanza ed il clima è per nulla accogliente; dopo una breve sosta e qualche foto comincia subito la discesa sul versante opposto della salita. La via del ritorno è molto più diretta e ripida dell'andata, l'assenza di sentieri la rende altrettanto difficile e non mancano le perdite di equilibrio e le scivolate, soprattutto nel bosco fitto e nell'attraversare i folti cespugli di aghiformi. Perciò non si verifica quel tipico calo di tensione della discesa, fino a quando non si raggiunge, in un paesaggio quasi primaverile, una zona pianeggiante di pascoli e di lì a poco la larga strada sterrata che riporta direttamente al rifugio di partenza.
Insomma una escursione caratterizzata dalla non troppa difficoltà e dal raccoglimento che particolarmente si confà al periodo autunnale, data la scelta di trascorrere insieme due giorni in montagna, ma soprattutto dall'attraversamento ideale di tre stagioni: autunno, inverno e primavera, dovuto alle diverse zone e quote percorse, ma forse anche al clima pazzo che caratterizza questi tempi ultimi.
Un lauto e meritato pasto, e le operazioni di ripartenza coronano e concludono la bella esperienza. L'appuntamento è alla prossima escursione. Avanti GEO!