Ed allora, l’affermazione di Moro, fortissimo alpinista che gode della nostra stima per le tante imprese compiute, assomiglia più ad una dichiarazione sportiva rilasciata dopo che si è perso un incontro di pugilato o una partita di tennis. Con la logica dell'”oggi è stato più forte l’altro”, sembra che il rapporto con la montagna sia paragonato e ridotto ad un match, con verdetti, vincitori e sconfitti. In montagna, invece,non si vince e non si perde mai, o forse, paradossalmente ma non toppo, si vince sempre, anche e soprattutto quando la mancata salita in vetta ci fornisce un fondamentale insegnamento esistenziale, fatto di umiltà , semplicità , consapevolezza che a decidere, in fondo, è sempre lei, anche quando ci ha permesso di “conquistarla”….
Anche se abbiamo sicuramente “capacità e limiti altamente inferiori” a quelle di Simone Moro, con la montagna non abbiamo mai pensato di gareggiare e mai lo faremo, visto che è sempre stata capace di riempirci il cuore (spiritulamente e non sentimentalmente parlando), non facendoci mai sentire degli sconfitti.
Manaslu. Simone Moro rinuncia: “I miei limiti e le mie capacità sono altamente inferiori a quelle della montagna” – Montagna.TV