Ogni salita in montagna non è mai uguale all'altra, la calma e il silenzio sono consiglieri dello spirito e ci separano, anche se solo per qualche istante, dal bisogno di andare di fretta, modus vivendi della società in cui viviamo. Non abbiamo un orologio mentale che scandisca il nostro cammino, non siamo preda di quel tipico meccanismo che ci tiene imprigionati a un tempo fugace. Stiamo bene, deliziati da una splendida giornata che ci regala paesaggi e visioni intorno molto suggestive. E fatalmente, proprio nel momento in cui la vetta è sempre più vicina a noi , umili individui, la legge della montagna decreta il nostro arresto. Una neve fresca, con tratti ghiacciati e particolarmente scivolosi, si pone sul nostro cammino; la mancanza della necessaria attrezzatura (ramponi e piccozze) e lo strapiombo laterale, ci fanno desistere dall'andare oltre.
Come sempre il desiderio e il troppo ardire non vengono sempre ascoltati dalle divinità delle cime; bisogna quindi sforzarsi per riuscire a contenere e fermare quell'incessante voglia, chiamata vetta. Altra e tragica sorte toccherà a chi molto più esperto e attrezzato di noi, proverà ad andar oltre e lascerà per questo la sua avventura terrena, inghiottito da quella montagna tanto amata in vita. L’esperienza di chi conduce l’apparentemente semplice escursione ci grazia. E ci fa pensare. Fa riflettere soprattutto chi, non percependo il pericolo, voleva continuare a salire. La montagna è maestra, e insegna anche ad essere umili. Oltre che perspicaci e sempre attentissimi. Anche una escursione apparentemente priva di pericoli reali può trasformarsi in tragedia. E la notizia che ci giunge lunedì, sulla scomparsa di chi stava un centinaio di metri sopra di noi, ce lo conferma.
Riscendiamo dalla Normale senza grandi difficoltà e qualcuno, estratto tra vari contendenti, potrà volare come un aquilone sopra le nostre teste. Chissà che lassù non incontri questo sconosciuto scalatore, oggi scomparso in terra e a cui la prossima volta, renderemo omaggio tra quelle vette che restano pagine intime della sua esistenza.
Foto di Geo – Flickr