Tutt'intorno la natura data la rigidità del clima sembrava pietrificata e questo grazie alla brina ghiacciata.
Qualcuno ha saputo notare nella simbologia della natura la lettura dell'imminente Solstizio d'Inverno, dando così all'uscita una valenza ancor più intimamente sacra. Particolare è stato l'ultimo tratto di salita sulla cresta fatto in silenzio che ci ha permesso di ascoltare oltre alle raffiche di vento le nostre emozioni. In vetta abbiamo estratto il nostro fido compagno, lo stendardo di GEO per immortalare il momento e la cosa ci ha fatto gioire nonostante le intemperie. Per la pausa pranzo poi abbiamo approfittato del riparo offertoci da un anfiteatro naturale nel bosco, uno dei tanti fenomeni carsici della zona. Altra nota da segnalare è che in passato la zona era meta di più escursionisti ma poi l'apertura dell'autostrada ha permesso di frequentare mete più lontane e più alte, donandole così nuova intimità. Dalle foto poi si può evincere come la cresta e le alture circostanti siano disboscate solo dal lato occidentale questo è dovuto dal fatto che in passato intorno al XVIII sec. gli allevatori perpetuarono un mirato e sistematico disboscamento per il fabbisogno di pascoli perché appunto il lato occidentale essendo più esposto al sole è più rapido il disgelo e la crescita degli erbaggi. Salutando e augurandovi un felice Natale, vi rimandiamo alla prossima ciaspolata di gennaio: quindi preparate il materiale e scaldate i muscoli!
Qualcuno ha saputo notare nella simbologia della natura la lettura dell'imminente Solstizio d'Inverno, dando così all'uscita una valenza ancor più intimamente sacra. Particolare è stato l'ultimo tratto di salita sulla cresta fatto in silenzio che ci ha permesso di ascoltare oltre alle raffiche di vento le nostre emozioni. In vetta abbiamo estratto il nostro fido compagno, lo stendardo di GEO per immortalare il momento e la cosa ci ha fatto gioire nonostante le intemperie. Per la pausa pranzo poi abbiamo approfittato del riparo offertoci da un anfiteatro naturale nel bosco, uno dei tanti fenomeni carsici della zona. Altra nota da segnalare è che in passato la zona era meta di più escursionisti ma poi l'apertura dell'autostrada ha permesso di frequentare mete più lontane e più alte, donandole così nuova intimità. Dalle foto poi si può evincere come la cresta e le alture circostanti siano disboscate solo dal lato occidentale questo è dovuto dal fatto che in passato intorno al XVIII sec. gli allevatori perpetuarono un mirato e sistematico disboscamento per il fabbisogno di pascoli perché appunto il lato occidentale essendo più esposto al sole è più rapido il disgelo e la crescita degli erbaggi. Salutando e augurandovi un felice Natale, vi rimandiamo alla prossima ciaspolata di gennaio: quindi preparate il materiale e scaldate i muscoli!L’escursione in cifre:
Partenza: h 8.30
Quota di partenza: 913m slm
Tempo: 3.20 ore
Quota di arrivo: 1820
Rientro alle macchine: h 15.08
Tempo totale: h 6.08 (escluse le soste)
Dislivello: 907 m
Totale salita: 1444 m
Temperatura massima: 25° (in macchina) – 4° minima
Clima: umido
Vento: meridionale (ma freddino)
Velocità media: 2.5 km/h
Velocità massima: 8.1 km/h
Frequenza cardiaca: 136 media – 161 massima (cuore modello vecchio del ’70)
Calorie: bruciate 1729
Reintegrate: 4850 (per chi ha provato l’esperienza di mettere le gambe sotto il tavolo del ristorante)
Mandarini distribuiti da Francesco: 47
Avvistamenti
Cani: 1 (oltre a Lucio)
Caprioli: 3-5-8 (forse)