Lì troviamo ad attenderci festosamente un gruppo di cani, abituati evidentemente a scroccare astutamente il cibo dagli escursionisti di passaggio. Per dovere di cronaca si deve subito precisare che alcuni componenti del nostro gruppo si separano immediatamente in quanto stanno effettuando un allenamento specifico come preparazione per scalate più ardue, e di conseguenza il resto del gruppo non sarebbe in grado di reggere il ritmo causando solo impaccio alla loro andatura. Decidiamo quindi di separarci e salutiamo i nostri amici con la promessa di rivederci in vetta. Imbocchiamo il sentiero n°3 che da Rosciolo percorre il versante ovest del velino (2486 m) inerpicandosi verso il vallone di Sevice, prosegue per l’omonimo monte (2356 m); ed infine piegando a sud- est si dirige discendendo verso monte Costognillo (2356 m) per poi risalire e raggiungere finalmente Monte Velino. Procediamo con andatura alquanto sostenuta, ed all’incirca dopo un’oretta complice la calura solare che comincia a far sentire i suoi effetti decidiamo di effettuare una brevissima sosta, giusto il tempo di dissetarci e ricompattare il gruppo. Dopo un’altra oretta di cammino scegliamo, per rendere più interessante l’escursione, di lasciare il sentiero descritto in precedenza, e tagliando perpendicolarmente in direzione est le pendici occidentali del Velino ci addentriamo in un tratto di fitta vegetazione superando in successione due declivi boscosi, il cui percorrimento chiaramente era molto più disagevole rispetto al percorso che avremmo trovato se avessimo seguito il sentiero tradizionale. Al termine di questa folta macchia vegetativa siamo stati accolti da alcuni spettacoli veramente magnifici che la natura è in grado di offrire: dapprima l’avvistamento di un alcuni grossi rapaci, grifoni per la precisione, ed in seguito il roteare maestoso di un falco, immagini realmente splendide da ammirare che rimarranno per sempre nel ricordo di questa escursione. Usciti allo scoperto percorriamo un tratto abbastanza impegnativo ed erto e ci ricongiungiamo ad un vecchio sentiero che anticamente collegava il paese di Rosciolo con il Velino. Attraversiamo rapidamente lo spallone del vallone della Chiave (1600 m), tratto abbastanza faticoso per l’asprezza delle pendenze e per la conformazione sassosa del terreno. Arrivati infine ad un piano intermedio tra il Costognillo ed il Velino, il cui panorama era allietato da un gruppo di cavalli molto belli a vedersi, circa 2260 m, abbiamo ripreso il sentiero n°3 che avevamo abbandonato precedentemente. Dopo una sosta di una ventina di minuti per rifocillarci, ci avviamo alla cima, dove giungiamo alle 12:20. Questo tratto è piuttosto suggestivo per la presenza di una lingua di neve che resiste alla calura di metà giugno. Pochi minuti di allegra compagnia in cima, quindi discendiamo. Percorriamo questa volta il sentiero n°3 senza deviazioni dal suo tragitto, facendo una breve pausa al fontanile di Sevice per fare un rifornimento d’acqua. Siamo alle macchine alle 16:45. In questa escursione sono state fatte più soste rispetto alle precedenti, ma non importa in quanto non diamo importanza eccessiva al fattore velocità quando siamo in gruppi numerosi. Piuttosto cerchiamo più possibile di apprezzare la natura intorno a noi che si rivela sempre meravigliosa.
Abbiamo concluso la nostra giornata festeggiando nel bar di Rosciolo gustando birra. Qualcuno ne ha approfittato per un rapido torneo di biliardino. Salutiamo i nostri amici di Genazzano e torniamo a Roma, stanchi ma felici della nostra escursione al Velino.
Abbiamo concluso la nostra giornata festeggiando nel bar di Rosciolo gustando birra. Qualcuno ne ha approfittato per un rapido torneo di biliardino. Salutiamo i nostri amici di Genazzano e torniamo a Roma, stanchi ma felici della nostra escursione al Velino.