
Infatti, favoriti da un clima benevolo, apprezziamo lo spettacolo che il Nuria offre a tutto tondo. Senza difficoltà osserviamo tutte le principali catene appenniniche: dai Sibillini alla Laga, dal Gran Sasso alla Majella, dal Sirente-Velino al Terminillo… e, come se non bastasse, vediamo luccicare un lembo del mar Tirreno!
Unico (trascurabile) rammarico, è l’avvenuta perdita delle foglie dei faggi, che un po' attenua i colori magnifici ed inconfondibili dei boschi in autunno. Ma gli appassionati di fotografia del gruppo non si perdono d’animo e, con un po' di “ampiezza di vedute”, riescono a trovare scorci unici per le proprie reflex.
Conversazioni alternate a momenti più riflessivi e personali inframezzano la giornata che scorre serena. In fondo l’autunno ci invita al raccoglimento e per noi la montagna rappresenta un terreno privilegiato per viverlo. In cima, con assenza di vento e cielo terso, respiriamo la leggerezza della salita, quel benessere psicofisico che va oltre qualsiasi stanchezza del corpo. Un panino, una barretta energetica, della frutta secca, le foto di rito, e le immancabili risate. Si riparte per la discesa, prendendo un fuori-sentiero che, lungo la panoramica cresta prima e nel fitto bosco poi, ci condurrà diretti verso Pian di Cornino, gemello minore di Pian del Rascino.
Rientriamo con il primo buio alle auto. “Dove andiamo la prossima volta?”, è la domanda ricorrente.
In effetti, già ci manca la “prossima volta”.
Geo sale!