Proseguendo nel cammino, ora in fila indiana, ritornati sul sentiero, cominciamo a scorgere l’anti cima con sopra una croce e, senza puntarla direttamente, ci dirigiamo verso sinistra dove a un certo punto si intravedono alcuni cavalli allo stato brado che indifferenti al nostro passaggio continuano a brulicare l’erba.
Arriviamo alla sommità di un faggeto e seguendo i segnali del sentiero proseguiamo entrando nel bosco dove ancora un po’ di neve resiste e ci dà una sensazione quasi fiabesca di un posto incantato dove potrebbe all’improvviso uscire fuori un elfo sorridente a farci da guida.
Eccoci all’anticima, ma non ci si ferma e si prosegue verso il monte Giano dove finalmente arriviamo e da cui ci spostiamo immediatamente un po’ più in basso per la meritata sosta al riparo dal vento che intanto si è alzato.
Ci rifocilliamo tutti e dopo qualche minuto si prende la via del ritorno subito in mezzo a una bella distesa di neve che ancora resiste e nella quale tutti (almeno fino all’inizio e finché l’acqua non entra nelle scarpe…) ci divertiamo a passare.
Dopo un paio d’ore, nuovamente ricompattato il gruppo allungatosi nella discesa, finalmente siamo a valle e ci mettiamo in macchina per arrivare in un paese nei pressi di Fiamignano. Qui ci aspetta un bellissimo pranzo cui viene dato il tocco finale di “pensiero è azione” che altro non si rivela se non portare tavoli e vettovagliamenti nella piazzetta del paese, anzi nel parco belvedere dove tra una porzione di pasta al forno e un bicchiere di vino ci rifocilliamo belli e sorridenti sotto raggi di sole che nonostante il cielo prossimo alla pioggia ostinatamente ci fanno omaggio della loro presenza.
E così, stanchi e pieni di cibo ci rimettiamo in macchina per tornare alla quotidianità urbana di ognuno ma certamente rinsaviti da questa escursione che ancora una volta ci ha permesso di tornare verso quella terra che ci continua ad ospitare regalandoci comunque sensazioni che a spiegarle si svuotano di ogni significato.
Arriviamo alla sommità di un faggeto e seguendo i segnali del sentiero proseguiamo entrando nel bosco dove ancora un po’ di neve resiste e ci dà una sensazione quasi fiabesca di un posto incantato dove potrebbe all’improvviso uscire fuori un elfo sorridente a farci da guida.
Eccoci all’anticima, ma non ci si ferma e si prosegue verso il monte Giano dove finalmente arriviamo e da cui ci spostiamo immediatamente un po’ più in basso per la meritata sosta al riparo dal vento che intanto si è alzato.
Ci rifocilliamo tutti e dopo qualche minuto si prende la via del ritorno subito in mezzo a una bella distesa di neve che ancora resiste e nella quale tutti (almeno fino all’inizio e finché l’acqua non entra nelle scarpe…) ci divertiamo a passare.Dopo un paio d’ore, nuovamente ricompattato il gruppo allungatosi nella discesa, finalmente siamo a valle e ci mettiamo in macchina per arrivare in un paese nei pressi di Fiamignano. Qui ci aspetta un bellissimo pranzo cui viene dato il tocco finale di “pensiero è azione” che altro non si rivela se non portare tavoli e vettovagliamenti nella piazzetta del paese, anzi nel parco belvedere dove tra una porzione di pasta al forno e un bicchiere di vino ci rifocilliamo belli e sorridenti sotto raggi di sole che nonostante il cielo prossimo alla pioggia ostinatamente ci fanno omaggio della loro presenza.
E così, stanchi e pieni di cibo ci rimettiamo in macchina per tornare alla quotidianità urbana di ognuno ma certamente rinsaviti da questa escursione che ancora una volta ci ha permesso di tornare verso quella terra che ci continua ad ospitare regalandoci comunque sensazioni che a spiegarle si svuotano di ogni significato.
In alto i cuori.