Escursione Monte Pellecchia – Recensione

Si segue la carrareccia fino a raggiungere un bivio sulla sinistra segnalato da un nastro biancorosso, si sale addentrandosi ma non troppo nel bosco fino a raggiungere una strada sterrata,la si segue e si arriva ad un rifugio in ottimo stato e restaurato da poco, purtroppo è chiuso, le chiavi sono da chiedere all’ente parco. Dopo una breve pausa il gruppo riparte e affronta il punto più impegnativo dell’escursione, qui il gruppo è più serio e raccolto, meno chiacchere e risate, la montagna anche se non imponente richiede attenzione e rispetto…

Si sale finalmente e in meno di un ora si è in vetta, il sentiero prosegue qualche metro prima del rifugio e si inoltra nel bosco, aggira leggermente la vetta e una volta usciti dal bosco raggiunge la croce di vetta. C’è neve ma non è tanta e il vento l’ha resa molto compatta. Lo spettacolo è magnifico,nonostante i pochi 1368 metri la vista spazia dal litorale pontino al Terminillo e ai Simbruini, d’estate si riesce a vedere quasi tutto l’appennino centrale. Proseguiamo per la lunga dorsale facendo attenzione al ghiaccio che può essere insidioso in alcuni punti, utili dei ramponi anche 10 punte.

La cresta termina con il “pizzo Pellecchia” da dove inizia la discesa per il sentiero che chiude l’anello. Se si dispone di una cartina è difficile sbagliarsi, i sentieri sono ben tracciati e segnalati. Si fa ritorno a Roma non particolarmente stanchi ma arricchiti dall’escursione, una gita che spesso viene “snobbata” da tanti escursionisti per la facilità e la quota ma che offre molte soddisfazioni!

Dislivello: 650 m
Partenza: Monteflavio (800 m s.l.m.)
Durata: 5 Ore