Stavolta la neve difficile, che in cresta è quasi ghiaccio vivo per cui sarebbero utili i ramponi, ed il forte vento previsto per l’ora di pranzo e puntualmente arrivato, ci scoraggiano. Levate le pelli, quindi, ci buttiamo su neve discreta nella valle della Genzana assicurandoci una buona sciata, per poi risalire nuovamente al vado di Castellaneta.
Dopo l’iniziale idea di arrivare fino alla cima di Capo di Pezza, prontamente smorzata dalla “solita” neve ventata/gelata, scendiamo per la valle che ci separa da Punta Trieste in direzione dei piani.
Nel bosco tratti di farina si alternano al “gesso spaccagambe” e tra i faggi, non senza fatica, ritorniamo a Capo Pezza (da non confondere con la Cima), pronti per affrontare i 5 km degli omonimi piani, in direzione del rifugio. Una sciata da fondisti, circondati dalle cime spazzate dal vento e siamo nuovamente nei pressi dell’auto.
Che dire: bellissimi posti e bel giro, ma sciisticamente parlando, purtroppo, la giornata ci ha dato poche soddisfazioni.
Poco importa, attenderemo fiduciosi la prossima occasione.
Geo sale!