Un po' su cresta nevosa ed un po' su roccette, raggiungiamo la Cima Giovanni Paolo II, meta di qualche anno fa, sotto un terribile temporale. Per fortuna stavolta il tempo è stabile e l’unica valutazione da fare, per poter salire al Pizzo Cefalone che segue circa 40 minuti lungo la cresta, è se la neve impedisca la progressione, visto che non siamo attrezzati con i ramponi ma neanche con gli scarponi invernali.
Zigzagando sulla cresta, a tratti esposta e rocciosa, riusciamo a raggiungere i 2.530 metri di Pizzo Cefalone, soddisfatti per l’appagante salita. Foto di rito e ritorniamo per la strada appena percorsa, visto che la possibilità di fare eventuali anelli è subito scartata per la presenza di neve lungo tutto il percorso sotto il Cefalone, fino alla sella dei Grilli.
Con un po' di attenzione ri-superiamo i passaggi esposti, con un po' di pazienza affrontiamo gli “accademici della montagna” che si incontrano lungo il cammino, sempre pronti a dispensare sentenze e massime di vita, con un po' di fatica ritorniamo alle auto, scendendo praticamente fuori sentiero (poco frequentato e quindi poco tracciato).
Birra a Fonte Cerreto, nuovo punto della situazione sui prossimi ed imminenti impegni e, un po' cotti dal sole, di nuovo lungo la A24 direzione Roma.
Geo sale!