Canale dell’Orsacchiotta, Monte Terminillo

19 marzo 2017

Purtroppo ci troviamo spesso a ripetere come le stagioni invernali si riducano a brevi finestre temporali. In fondo non diciamo nulla di nuovo, ma per chi ama la neve e la montagna nella sua veste invernale, una certa malinconia degli “inverni passati” si accumula ogni anno che passa.

Ma bando alla ciance, tra alcune uscite scialpinistiche (memorabile l’ultima al Monte Amaro per la Rava della Giumenta Bianca) ed una precedente scalata nel mese di febbraio tra i “familiari” canali del Terminillo, anche quest’anno siamo riusciti a toglierci le nostre piccole “soddisfazioni” invernali. E non è finita!       

Fa caldo per essere metà marzo, è vero, ma non ci scoraggiamo. Ancora una volta siamo al rifugio Sebastiani, stavolta aperto con una nuova gestione, e con l’attrezzatura necessaria ci dirigiamo verso il canale dell’Orsacchiotta. Nome che probabilmente non rimanda alle epiche gesta alpinistiche ma che, sicuramente, ci saprà regalare una splendida mattinata di montagna. La salita si sviluppa in circa 250 metri, valutata da PD – a PD+ a seconda delle varianti di uscita: noi decidiamo per quella alta, normalmente valutata PD+ con uscita in cresta sui 55°.

  Per la verità, la neve molle (ma che comunque tiene) ed i scalini dei tanti alpinisti che ci hanno preceduto, rendono la salita una bella e tranquilla ascesa sotto un sole cocente (c’è chi è salito in maglietta), molto utile per fare didattica. Si poteva procedere sciolti, ma per ripassare le manovre ed aumentare la relativa rapidità in vista di salite più complicate, alla fine siamo riusciti a fare ben quattro tiri alternati. Alle 11 siamo in vetta: come sempre grande affollamento (alpinisti, scialpinisti, escursionisti, ecc.) e come sempre splendido panorama, stavolta con un tappeto di nubi verso Roma molto suggestivo.

  

Discesa rapidissima per il canale centrale con tanto di “culovia” annessa, ovvero da un certo punto in poi gambe all’aria e giù per le fredde natiche…. Per carità la montagna è e resterà sempre una cosa seria, ma poterci giocare, quando questo è possibile, aiuta a restare giovani e a non prendersi troppo sul serio.

Alla prossima uscita di GEO!