Campo invernale 2013

 Prima dell’alba ci prepariamo, c’è da camminare una mezzoretta verso una cresta per salutare il sole nascente.
Uno resta al campo ad accudire il fuoco riacceso. Non vedrà il disco sorgere ad Est, ma godrà di uno spettacolo diverso tutto per lui…ma ancora non lo sa.

Guarda verso l’alto dove sono saliti gli altri e vede la luce del nuovo giorno che segna una linea lungo il pendio della montagna. La neve acuisce il contrasto tra la zona ancora in ombra e quella della luce che avanza. L’effetto è notevole. La linea si muove verso la fila di uomini, pochi istanti e la luce investe in pieno anche loro. Anche questo è un  momento in cui si avverte un senso di compiutezza.

Si scende alle tende, si fa colazione e si parte per un itinerario di salita che offrirà nuovi emozionanti scenari. Due tappe prima di arrivare alla cima.
C’è euforia nell’aria fredda. Come sempre, la fatica prepara lo spazio per la gioia che, senza sforzo, non si sentirebbe con la stessa intensità.

La discesa sulla neve fresca per chi ha gli sci è veloce e spassosa.
Chi ha le ciaspole, cioè quasi tutti, segue.
Al campo sono rimasti alcuni che hanno nel frattempo smontato le tende.
La compagnia si riunisce e dopo il pranzo si avvia verso il ritorno a valle.
La traccia del giorno prima è rimasta ben segnata.
Alle macchine e verso la metropoli si pensa certo ad una bella doccia calda con seguito di minestrina bollente…..ma si pensa anche a lassù dove eravamo poche ora prima.
Pur non avendo fatto niente di straordinario, pur non trattandosi di un’impresa di cui vantarsi,  i 2 giorni appena passati sono stati un dono, uno dei tanti di una vita felice e piena.