Posts by G.E.O. (2)

Monti Aurunci – Domenica 13 maggio 2018


Siamo diretti sui monti Aurunci, catena ricca di itinerari interessanti e suggestivi. È una zona non tanto gettonata dagli escursionisti romani, forse per la distanza dalla capitale, forse perché le quote non sono così alte, forse perché molti dei sentieri non sono segnati come si conviene.

Noi anche ci andiamo di rado e la motivazione è la distanza dalla capitale, ma ogni tanto torniamo su questi monti ricchi di storia antica e recente dalla tradizioni popolari le cui tracce si ravvisano ancora numerose.

 

Domenica 13 Maggio, numerosi arriviamo ad Esperia dove l’amico residente in zona ci ha dato appuntamento per poi proseguire.

Radunati tutti facciamo un ultimo tratto di strada con le auto fino al punto di partenza del sentiero con destinazione Monte Petrella passando per Monte Cavecce e Monte Forte.


Read more


L’ assoluta semplicità


Accompagniamo alcune suggestive foto del monte Terminillo, salito lo scorso 10 febbraio in invernale, con queste citazioni tratte dal film “Sette anni in Tibet”   Dalai Lama: dimmi cosa ti piace delle montagne. Heinrich: mi piace l'assoluta semplicità, ecco cosa mi piace. Quando sei in scalata la tua mente è sgombra, libera da qualsiasi confusione: […]


Read more

L’ARTE DI SCIARE OLTRE LE PISTE


Da entusiasti estimatori del “Metodo Caruso” descritto nel testo  L'ARTE DI ARRAMPICARE condividiamo il seguente link  contenente un' intervista all'autore Paolo Caruso, dove viene presentato il suo ultimo libro dedicato agli sciatori.  http://gognablog.com/larte-sciare-oltre-le-piste/    


Read more

GEO E IL SENSO PER LA NEVE


 

Il Monte Gorzano da Cesacastina



Onde evitare di essere ripetitivi, ci limiteremo a dire che, anche stavolta, a gennaio non può fare tutto questo caldo.

Arriviamo a Cesacastina intorno alle ore 9.30 (la strada da fare, provenendo da Roma, non è poca…), piccola frazione della provincia di Teramo alle pendici dei Monti della Laga. La zona, un anno fa, è stata particolarmente colpita dalla sequenza sismica che tutti ricorderanno associata alla tragedia di Rigopiano e purtroppo, anche qui, una strana immagine di desolante abbandono balza subito agli occhi. La meraviglia naturalistica di una parte d’Abruzzo selvaggio e poco frequentato, in una giornata di splendido sole, fortunatamente riequilibra il nostro stato d’animo un po' scosso. Al contrario, non è in perfetto equilibrio una delle auto nella quale viaggiamo che lungo la sterrata diretta a Le Piane, non percorribile con auto “normali”, si arena all’interno di un fosso richiedendo un extra lavorativo di circa mezz’ora. Morale: alle 10.30 (un po' tardino), si parte con ciaspole e sci in spalla alla volta del Monte Gorzano, per circa 1300 metri di dislivello, lungo quella che, elegantemente parlando, è detta la Costa delle Troie.

 

Il nostro sentiero di salita all’inizio corrisponde ad una sterrata, quella sterrata di cui parlavamo poc’anzi, per poi prendere, una volta arrivati a Le Piane, splendido belvedere sul versante occidentale del Gran Sasso, alcune tracce che nel boschetto di faggi conducono alla famigerata Costa, lasciando a sinistra il sentiero che risale la valle delle Cento Fonti. La neve inizia dai 1700 metri circa, a testimonianza di quanto dicevamo all’inizio circa un inverno che ormai non è più inverno. Ma siccome bisogna saper prendere ciò che di buono offre un’esperienza in montagna, qualunque essa sia, eccoci a godere pienamente di un sole primaverile che lungo la faticosa salita, chi con le ciaspole e chi con gli sci, illumina l’anima e libera il cuore da tutte le pesantezze della vita, sciogliendo quei nodi che irrigidiscono nelle mille faccende (almeno la metà delle quali inutili) che ci portiamo appresso.

Lasciando stare le fantasie rousseauniane, stare in mezzo alla natura, tra le nostre amate montagne appeniniche, semplifica tutto e conferisce quel misto di leggerezza e contestuale ricarica che aiuta ad affrontare la vita e le sue tante miserie quotidiane. Ma questo non va detto con atteggiamento malinconico o autocommiserativo, perché se è vero che la “logica” del mondo e della società contemporanea ci fa decisamente schifo, ciò non vuol dire che non si debbano affrontare, il mondo e la società contemporanea, con la voglia, sempre e comunque, di uscirne vittoriosi e con un bagaglio di esperienza. Il saper stare nel mondo senza essere del mondo è il presupposto consapevole di un approccio alla vita con stile, qualitativo, virile, guerriero, di chi trova nelle mille variabili quotidiane occasioni per misurare il proprio grado di qualificazione e di crescita spirituale. di chi, nonostante tutto, ambisce sempre ad essere migliore non a chiacchiere ma nei fatti concreti.

 

 

La montagna, col suo potere trasfigurante, che associa alla bellezza dei luoghi anche la severità degli stessi, alla serenità d’animo la fatica ed il sudore, alla leggerezza del cuore la concentrazione e la determinazione, alla solitudine interiore lo spirito cameratesco del gruppo, è una scuola di vita ed ogni gita compiuta, con gli sci o le ciaspole, con la piccozza e i ramponi, con le corde e i moschettoni, o semplicemente con le proprie gambe, è un insegnamento da portare con sé. In fondo, è solo attraverso la formazione spirituale ed il contestuale cambiamento interiore che si potrà essere “uomini di montagna” anche in pianura e questo, per noi di GEO, resta sempre il principale obiettivo. Più delle cime, più delle difficoltà delle vie di arrampicata, più delle grandi ascese alpinistiche sui 4000.


Read more


Alpinismo sul Monte Argentario: via Feeling alle Canne d’organo


    Normalmente in questo periodo ci dedichiamo alle salite invernali con piccozza e ramponi o con l’attrezzatura da scialpinismo. Ma stavolta, complice il rialzo termico da venti di scirocco, nella prima domenica dell’anno nuovo, decidiamo di salire una via di roccia, nella speranza di smaltire i pranzi e le cene delle festività natalizie. Escluse […]


Read more

Cima di Vallevona – 10 dicembre 2017


Da sempre considerata luogo sacro e metafora di una vita condotta in senso verticale, la montagna può essere vissuta in tanti modi e allo stesso tempo può insegnare qualcosa di nuovo ogni volta che ci si approccia ad essa con il rispetto che gli è dovuto; a volte, ed è forse questo il caso, le intemperie e il tempo avverso adempiono ad una funzione educativa che ci scuote via quel torpore borghese di cui la modernità con tanta solerzia ci vuole vittime nostro malgrado.

La vetta scelta questa volta è la Cima di Vallevona, una vetta di 1818mslm con un dislivello sviluppato dolcemente su un lungo percorso; sulla carta un’escursione lunga ma non particolarmente impegnativa.

 

Come ad ogni escursione l’appuntamento è di buon mattino. Il freddo pungente ci accoglie già lungo il tragitto, segnando i -10° e dandoci un assaggio di ciò che ci aspetta.

Si parte a quota 1000mslm dal Santuario della Madonna dei Bisognosi, un antichissimo santuario del 600d.c. ricco di affreschi e dalla storia travagliata.

Il tempo di attrezzarsi e si parte. Il terreno congelato sotto di noi scricchiola e le raffiche di vento ci accompagnano fin dall’inizio. Superiamo un bosco di alberi spogli e un’ampia cresta ove scorgiamo in lontananza il mare e il litorale nord, mentre intorno a noi il cielo si oscura.


Read more


Monte Viglio – 2156 m


Dopo più di un’ora e mezza di strada per chi veniva da Roma e solo qualche minuto per chi arrivava dalle vicinanze, il gruppo di escursionisti si è incontrato al ridosso del sentiero di montagna che avrebbe percorso. Ad accoglierli, un’aria fresca che risultava piacevole e al contempo stimolante, caratteristica di un’ambiente libero e naturale, non contaminato dall’inquinamento del mondo industriale.

È trascorso giusto qualche minuto per salutarsi, per sistemare gli zaini, rivedere il percorso e poi il gruppo è partito. Per la prima mezz’ora, il sentiero era piano e il ritmo spedito, ma i più esperti non hanno sprecato il fiato in chiacchiere, abituati al silenzio che la montagna insegna. Superate alcune salite piuttosto ripide, il gruppo si è fermato per la prima pausa, dove li attendeva una maestosa statua della Madonna e un bel panorama. Su una pietra c’era anche una preghiera dell’alpino che alcuni membri del gruppo hanno voluto recitare per ringraziare Dio e chiedere una protezione celeste.


Read more