Una intervista in occasione della conferenza organizzata da RAIDO nel 2007 dal titolo “La Via della Montagna”. Per chi ama la montagna avendone in essa un sentore di sacralità, sono dodici minuti di video molto gratificanti. Prendetevi il vostro tempo! Qui il video
07/10/2018
Per la consueta uscita mensile decidiamo questa volta di salire il monte Sirente dal versante Nord.
Alla partenza da Roma la giornata si presenta meteorologicamente molto incerta, i giorni passati sono stati molto piovosi e le previsioni prevedono ancora piovaschi sparsi. Stabiliamo comunque di partire visto che i temuti temporali perlomeno non sono previsti; procedendo lungo l'autostrada intravediamo piccoli ed incoraggianti sprazzi di cielo sereno.
Nel versante nord il Sirente è una lunga parete rocciosa strapiombante di aspetto dolomitico, a cui seguono ripidi pendii erbosi e più in basso una estesa fascia boschiva. Un territorio rimasto selvaggio per un’escursione molto interessante sotto l'aspetto sia paesaggistico che naturalistico, dov’è facile incontrare camosci e grifoni.
Imbocchiamo l'itinerario proprio accanto allo chalet dei prati del Sirente e da subito si è dentro la faggeta su un sentiero facile e ben segnalato, dove sostanzialmente bisogna prestare attenzione a due biforcazioni mantenendo sempre la destra per il sentiero n. 15. Usciti dal bosco il sentiero prosegue evidente fin sulla cresta, raggiunta la quale la si percorre verso destra fino in vetta.
Il tempo, pur rimanendo nuvoloso tanto da precluderci la visuale panoramica che la vetta avrebbe potuto offrire, ci ha non solo risparmiato la pioggia ma anche regalato quella tipica atmosfera che si ha in montagna con il brutto tempo: nuvole multiformi che al vento si modellano sui pendii e che lasciano intravedere, in una accentuata visuale aerea, alterni scorci di paesaggio sulla valle.
Si evince da questa frase di Julius Evola che la montagna è il più efficace degli antidoti contro i nefasti influssi della presunta civilizzazione moderna. "…la castità della parola e della espressione. La montagna insegna il silenzio. Disabitua dalla chiacchiera, dalla parola inutile, dalle inutili esuberanti effusioni. Essa semplifica ed interiorizza. Il segno, l'allusione sono […]
Luglio 2017 – Monte Rosa
Quota 4400 metri, circa 150 metri dalla vetta della Zumstein, forse meno, è da un po’ che procediamo lentamente, la quota e la distanza già percorsa per salire le altre cime si fanno sentire; manca poco, vediamo chiaramente chi è già arrivato, siamo lì, a due passi.
C’è un tratto roccioso che non conosciamo e sicuramente richiederà attenzione…sono quasi le 10.30, pensiamo alla crepacciata che ci aspetta al ritorno, sicuramente sarà ancora più insidiosa per via del caldo; c’è ancora tanta strada da fare.
Ripensiamo anche a tutta la preparazione fatta nei mesi precedenti e al viaggio per arrivare, e che si, manca veramente poco.
La verità è che nonostante fossimo fermi non riusciamo a recuperare bene, abbiamo le gambe troppo pesanti e ancora il fiato corto per proseguire senza rischi. Decidiamo di tornare indietro.

Un escursione “quasi” improvvisata
Purtroppo per vari motivi non siamo riusciti ad organizzare la “spedizione” sulle Alpi che, nel recente passato proprio in questo periodo, ci vedeva impegnati sulle vette del Monte Rosa
Trovandosi però di passaggio nella zona di Aosta ed con qualche ora libera dagli impegni lavorativi, non abbiamo esitato e ci siamo diretti a Pila, quota 1800m circa, alla base della seggiovia Chamole
Essendo pomeriggio inoltrato sfruttare gli impianti per guadagnare altri 500 di dislivello non sarebbe stato male ma la seggiovia è in chiusura, pazienza, nessun problema, ci incamminiamo di buon passo, prima su quella che di inverno è la pista da sci, poi costeggiando i sentieri del bike park che rappresenta la principale attività estiva del luogo
L’idea è comunque quella di fare una passeggiata, non abbiamo attrezzatura particolare per un’escursione più impegnativa ne possiamo permetterci di tornare con il buio, buona norma soprattutto in posti nuovi
Dopo qualche anno finalmente ci siamo riusciti. Era un po' che il Gruppo Escursionistico Orientamenti aveva puntato il “mitico” Sentiero del Centenario sulla catena meridionale-orientale del Gran Sasso che, per un motivo o per l’altro, non eravamo mai riusciti a fare. Stavolta, complici un tempo abbastanza stabile e le giuste motivazioni (quelle per la verità […]
10 giugno 2018
Ci ritroviamo a Roma per l’appuntamento fissato alle 7.
Siamo un gruppetto di 12 escursionisti, tra cui alcuni per la prima volta con noi.
Ottimizziamo il carico delle auto e partiamo per la nostra giornata sui monti. Un oretta inclusa pausa bar e parcheggiamo in località Cartore, dove inizia il sentiero che, passando per il Lago della Duchessa, prosegue verso la cima del Murolungo.

Tra di noi c’è chi ha già fatto questa escursione, alcuni più volte negli scorsi anni. Questa destinazione è infatti molto apprezzata dal popolo degli escursionisti laziali, sia per la sua bellezza che per la vicinanza alla capitale.
Ci mettiamo in cammino lasciando alle spalle la composta allegria di un campo scout dove già brulicano le attività intorno alle tende.
Meteo estivo. La salita è per il primo tratto completamente in ombra ed apprezziamo la frescura.
Si procede con buon ritmo senza forzare, senza perdere il contatto visivo con chi segue.