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Primo Maggio, festa del lavoro: sono le cinque del mattino, e a quest’ora probabilmente la maggior parte dei lavoratori stanno festeggiando il lavoro comodamente avvolti nelle lenzuola. GEO è già in piedi, pronto in questo giorno di pausa dal lavoro a ricreare la propria azione e ricaricare le sue energie, perse dai più nelle ore lavorative settimanali. L’appuntamento è il solito alla solita ora, sei del mattino tutti puntali davanti al circolo del Panda. Nelle facce dei partecipanti, già tutti presenti, si legge palese l’entusiasmo, nonostante sia evidente ancora il residuo di sonno disegnato sui volti stropicciati. Il tempo di attesa prima dell’imbarcata è minimo, giusto quello di qualche saluto, per poi intraprendere il breve viaggio che ci porterà verso la vetta.
Anche a Marzo GEO è salito in vetta e, per salutare la primavera, ha scelto il monte Calvo: il più elevato dell’omonimo complesso montuoso nella provincia de l’Aquila. L’appuntamento è alle 7:30 ad Antrodoco, ridente cittadina del reatino attraversata dal fiume Velino, che vede incontrarsi gli escursionisti venuti da Roma e quelli giunti dal confine con l’Abruzzo; questa volta non sono molti, ma hanno tutti qualche esperienza di montagna. Riprese le macchine viene abbandonata presto la via Salaria procedendo in direzione l’Aquila per raggiungere Rocca di Corno, da dove parte il nostro sentiero. La bella giornata promette bene, nonostante le previsioni meteo, ed il percorso tortuoso fa salire velocemente il gruppo attraverso una povera boscaglia, ancora provata dall’inverno, fino alle radure che la sovrastano. Ad ogni curva ampie macchie di neve ricordano la rigidità della brutta stagione appena passata a chi si è già abituato alle confortevoli temperature dell’ ultimo mese.
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DELL'ESCURSIONE !
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Quando il gruppo si incontra nel punto prefissato prima di uscire dalla città e dirigersi verso le montagne, è ancora buio pesto. Puntuali ci mettiamo in moto in direzione della meta di oggi: Monte Rotondo, in località Castiglione (1150 s.l.m). Dopo un breve viaggio arriviamo alla mulattiera che segna il punto di inizio del percorso, che ci dovrebbe portare sulla cima del monte, a poco meno di 2000 metri, in circa 3 ore; l’escursione di oggi non si prevede troppo impegnativa. Il cielo è grigio, la temperatura è piuttosto alta per essere Gennaio inoltrato, e la scarsità della neve tutt’intorno suggerisce di lasciare in macchina le ciaspole che avevamo portato per l’occasione.
Così ci incamminiamo e seguendo la mulattiera passiamo per le poche case che compongono Castiglione (AQ) e notiamo come porte e finestre siano tutte ermeticamente chiuse, non c’è traccia alcuna degli abitanti e anche la chiesetta che domenica mattina dovrebbe essere luogo di incontro dei paesani, versa in uno stato di semi-abbandono.
Il pallido ma tenace sole che ci saluta al mattino, fra le nubi che si allontanano, smentisce le previsioni meteo: la partenza per l’escursione di GEO inizia, alle ore 9, dunque, con una temperatura non troppo fredda. Il gruppo di 11 persone sa che ha davanti a sé un lungo cammino, che parte da Cartore, attraversa la Valle di Teve, arriva in vetta al Colle dell’Orso (2200 metri) per poi formare un anello e tornare ancora una volta a Cartore. Poco meno di 23 km in linea d'aria, per concludere questo anello che si snoda tra valli e vette fantastiche.
Il gruppo è molto affiatato ma appena addentratisi nel tratto di bosco, con delle pettate di discreta pendenza, il clima si fa raccolto e silenzioso. Partecipare ed appartenere al gruppo di GEO non vuol dire solo apprezzare la montagna per gusto estetico o per sport, per desiderio di “scampagnata” o per altri motivi futili, bensì significa saper cogliere nell’esperienza verticale della montagna e nella natura che si ha di fronte un significato profondo. Così, l’autunno più profondo si esprime nei caldi colori degli alberi e del terreno, proponendo macchie scure e tinte forti. La natura sembra quasi morta ed i nostri passi affondano su cumuli di foglie secche, adagiate sotto alberi spogli. Di conseguenza, sentiamo l’esigenza di raccoglierci in noi stessi e di sfruttare il momento per riflettere e per vivere meglio il contesto in cui ci siamo addentrati. D’altra parte il tempo per la convivialità non mancherà da lì a breve.