Posts by G.E.O. (2)

Monti Ritornello e Brecciaro


Monte Ritornello (1874 m slm) e Monte Brecciaro (1954 m slm) – Recensione GUARDA QUI TUTTE LE FOTO! Mentre la Domenica del 25 Maggio per molti ha significato solo andare alle urne per votare o poltrire su un divano per noi ha significato salire di nuovo, stavolta affrontando le cime del Monte Ritornello (1874 m […]


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Monte Bicco


Monte Bicco – Recensione GUARDA QUI TUTTE LE FOTO! Sul calendario è ancora inverno ma le temperature sono già primaverili. L’appuntamento è alle 6.00 a Montelibretti dove, dopo rapidi saluti, saliamo su un’unica auto per dirigerci a Borgo Cerreto. Nel piccolo paese ci incontriamo con la nostra guida P. Caruso e, fatta la classica colazione […]


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Monte Terminillo – Chiaretti Pietrostefani


Alpinismo invernale - Monte Terminillo [2217 m s.l.m.] - Recensione

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Salire il Canale Chiaretti - Pietrostefani sul Monte Terminillo è stata un'esperienza unica - certo non parliamo della parete Nord del Cervino - ma come i grandi alpinisti della storia, si inizia cosi. In aggiunta con ramponi, piccozza e in cordata con un proprio compagno è un'esperienza di crescita sia per chi è alle prime armi sia per chi ha già qualche anno di esperienza. La montagna unisce persone che apparentemente sembrano tutte uguali, perché nella vita quotidiana non riescono a fermarmarsi un secondo per riflettere sui valori della vita, ”l’universo montano” invece è tutt’altra cosa, è fatto di valori di vita forti, senza mezze misure, senza sfumature. La montagna è unica proprio perché non è per tutti, Simone Moro dice: “La montagna è bella proprio perché per andarci, bisogna soffrire un po’”. Le persone di città ci ritengono fortunati perché riusciamo a vedere cose e paesaggi bellissimi, ma ritengo superficiale questa affermazione, li in montagna si è concentrati su altro, su dove e come salire, sul cambiamento del tempo. La cosa importante per l’alpinista è il viaggio…non l’arrivo, anche perché quando si è in vetta, si è solo a metà del tragitto. Un pensiero di un giovane e acerbo “alpinista” il quale il Gruppo Escursionistico Orientamenti ha dato l’opportunità di scalare la cima del Terminillo (2217 m s.l.m.), fresco di neve. La “montagna dei romani” alle prime luci dell’alba si presenta in buone condizioni, avvolta da nebbie che la rendono ancora più misteriosa.


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Escursione Monti Pizzuto e Tancia – Recensione


 Recensione - Monti Pizzuto e Tancia [1288 e 1292 m s.l.m.]

Salire. Questo ti dice la tua volontà quando le forze arrancano, quando senti quella vocina che ti dice di tornare indietro, la volontà ti fa salire, la stanchezza tace e tutto intorno non hai i rumori caotici della vita cittadina ma solo il silenzio. Vai avanti perché la forza del gruppo ti spinge a farlo e dopo un po’ non senti nemmeno le gambe che cedono ma solo il rumore della neve che si comprime sotto gli scarponi. L’escursione sull’anello Pizzuto-Tancia di domenica 24 novembre 2013 compiuta da GEO si è svolta in un dislivello di 800 metri partendo dai 600 fino ad arrivare alle vette di 1288 m di altezza del monte Pizzuto e di 1292 m del monte Tancia. Qualcuno con una sveglia canonica, qualcuno buttato giù dal letto dalla gatta che, previdente, sveglia il suo padrone, ci si alza tutti e si arriva all’appuntamento. Mattinata fredda nell’Urbe, giusta preparazione al freddo della montagna. Ci si muove insieme e dopo una breve sosta per mettere qualcosa sotto i denti si giunge alla partenza. Tutti si preparano con giacconi e zaini e si va. La salita inizia, fa caldo, il sudore non aiuta e allora tolte le giacche si continua. Dopo un primo inizio calmo comincia la fatica e qualcuno trova in un bastone, forse un ramo spezzato, un valido aiuto. Il vento non ci tange, la natura ci copre dalle sue carezze. Finita la vegetazione ci si ferma tutti insieme per dissetarci ed ammirare quella vegetazione che fino ad un secondo prima ci proteggeva. Dopo la pausa alla “fonte” la stanchezza scompare, i muscoli si abituano e si va avanti tutti insieme aspettando quelli che rimangono indietro, rallentando i più esperti che vanno avanti e qualcuno aiutandosi con l’ormai caro bastone.


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Escursione Monte Velino – Recensione


 Recensione - Monte Velino [2487 m s.l.m.]

Mattina fredda e sveglia presto, appuntamento sulla Nomentana per le 06.30. Siamo un gruppo di una dozzina di persone a dividerci nelle macchine e, con altri che ci aspettano vicino alla località di partenza, il nostro numero aumenterà. L'appuntamento finale è all'uscita del casello Autostradale di Magliano De' Marsi (non prima di aver fatto una sosta all'Autogrill per la colazione) per poi dirigerci tutti al paesino di Massa d'Albe per i preparativi finali e la partenza verso il Monte Velino: ca. 1500 m di dislivello per quasi 8 lunghe ore di cammino complessivo.
Ci prepariamo e partiamo. Mentre iniziamo l'avvicinamento alle pendici del monte si inizia a sentire che la giornata sta cambiando: dalla fredda mattinata piena di nebbia con cui siamo partiti stiamo oramai per entrare in una delle giornate più belle e assolate che potevano capitarci visto il periodo. Dopo pochi chilometri la prima sosta che facciamo è alla fontana che si trova alla base del monte, ultimo posto raggiungibile anche con una macchina, qualche minuto per riprendersi e riempire le borracce e poi si riparte per andare ad intraprendere il sentiero vero e proprio che ci porterà all'inizio della Direttissima.


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Ripa Majala


Nonostante le avverse previsioni metereologiche la mattina del 28 settembre si è mostrata soleggiata e dal cielo limpido e insieme allo splendido paesaggio della Maremma laziale hanno fatto da cornice all’arrampicata svolta presso la falesia di Ripa Majala. Si arriva sul posto la mattina e preparate le attrezzature si da subito il via all’arrampicata, le […]


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Monte Etna 2013 – Recensione


 Mercoledì 7 agosto, si è svolta la tradizionale e sempre ardua escursione sull’Etna, e come lo scorso anno, essa prevedeva la scalata completa fino in sommità, al cratere principale. Alla partenza non siamo esattamente, come si suol dire, freschi come le rose: l’orario di ritrovo è fissato alle 15.30 del pomeriggio, dopo già qualche giorno di campeggio sotto il secco clima siciliano.
Lo zaino risulta parecchio appesantito dall’equipaggiamento che deve fornire il necessario per passare anche la notte all’aria aperta, e comprende, tra l’altro, un kit di sopravvivenza “razionato” con acqua e cibo limitati. Un ulteriore fattore che contribuisce a porci di fronte alla nostra capacità di tenuta non solo fisica ma anche mentale: occorre infatti una buona capacità di autogestione per far sì che i viveri  bastino per l’intero arco delle quasi 22 ore totali di assenza dal campo-base. Consapevoli di ciò ci raduniamo compatti e, con spirito e buona volontà, cominciamo la salita. Il passo dettato dal gruppetto di testa è serrato, il ritmo intenso, e nonostante la pendenza non sia elevata, già prima dell’arrivo alla consueta tappa del rifugio Galvarina (1878 m s.l.m.), dopo circa 3 ore di cammino, avvertiamo i primi segnali di stanchezza. Il gruppo che, nonostante un paio di rocambolesche soste (impreziosite dalla presenza di non proprio amichevoli insetti), si è comunque sfaldato in gruppetti, si riunisce nella pianura sottostante l’oramai incombente dimora del dio del fuoco. La piana diviene l’accampamento di chi, non sentendo la forza sufficiente per andare avanti, decide di fermarsi: il resto della truppa continua con tenacia l’escursione, consapevole di dover percorrere almeno ancora 900 m di dislivello prima di accamparsi per la notte e deciso a spuntarla in questa lotta sia con sé stesso che con il maestoso monte (il più alto vulcano d’Europa nonché tra i più grandi al mondo).


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Monte Brancastello – Recensione


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Monte Brancastello [2385 m s.l.m.]

Nonostante siano ormai in pieno luglio e frotte di ragazzi si riversano al mare per prendere il sole o mangiare un fresco gelato, GEO sale di nuovo!
La meta da raggiungere questa volta è la vetta del Monte Brancastello.
La partenza da Roma è prevista per le 6.00 della mattina, il tempo di montare in macchina e si parte. Imbocchiamo subito l'autostrada in direzione L'Aquila e dopo la consueta sosta all'autogrill arriviamo nel paesino di Petrara, lo superiamo e in poco tempo, percorrendo uno sterrato, siamo alle pendici del Brancastello.
Nonostante il dislivello di circa 1600 metri, si intravedono facce nuove insieme ai veterani di GEO, ansiose di mettere alla prova il corpo e lo spirito in questa avventura.
Un rapido cambio di scarpe, una controllata agli zaini e subito cominciamo l'ascesa.
Il tempo all'inizio promette bene, il cielo con qualche nuvola bianca non impedisce al caldo sole d'estate di scaldarci a dovere ed accompagnarci lungo il tragitto.
Ci inoltriamo nel bosco e, dopo una piccola svista iniziale che ci fa imboccare il sentiero sbagliato, seguendo i segnali raggiungiamo in circa mezz’ora l'eremo di Santa Colomba a quota 1230 m s.l.m.: facciamo una piccola sosta, giusto per rifocillare il corpo dalle fatiche e dalla calura estiva, e riprendiamo la salita.
Continuando a seguire la traccia, che si inoltra tra gli alberi, si arriva in pochi minuti al limitare del bosco e, senza più la fitta vegetazione a impedircelo, si apre davanti a noi lo splendido paesaggio montano del Brancastello. Ci si sofferma ad ammirare la magnificenza della natura e il pensiero indugia su riflessioni profonde scaturite dal cuore e dalla sensazione di impotenza che si genera in noi di fronte alla maestà ed alla bellezza del creato.
Ancora un paio di ore attraverso erba e rocce e dopo aver avvistato qualche capriolo selvatico, conquistiamo il Vado del Piaverano.


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