Posts by G.E.O. (2)

UNA SPLENDIDA SORPRESA


Ascesa al monte Terminillo per la Vallonina

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Diciamocelo chiaramente. Alle volte, tornare bambini, ci piace eccome!

Emozionarsi dinnanzi ad una sorpresa, che sia bella ovviamente, fa vibrare corde infantili che, troppo spesso, nel mondo degli adulti abbiamo ormai dimenticato. Ma come, giustamente, spesso si ripete, tornare bambini significa riscoprire quella leggerezza e quella purezza che con gli anni, presi dai problemi della vita, i “problemi” appunto, sembra non appartenerci più.

  

Ma cosa c’entra tutto questo con un’escursione che Geo e l’associazione Passo dopo Passo hanno ancora una volta deciso di fare assieme? C’entra, e pure tanto!


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Anello del Morretano – Recensione


 Questa domenica torniamo a percorrere un itinerario piuttosto noto per le ciaspolate vicino Roma.

Trattasi dell’anello del Morretano vicino Campo Felice. Ci venimmo alcuni anni orsono, forse quattro forse cinque. La compagnia oggi conta nuovi amici che allora non c’erano ed anche quelli che invece c’erano ci tornano più che volentieri perché il ricordo è di scenari e panorami veramente belli.

Siamo al parcheggio poco prima delle nove, il parcheggio è ancora vuoto e poco dopo le nove iniziamo la nostra passeggiata sotto un cielo plumbeo ma non minaccioso di intemperie. Soffia un vento freddo, non molto intenso, ma che si fa sentire.

Proseguendo nella valle ci addentriamo nel bosco di faggi ed una quiete straordinaria ci accoglie. Assenza di vento, candore del manto nevoso, immobilità degli alberi e silenzio rotto solo dal rumore della soffice neve schiacciata dai nostri piedi.


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Monte Cava


Monte Cava [2000 m s.l.m.] - Campo invernale

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Sono le 8 del mattino quando il nutrito gruppo si incontra nel punto prefissato, prima di uscire dalla città e dirigersi verso la montagna. Il nostro itinerario odierno prevede la salita sul Monte Cava.

Dopo un viaggio di circa un’ora e mezza arriviamo al punto di inizio del percorso che ci porterà sulla cima del monte, sui 2000 m s.l.m. Siamo circa una ventina a partecipare a quest’escursione, come sempre allegri e carichi, pronti a condividere la stessa passione per la quale ogni volta è bello ritrovarsi.


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Monte Sirente


Monte Sirente [2347 m s.l.m.] - Recensione

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Siamo impazienti, quasi nessuno dei 15 partecipanti a questa escursione ha ancora assaggiato la neve quest’anno. La stagione è stata, fino ad oggi, avara di nevicate.
Il nostro itinerario odierno prevede la salita sul monte Sirente partendo da Ovindoli percorrendo la Val d’Arano.
Il meteo è splendido, il sole brilla in un cielo privo di nubi. Così sarà per tutto il giorno fino al momento in cui ammireremo un crepuscolo di rara bellezza, tinto di intensi colori rosso-violacei che le foto scattate rendono solo in minima parte.
Incorniciata tra il sole mattutino e quello del crepuscolo, c’è la nostra escursione.
Quasi tutti abbiamo le ciaspole, alcuni hanno gli sci con le pelli di foca.
Partiamo dalla piana di buon passo, siamo allegri e scanzonati. La conversazione è vivace, e la fatica deve ancora venire. Ci godiamo la compagnia di amici che condividono le stesse passioni e con cui ogni volta è bello ritrovarsi.
Tra questi amici sinceri ci sono i ragazzi dell’Associazione Passo dopo Passo di Morlupo. Siamo felici che anche stavolta siano con noi. Si succedono le iniziative che condividiamo con reciproca stima.
La salita prosegue, non ci sono tanti escursionisti, ne incrociamo in tutto 3.


 


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Monte Torrecane


Monte Torrecane [1576 m s.l.m.] - Recensione

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Una escursione atipica, quella che ha visto impegnato il Gruppo Escursionistico Orientamenti domenica 6 Dicembre. Atipica, perché, a differenza del solito, erano stati posti dei limiti di tempo, che minacciavano il nostro intento di raggiungere la vetta.

Parcheggiate le automobili in quell’immensa distesa verde che è il Piano di Rascino, raggiungibile da Fiamignano (RI) con una strada i cui tratti ghiacciati ci hanno creato non pochi problemi, il tempo di cambiarsi le scarpe e, zaino in spalla, si è già in marcia. Accompagnati da un tempo clemente, forse anche troppo per l’abbigliamento dettato dalle nostre previsioni, si raggiunge, oltrepassando una collina, l’adiacente Piano del Cornino. L’ammirazione per le sorprese che la natura ci regala, dai suoi dolci suoni all’incontro con un gruppo di cavalli, unite alla componente psicologica del limite temporale, inizialmente causano un rilassamento in alcuni di noi. Il gruppo si sfalda e prosegue con lentezza.


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Monti Pizzuto e Tancia


Monti Pizzuto [1288 m s.l.m.] e Tancia [1292 m s.l.m.] - Recensione

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Le previsioni meteo di metà settimana si rivelano esatte! Quella perturbazione che ha portato intense piogge per tutta la notte tra sabato e domenica si dissolve proprio a partire dalla località scelta per l'escursione, giusto in tempo per regalarci una domenica dalla condizione tipica dei giorni che seguono il brutto tempo ovvero cielo azzurro intenso e residue nuvole bianche.


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Monte Etna 2015


Monte Etna [3350 m s.l.m.] - Recensione

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E' appena cominciata la seconda metà di agosto; periodo inedito per affrontare sua maestà il vulcano, per il nostro gruppo che è abituato al consueto campeggio in Sicilia da molti anni sempre nella prima settimana del mese. Sappiamo tutti che ogni ascesa dell'Etna non è mai uguale a nessuna delle precedenti, ma in questo caso un clima decisamente più freddo e piovoso del solito ci fa preparare al peggio.
Gli zaini sono pronti, non è facile portare con sé l'abbigliamento adatto al clima rigido dell'alta quota mantenendo basso il peso sulle spalle; i più esperti danno consigli a chi è alla prima esperienza, altri condividono idee e nuovi accorgimenti, alcuni molto fantasiosi, per ovviare all'eterno dilemma della montagna: più peso o più freddo?
Sono passate poche ore dal pranzo e si prende un buon caffè tutti insieme, si sistemano negli zaini le buste con le razioni tutte uguali di acqua e cibo che dovranno bastare per più di 24 ore e, rapidamente, ci si schiera per una foto di gruppo che vede quasi 30 persone sorridenti ma consapevoli della fatica che li aspetta. Sono già passati alcuni giorni dal nostro arrivo sull'isola e la vita di campeggio ha appesantito un po' le gambe che devono portarci fino in cima, ma il vivere insieme ha stretto i legami tra tutti e portato il morale alle stelle: siamo pronti!
Dalla quota di circa 1000 metri il cammino parte subito con un buon ritmo, il sentiero che ci porterà al luogo del pernotto è ben tenuto da chi si occupa della manutenzione del Parco dell'Etna, muretti a secco squadrati ai lati ed un fondo percorribile agevolmente con fuoristrada e macchine alte; è una lunga passeggiata in pendenza lieve ma continua, che può già mettere alla prova chi non è allenato o chi non ha molta esperienza di montagna. Le pause sono ridotte al minimo, solamente per ricompattare il gruppo, ma dei grossi nuvoloni rendono la camminata meno calda del previsto ed anche bagnata da sporadiche pioggerelle. Il contorno boschivo va sempre più diradandosi fino a quando già si intravedono a distanza le lunghe colate laviche solidificate, la cosiddetta "sciara", zone che come fiumi neri caratterizzano l'alta quota vulcanica, quasi impercorribili per le alte rocce acuminate e taglienti di cui sono composte.


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In montagna per Francesco – 2


In montagna per Francesco – 2 GUARDA QUI TUTTE LE FOTO! Un’escursione con pernotto in tenda dal sabato sera…..era un bel po’ che non ci concedevamo un simile lusso. E sì perché di lusso si tratta anche se non c’è doccia e materasso di casa. Sono sicuro che mi capiate. Il tempo è perfetto, le […]


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Monte Tarino


Monte Tarino [1961 m s.l.m.] - Recensione

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*** La montagna in autunno. Ispirazioni dal Monte Tarino, nel parco dei Monti Simbruini ***

Andare in montagna fa sempre bene, è vero.
Andarci in inverno dona sensazioni primordiali, di un mondo lontano e inaccessibile, al quale ci si deve avvicinare con un certo rispetto e, forse, con più timore. Andarci in primavera significa percepire la vita che rinasce, i primi fiori, il sole fino a pomeriggio inoltrato, quella leggerezza che solo questa stagione sa offrire. Andarci in estate vuol dire esplorare la montagna al completo, in ogni angolo, lanciarsi in avventure anche più audaci perché la stagione, in un certo qual modo, lo consente.
Ed andarci in autunno? Esperienza magnifica, non paragonabile alle altre stagioni perché piena di un fascino ancora più particolare. Un misto di colori caldi, gialli/rossi/arancioni, che rimandano ai primi camini accesi e scoppiettanti, ai comignoli fumanti che il solo pensiero riscalda il corpo e l’anima, ricompresi in una luce più flebile, meno accecante del solito, a volte quasi soffusa, come quella di certe stanze fatte apposta per stare in silenzio, in una pacata e ricercata tranquillità, con una tazza di tè tra le mani. Ed a questo si aggiungano i profumi intensi dei boschi appenninici di faggi ed aceri, una miscela di odori che ha qualcosa di speziato ed ammuffito che, allo stesso tempo, si diffondono nell’aria.
Come fa la nostra anima, sollecitata attraverso i sensi, a restare indifferente? Ecco allora che, senza dover affinare chissà quali sensibilità, già la percezione di quanto sopra garantisce un pieno di esperienze uniche ed irripetibili, presupposti per alleggerirsi dalle frenesie della modernità, educandoci al bello ed all’armonioso che, in un mondo sovvertito come l’attuale, sono sempre più rari. Ma, consentitici di dirlo, questo non è tutto, anzi…


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Monte Brancastello e Torri di Casanova


 
Monte Brancastello [2385 m s.l.m.] e Torri di Casanova [2368 m s.l.m.] - Recensione
 
21 Giugno Inizio dell’estate. Parte l’allegra brigata verso i monti. Più che una brigata stavolta è un piccolo drappello visti gli impegni che hanno trattenuto molti aficionados delle nostre escursioni.
All’arrivo a Campo Imperatore l’escursione termica rispetto ai quasi 30 gradi di Roma è molto sensibile, il termometro segna 9 gradi.
E’ necessario per qualcuno comprare al volo un cappellino di lana visto che quello di cotone per il sole non basta a tenere a bada il freddo (specie se privi di una folta chioma).
L’osservazione in situ delle condizioni meteo scoraggiano di salire verso il Corno Grande. Nubi avvolgono il gigante di pietra, vento forte e residui nevai in quota richiedono attrezzatura invernale.
La nostra destinazione di riserva, già pianificata in partenza, è il sentiero del Centenario fino alle Torri di Casanova.
Un itinerario super panoramico, tutto in cresta dopo il primo tratto che sale dolcemente. Il tratto fino alla base delle Torri di Casanova non può essere definito impegnativo per i dislivelli che richiede, ma se percorso di buon passo, questo tratto di sentiero garantisce la fatica nelle gambe necessaria alla felicità degli escursionisti.


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