Dal 24 agosto sino ad oggi il Gruppo Escursionistico Orientamenti insieme ad altre associazioni romane, e non solo, ha raccolto beni di prima necessità che sono stati devoluti alle popolazioni dei centri abitati colpiti dai ripetuti eventi sismici degli ultimi mesi (Illica – Accumoli – e Norcia). La raccolta fondi per la ricostruzione della frazione […]
Ci è giunta la triste notizia della prematura dipartita dell'amico Massimo (Gladiatore), di lui ricordiamo il carattere pacato e gentile che conquistò la stima e la simpatia di tutti gli amici escursionisti. Ora è nelle braccia del padre celeste, contempla il creato nella sua immensità come un compimento di ciò che presentiva con lo sguardo […]
Abbiamo scelto Monte Cacume, appartenente alla catena dei Monti Lepini in provincia di Frosinone, come destinazione di ripiego visto il maltempo che imperversava sul Gran Sasso, nostra meta originariamente prevista per l’escursione di inizio ottobre.
Dalla cima più alta degli Appennini ad una cima di soli 1090 m raggiungibile con un modesto dislivello di 650 m dal paese di Patric
Alcuni hanno pensato ad un ripiego eccessivo orientandoci verso una montagna che mai prima aveva attirato la nostra attenzione per la sua modesta elevazione.
Oggi che scriviamo queste note, siamo di tutt’altro avviso e siamo sinceramente contenti essere andati lì.
Poco prima di partire abbiamo scoperto poi che in pochi di noi conoscevano l’etimologia del nome (dal latino Cacūmen = vetta, sommità di un monte). In ancor meno sapevano che il termine fosse citato nei seguenti versi
“Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,
montasi su Bismantova e 'n Cacume
con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;” (Dante, Purgatorio, canto IV, vv.25-27)
Una fila di nomi. Per ogni nome una croce. Ogni croce sta ad indicare la meta che si vuole raggiungere. Rifugio Galvarina o Etna? Tutti i miei sensi, davanti a quel foglio, mi chiedono, mi pregano, di indicare la più agevole e vicina Galvarina (1800 s.l.m.) anziché il cratere dell’Etna (3300 s.l.m.). La mia “x” si allinea alle altre di altri e tanti sotto la voce Etna. Qualche ora più tardi, quella stessa sera, dal campo udiamo i boati del vulcano e notiamo una colata di lava sul versante ovest.
Finalmente, il giorno seguente, arriva il momento di misurarsi con la scalata dell’Etna. Ormai è un anno che sento racconti ed aneddoti dei ragazzi che ci sono saliti più volte e non vedo l’ora di vedere coi miei occhi le loro emozioni.
E’ domenica, fine luglio. E’ mattina presto, ma il sole picchia forte nel semideserto parcheggio da cui siamo soliti partire per le escursioni del Gruppo Escursionistico Orientamenti. Sono in anticipo. Scendo dalla macchina ed aspetto gli altri, assediato dall’afa romana. Ma non potevo andare al mare?, sibila una vocina nell’orecchio. Ricaccio il pensiero da dove è venuto. Ripenso a tutte le levatacce domenicali di quest’anno, a tutte le volte che ho parcheggiato in questo stesso posto, imbaccuccato alla meno peggio per resistere al freddo, pronto a partire per una ciaspolata. Oggi invece sono in maglietta, pantaloncini corti e occhiali da sole. La montagna, è questa la sua bellezza, si fa vivere e apprezzare in tutte le stagioni dell’anno, ogni volta in modo diverso.
Un viaggio in onore di Julius Evola
La mattina fredda di una giornata invernale dal cielo terso, il nostro Appennino con le cime innevate, l’attrezzatura in macchina per una gita sulla neve. Ciaspolata o scialpinismo, non ricordo. Un pensiero che si insinua, un’idea che nella testa prende forma: questa estate torniamo sulle Alpi e ci scaliamo un 4000. La nostra avventura ha inizio da qui, alcuni mesi orsono e, giorno dopo giorno, preparazione dopo preparazione, è diventata una splendida realtà della quale, attraverso queste righe, cercheremo di raccontare le immagini indelebili che ci portiamo dentro.
In anteprima alcune foto della traversata integrale della Punta Castore con salita per la parete nord ovest. Un'esperienza indimenticabile, organizzata dal Gruppo Escursionistico Orientamenti e da Rigenerazione Evola, per onorare la memoria di Julius Evola. In due giorni, un anello di circa 29 km passando da 1600 ad oltre 4200 metri di altitudine. A breve […]
Per l’escursione di domenica scorsa le previsioni non promettevano affatto bene, ma quando mai il gruppo di Geo si è tirato indietro di fronte alle difficoltà metereologiche?