Il percorso da qui diventa la punta della cresta, le rocce bianche costringono a micro-arrampicate e piccoli salti ma nessuno ne sembra sconfortato, piuttosto un sorriso divertito dalla sfida è sul volto di tutti. Davanti le pietre, a sinistra il vuoto di 2070 metri d’altitudine, a destra l’infinito e il vento che concede solo brevissime tregue.
Raggiunta la vetta il gruppo deve dividere il poco spazio con una “folla” di altri escursionisti, il Terminillo permette di raggiungere in automobile alte quote essendo una delle mete preferite del turismo sciistico, quindi nei periodi più caldi offre la possibilità di raggiungere facilmente la cima di 2217 m anche ai meno esperti ed attrezzati.
Qualche foto e si riparte. Nel frattempo una nuvola ha avvolto completamente la montagna e ridotto la visibilità a poche decine di metri, il panorama lascia il posto ad una coltre bianca ed umida. Nel riscendere di qualche metro per poi risalire di nuovo e raggiungere il Terminilletto il gruppo cerca di rimanere compatto in modo da mantenere il contatto visivo nonostante la fitta nebbia, mossa dal forte vento essa crea degli scenari epici che la vita moderna concede di vedere solo nella finzione cinematografica. Quota 2100 e la terrazza della vecchia seggiovia sono la sede di un pranzo frugale e per qualche minuto di riposo.
Rifocillati e rimessi in moto, gli escursionisti continuano la discesa sulle pendici del Terminilluccio, altra parte del complesso montuoso. Ripidamente il sentiero attraversa la foschia e riporta tutti a valle senza il rischio di sbagliare strada, evenienza che in montagna ed in condizioni di scarsa visibilità è sempre da considerare.
Degna conclusione dell’esperienza è l’imbattersi, ormai ricongiunti al punto di partenza, nel tempietto dedicato alla Madonna della Vittoria e del Sacrario degli Alpini caduti durante la guerra d’Africa. Qui i valori del sacro e dell’eroismo convivono come in pochi altri posti.
Sono le 15:30, con la “montagna di Roma” alle spalle e nel cuore, l’appuntamento è al 4 Novembre per la prossima salita.
Raggiunta la vetta il gruppo deve dividere il poco spazio con una “folla” di altri escursionisti, il Terminillo permette di raggiungere in automobile alte quote essendo una delle mete preferite del turismo sciistico, quindi nei periodi più caldi offre la possibilità di raggiungere facilmente la cima di 2217 m anche ai meno esperti ed attrezzati.

Qualche foto e si riparte. Nel frattempo una nuvola ha avvolto completamente la montagna e ridotto la visibilità a poche decine di metri, il panorama lascia il posto ad una coltre bianca ed umida. Nel riscendere di qualche metro per poi risalire di nuovo e raggiungere il Terminilletto il gruppo cerca di rimanere compatto in modo da mantenere il contatto visivo nonostante la fitta nebbia, mossa dal forte vento essa crea degli scenari epici che la vita moderna concede di vedere solo nella finzione cinematografica. Quota 2100 e la terrazza della vecchia seggiovia sono la sede di un pranzo frugale e per qualche minuto di riposo.
Rifocillati e rimessi in moto, gli escursionisti continuano la discesa sulle pendici del Terminilluccio, altra parte del complesso montuoso. Ripidamente il sentiero attraversa la foschia e riporta tutti a valle senza il rischio di sbagliare strada, evenienza che in montagna ed in condizioni di scarsa visibilità è sempre da considerare.
Degna conclusione dell’esperienza è l’imbattersi, ormai ricongiunti al punto di partenza, nel tempietto dedicato alla Madonna della Vittoria e del Sacrario degli Alpini caduti durante la guerra d’Africa. Qui i valori del sacro e dell’eroismo convivono come in pochi altri posti.
Sono le 15:30, con la “montagna di Roma” alle spalle e nel cuore, l’appuntamento è al 4 Novembre per la prossima salita.