Normalmente in questo periodo ci dedichiamo alle salite invernali con piccozza e ramponi o con l’attrezzatura da scialpinismo. Ma stavolta, complice il rialzo termico da venti di scirocco, nella prima domenica dell’anno nuovo, decidiamo di salire una via di roccia, nella speranza di smaltire i pranzi e le cene delle festività natalizie. Escluse le vie in quota sulle cime appenniniche, il nostro pensiero è subito ricaduto sul monte Argentario, già frequentato negli ultimi anni in particolare per la via dello Spigolo alle Canne d’organo.
E sempre alle Canne d’organo affrontiamo la via Feeling, con uno sviluppo autonomo di 100 metri e con gli ultimi due tiri in comune con la via dello Spigolo. Nel complesso una bella salita di circa 150 metri, da fare in sei tiri (noi ne abbiamo fatti cinque, congiungendo i primi due), per una difficoltà massima di 6a (5b obbligatorio). Ottima roccia, difficoltà per lo più concentrata su passaggi singoli e via già protetta a spit (o chiodi) nei punti giusti. Una piacevole scalata tra i profumi ed i colori tipici della macchia mediterranea, accompagnati da un vento impetuoso che, nel corso degli ultimi due tiri sullo spigolo, ci ha letteralmente fatto sbandare.
Da rifare e da consigliare per chi vuole cimentarsi su una salita con difficoltà che, se da un lato, non fanno troppo tribolare dall’altro richiedono sempre la giusta attenzione e concentrazione perché, non dimentichiamocelo, si tratta comunque di una via di stampo alpinistico (utili cordini, fettucce e friend, oltre al casco ovviamente).
Buone scalate!