Dopo qualche anno finalmente ci siamo riusciti. Era un po' che il Gruppo Escursionistico Orientamenti aveva puntato il “mitico” Sentiero del Centenario sulla catena meridionale-orientale del Gran Sasso che, per un motivo o per l’altro, non eravamo mai riusciti a fare.
Stavolta, complici un tempo abbastanza stabile e le giuste motivazioni (quelle per la verità non mancano mai…) siamo partiti alla volta di una delle più belle ed entusiasmanti escursioni dell’intero Appennino. Mai banale, mai noiosa, sicuramente panoramica e faticosa, una galoppata di oltre 18 km che ci ha visto impegnati dalle 5.40 della mattina fino alle 17.30 del pomeriggio.
Infatti, se il tempo effettivo di salita con un’andatura buona è di circa 9 ore e mezza a ciò vanno aggiunte le pause che, in vetta al Monte Prena e poi al Monte Camicia, ovvero le due ultime cime scalate dopo circa 6/7 ore di cammino, si fanno sicuramente più lunghe.
Al primo tratto escursionistico fino al Brancastello, con il Paretone del Corno Grande sembra vigile e presente sullo sfondo, segue la ferrata alle Torri di Casanova (decisamente mal messa come tutto il resto dei tratti attrezzati sull’itinerario) ed un lungo sali e scendi tra altri tratti attrezzati, creste vertiginose, pinnacoli rocciosi, che in successione ci portano prima al Monte Infornace, poi al Prena e poi al Camicia, quest’ultimo dopo un canalino di roccia friabile e decisamente poco sicura che alcuni valutano con passaggi di II grado o III-.
Insomma una grande giornata di montagna dalla quale siamo tornati molto stanchi ma sicuramente appagati e, particolare da non sottovalutare, stranamente non inzuppati a causa di quei temporali pomeridiani che negli anni, puntualmente, ci hanno sempre accompagnato nelle uscite escursionistiche estive. Stavolta, invece, il temporale si è scatenato quando eravamo già in auto. Vorrà pur dire qualcosa, no?!
Alla prossima ascesa, Geo sale!