Su e giù per il Corno Grande in versione invernale

La neve è buona ma non bellissima, a tratti ventata ed a tratti un po’ pesantuccia anche a seguito della recente nevicata di giovedì scorso, tuttavia la sciata scorre discretamente fluida fino alla morena che si affaccia sul Rifugio Franchetti. Il paesaggio è maestoso, severo, da lasciare senza fiato, dolomitico e tutt’altro che primaverile. Traversiamo sulla sinistra direzione Sella dei Corni per levare gli sci ed affrontare i ripidi metri a piedi fino alla Sella. A destra le Fiamme di Pietra del Corno Piccolo, di fronte i bastioni rocciosi di Pizzo Intermesoli, sotto il ripido Vallone dei Ginepri ci attende. Dalle descrizioni lette, il Vallone oltre ad essere una discesa impegnativa da fare in condizioni sicure (è molto valangoso e le pendenze sono costantemente ripide) è considerato tra i più belli dell’Appennino e con la neve probabilmente migliore: tutto vero, pura goduria per quasi mille metri di discesa su neve ottimamente trasformata. La sciata è splendida, il paesaggio altrettanto e dei camosci curiosi osservano il nostro scendere euforico fino ai canalini finali che ci conducono in val Maone. Siamo in valle, tempo di una breve pausa e ripartiamo con sci e pelli diretti a completare un anello complessivo che, tra la salita e la discesa, è di oltre 15 km. Con ritmo costante risaliamo fino al rifugio Garibaldi, sommerso di neve e da lì ritorniamo fino all’imbocco della cresta che ci separa dal rifugio Duca degli Abruzzi, dove abbiamo appuntamento con i nostri compagni di cordata.

La discesa di questi ultimi per il Bissolati si è rilevata per nulla banale, soprattutto a causa di un tratto di almeno una cinquantina di metri ghiacciato e ripido che ha richiesto concentrazione ed attenzione: faccia a monte, con le sole punte dei ramponi, ecco che si è fuori dalle difficoltà. L’appuntamento al Duca salta, in realtà il rientro con gli sci è più lungo del previsto e, così, un po’ di corsa per i ripidi sentieri, ci ritroviamo alla funivia per l’ultima discesa delle 17.00. Birra, bruschette ed olive ascolane a Fonte Cerreto e si riparte alla volta di Roma, dove rientreremo in tarda serata, stanchi, sporchi ma felici.

Se la stagione sulla neve in Appennino la possiamo considerare (quasi…) conclusa ed ora reinizierà quella sulla roccia, che per qualche mese abbiamo un po’ abbandonato, le nostre prospettive invernali adesso guardano alle Alpi. Si avvicina l’estate, tempo di ascese sui 4000.

Anche oggi siamo saliti sugli alti monti ed abbiamo riso di tutte le tristezze seriose. Avanti GEO!