Monti Pizzuto e Tancia

L'appuntamento di ottobre ci porta questa volta vicino casa, sui monti Sabini e precisamente sul Pizzuto e sul Tancia, fanno parte come anche i monti Lucretili del sub appennino Laziale. Sono dunque quei monti a noi familiari perché tracciano la linea d'orizzonte ad est della provincia di Roma.
Provenendo da Poggio Catino percorriamo la via provinciale del Tancia e giunti sul valico parcheggiamo le auto in prossimità dell'osteria del Tancia. Iniziamo la marcia percorrendo a ritroso un tratto di strada provinciale (al ritorno si chiuderà l'anello arrivando alle auto dal lato opposto), raggiunto un cancello sulla destra si imbocca il sentiero vero e proprio e dopo un breve tratto si arriva ad una bacheca in legno, qui bisogna prestare attenzione: dritti si raggiunge la grotta di San Michele mentre a destra inizia il sentiero per monte Pizzuto. Decidiamo per una piccola deviazione alla grotta, meritevole di essere visitata per i suoi molteplici affreschi del quarto secolo tra cui la immancabile e sempre suggestiva rappresentazione del Santo che uccide il drago.
Riprendiamo la via originale che inizialmente si snoda in un ripido sentiero tra la vegetazione compatta e che in breve ci porterà sulla cresta meridionale del monte Pizzuto. Da qui possiamo vedere tutto l'itinerario che andremo a percorrere ovvero l'intera linea sommitale del Pizzuto all'andata e del Tancia al ritorno. L'itinerario a dispetto della modesta altitudine è estremamente panoramico, ad ovest possiamo vedere il Soratte, il lago di Bracciano ed il mare mentre ad est, raggiunta la cresta del Tancia, la vista è sulla piana di Rieti con il Terminillo.
Raggiunta la cima del Pizzuto facciamo la sosta per il pranzo che ci consente anche di recuperare le forze e di contemplare al meglio il paesaggio. È innegabile l'azione rigenerativa che la montagna offre.
Nonostante la massima altitudine raggiunta di soli 1292 m, l'escursione conterà alla fine un rispettabile dislivello cumulato di 900 m, un tragitto di ben 16 chilometri e un tempo impiegato di 6 ore. In realtà siamo consapevoli che gli aspetti e i significati dell'andare in montagna vanno ben oltre i semplici numeri, fra i tanti anche quello di condividere con nutrito gruppo di persone momenti di vita autentica, dove si soffre per la fatica, si gioisce per il raggiungimento della vetta, ma dove soprattutto ci si conosce realmente. Momenti ormai rari o inesistenti nella ormai imperante era dei social-network.