Partiti dal rifugio CAI Angelo Sebastiani a quota 1850 m s.l.m. la guida ineguagliabile Paolo Caruso, che ci ha concesso una sua giornata per introdurci e guidarci verso il mondo dell’alpinismo secondo quello che è il Metodo da lui studiato e applicato, ci ha condotto, dopo una preliminare e imprescindibile lezione preparatoria sulle tecniche, le sicure e le accortezze da tenere, verso la cima attraverso una piccola variante del canale Chiaretti-Pietrostefani sul versante nord-est. Studiato l’uso della piccozza, fedele compagna di progressione e assicurazione da saper usare in modi differenti a seconda dei casi, l’allacciamento dei ramponi e il movimento dei passi in salita e in discesa, ripassati i nodi essenziali e i movimenti per assicurare il proprio compagno, ci si è legati in cordata da due e si è partiti in fila indiana. Raggiungiamo, camminando con un crescendo di attenzione e lucidità a mano a mano che la pendenza aumentava, un primo sperone, un tratto di “misto” roccia e neve-ghiaccio, dove a due a due si è saliti dopo essersi assicurati e facendo sicura al proprio compagno che saliva per primo. Superato questo tratto si è traversato verso una prima sella esposta, poi una pe
ttata sino ad un altro tratto misto, la cresta e infine la vetta. Sapersi relazionare con i movimenti del proprio compagno che a volte scompare tra le rocce e imparare ad usare un linguaggio comune di base, porta a fare attenzione ad ogni passo e ad ogni parola per evitare che siano quelli sbagliati. Esperienza che lega chi affronta insieme una cordata e che porta ad accrescere il senso di responsabilità verso se stessi ma soprattutto verso gli altri, verso chi ripone in noi la propria fiducia. L’ottima giornata e il cielo limpido ci permettono di individuare alle soste le vette che circondano il Terminillo, tra cui l’imponente Gran Sasso, e le non troppo fredde temperature ci permettono di godere con meno tremori i punti morti e di attesa. Ridiscesi col sole calante verso Roma attraverso il sentiero escursionistico della normale, arriviamo al Sebastiani dove, davanti ad una birra e al camino, ascoltiamo le parole di Paolo, i suoi consigli e le correzioni che ha da fare a ciascuno di noi, pronti a farli propri alla prossima uscita.
ttata sino ad un altro tratto misto, la cresta e infine la vetta. Sapersi relazionare con i movimenti del proprio compagno che a volte scompare tra le rocce e imparare ad usare un linguaggio comune di base, porta a fare attenzione ad ogni passo e ad ogni parola per evitare che siano quelli sbagliati. Esperienza che lega chi affronta insieme una cordata e che porta ad accrescere il senso di responsabilità verso se stessi ma soprattutto verso gli altri, verso chi ripone in noi la propria fiducia. L’ottima giornata e il cielo limpido ci permettono di individuare alle soste le vette che circondano il Terminillo, tra cui l’imponente Gran Sasso, e le non troppo fredde temperature ci permettono di godere con meno tremori i punti morti e di attesa. Ridiscesi col sole calante verso Roma attraverso il sentiero escursionistico della normale, arriviamo al Sebastiani dove, davanti ad una birra e al camino, ascoltiamo le parole di Paolo, i suoi consigli e le correzioni che ha da fare a ciascuno di noi, pronti a farli propri alla prossima uscita.