La via della montagna

Gli effetti positivi che l’attività escursionistica porta con se sono rappresentati, in primis, dal contatto con la natura. Questo contatto conduce a degli stati interiori di serenità e pace, tali stati costituiscono delle ottime occasioni per valutare lati della propria esistenza su cui lavorare e nuovi propositi per migliorarla. Dunque momento di evasione dal caos ed allo stesso tempo di ritiro in sé stessi.
La condotta durante le nostre uscite riflette questa tensione e fa si che si alternino momenti di assoluto silenzio e piccoli scambi di opinioni, maturate durante l’esperienza, tra i partecipanti.
Anche nel rapporto con la natura si cerca, evitando derive panteistiche o sentimentali interessi per il semplice paesaggio, il terzo assente per eccellenza: DIO.
La natura è l’immagine più immediata del sacro che si manifesta e dunque un libro sempre aperto per l’uomo che ne sappia decifrare i segni. In questa prospettiva, la montagna diventa per l’escursionista un vero e proprio luogo di conoscenza, in primis di se stessi. Tale conoscenza può essere propiziata anche dall’impegno richiesto nel fronteggiare le eventuali ed impreviste difficoltà dettate dall’ambiente esterno e dalle sue condizioni.

 Contro l’individualismo
Un aspetto centrale dell’attività escursionistica è quello comunitario. La comune fatica unisce e su questo principio si cerca di opporre all’individualismo imperante, rappresentato dal materialistico raggiungimento della vetta come conquista personale, un cammino di gruppo, nella condivisone del problema del singolo. La formazione, laddove voglia suscitare un atteggiamento realmente altruistico ed impersonale, deve passare, per forza di cose, dall’eliminazione della contaminazione moderna dell’egoismo. Proprio l’egoismo infatti sfocia, nel campo escursionistico nell’esasperazione sportiva della prova.
La nostra meta e la ricompensa stanno nel cammino stesso, non nel punto di arrivo, con questo spirito viviamo la via della montagna come sintesi e simbolo di cammino tradizionale.

Per l’uomo che ama le vette  la montagna è una dea riconoscente che non lascia mai senza ricompensa il sudore versato per scalarla.
 G.D.
 
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Con l’intento di incrementare il bagaglio di conoscenze in relazione all’attività escursionistica e maturare competenze specifiche nel campo, l’A.c. Furor ha avviato una collaborazione con il gruppo di GEO culminata con l’escursione nell’estate 2009 sull’Etna e che continua sulla base di una comune visione della montagna come via di realizzazione interiore.