Ovidio

"senza difficoltà non c'è nulla che abbia valore"

Foto GEO 2016 - Punta Castore 4228m s.l.m

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Sulla nord del Corno Piccolo

Sicuramente non è stata la salita tecnicamente più impegnativa di quest’anno. Però la lunghezza e l’ambiente, un po' d’avventura ed un po' d’alta montagna, hanno reso questa gita veramente bella e gratificante.

Dopo una cenetta dalle parti di Montorio al Vomano in provincia di Teramo, con il simpatico proprietario dell’osteria che ci “perseguita” a bicchierini di genziana, eccoci ai Prati di Tivo, pronti a riposare qualche ora, sotto un cielo nero e stellato.

ImageLa partenza è fissata per le ore 4.00, meta la vetta del Corno Piccolo per uno dei canali che lo solcano da nord. La notte scorre tranquilla, siamo soli nell’ampio parcheggio dei Prati e, dopo i necessari preparativi, ci incamminiamo accompagnati da una leggera brezza seguendo i piloni degli impianti di risalita. Non fa particolarmente freddo, probabilmente siamo intorno agli zero gradi, ma è tutto molto sopportabile. Le luci frontali sono accese, ma la tentazione è di proseguire al buio per ammirare il cielo meraviglioso sopra le nostre teste: tante piccole luci che brillano e che all’orizzonte si confondono con quelle dei paesi e delle città. Siamo avvolti nell’oscurità ma, nonostante tutto, ci vediamo benissimo….

Neanche cento metri e indossiamo i ramponi per procedere spediti anche se un po' ad orientamento, intravedendo l’ombra del Corno Piccolo dinnanzi a noi e, soprattutto, la prima spalla, a fianco della quale sale il canale che vogliamo salire. Nel complesso dalla stazione dei Prati fino in vetta sono oltre 1200 metri di dislivello; insomma, la strada da percorrere è bella lunga… Al buio si sa, non sempre è facile scegliere la via migliore, e dopo un po' ci troviamo a superare un saltino di roccia/erba/ghiaccio (il tipico “misto” appenninico!) che scalda subito i ramponi e le picche.

ImageArriviamo sotto il canale ad oltre 2.000 metri di altezza, quando sull’Adriatico si dipingono i colori dell’alba, via via sempre più accesi nell’aurora. Ormai ci siamo e attacchiamo il Canale Sivitilli, un bel canale di circa 200 metri con una massima pendenza sui 50/55°. Le condizioni sono buone ma non ottimali, il canale è abbastanza carico di neve crostosa che si alterna a condizioni più farinose su fondo duro, con pochi tratti adatti ad una progressione veloce. Il ritmo comunque c’è ed in progressione incrociata saliamo alternandoci nel battere la traccia, nonostante i ramponi non sempre prendano bene, facendoci faticare più del dovuto. La pendenza è costante, non così impegnativa da richiedere una salita in cordata (anche perché la corda non ce l’abbiamo…).


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Escursione su Monte Marsicano

Dopo le attività alpinistiche sui canali del Terminillo ci dedichiamo ad un'escursione più lunga e articolata nel magnifico scenario del Parco Naturale d'Abruzzo.

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Superato l'abitato di Opi inizia il sentiero che porta alla vetta del Monte Marsicano (2245 metri).

La temperatura è alta, oltre dieci gradi, siamo ad inizio marzo ma sembra di essere ad aprile inoltrato.

Ci portiamo comunque sci e ciaspole, perché in quota è comunque ben innevato.

Tra alberi caduti e vegetazione fitta, dopo aver guadato il torrente, ci muoviamo seguendo più il nostro orientamento che i segnali, non sempre evidenti almeno nella prima parte; successivamente il sentiero sale regolare e ci consente di guadagnare quota.

Iniziamo a mettere i piedi sulla neve solo dopo i 1700 metri, chi ha gli sci sceglie di salire sul pendio innevato, chi ha le ciaspole sceglie invece di aspettare a metterle e seguire una linea di erba e sassi che consente di procedere più velocemente, anche se in maniera scomoda e faticosa, fino a oltre i 2000 metri.

Il vento ora è forte, e la temperatura percepita è nettamente più bassa, per questo non ci soffermiamo molto in vetta.

Purtroppo parte del panorama è leggermente nascosto dalle nuvole ma la visuale dalla vetta più alta del Parco è veramente maestosa: Maiella, Laga, Catena del Gran Sasso, Gruppo del Velino Sirente, e proprio sotto di noi la Val Fondillo e la zona della Camosciara.

Riscendiamo rapidamente su neve, soprattutto chi lo fa sciando su neve piacevolmente trasformata, per proseguire tra i boschi di faggi e ampie radure, il cielo si apre e la temperatura ancora mite rende il rientro molto piacevole. Siamo alle auto in circa due ore ampiamente soddisfatti.

Alla prossima gita

Geo sale!

 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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