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Alpinismo sul Monte Argentario: via Feeling alle Canne d'organo

 

 

ImageNormalmente in questo periodo ci dedichiamo alle salite invernali con piccozza e ramponi o con l’attrezzatura da scialpinismo. Ma stavolta, complice il rialzo termico da venti di scirocco, nella prima domenica dell’anno nuovo, decidiamo di salire una via di roccia, nella speranza di smaltire i pranzi e le cene delle festività natalizie. Escluse le vie in quota sulle cime appenniniche, il nostro pensiero è subito ricaduto sul monte Argentario, già frequentato negli ultimi anni in particolare per la via dello Spigolo alle Canne d’organo.

E sempre alle Canne d’organo affrontiamo la via Feeling, con uno sviluppo autonomo di 100 metri e con gli ultimi due tiri in comune con la via dello Spigolo. Nel complesso una bella salita di circa 150 metri, da fare in sei tiri (noi ne abbiamo fatti cinque, congiungendo i primi due), per una difficoltà massima di 6a (5b obbligatorio). Ottima roccia, difficoltà per lo più concentrata su passaggi singoli e via già protetta a spit (o chiodi) nei punti giusti. Una piacevole scalata tra i profumi ed i colori tipici della macchia mediterranea, accompagnati da un vento impetuoso che, nel corso degli ultimi due tiri sullo spigolo, ci ha letteralmente fatto sbandare.

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Da rifare e da consigliare per chi vuole cimentarsi su una salita con difficoltà che, se da un lato, non fanno troppo tribolare dall’altro richiedono sempre la giusta attenzione e concentrazione perché, non dimentichiamocelo, si tratta comunque di una via di stampo alpinistico (utili cordini, fettucce e friend, oltre al casco ovviamente).

Buone scalate!
 
Cima di Vallevona - 10 dicembre 2017

Da sempre considerata luogo sacro e metafora di una vita condotta in senso verticale, la montagna può essere vissuta in tanti modi e allo stesso tempo può insegnare qualcosa di nuovo ogni volta che ci si approccia ad essa con il rispetto che gli è dovuto; a volte, ed è forse questo il caso, le intemperie e il tempo avverso adempiono ad una funzione educativa che ci scuote via quel torpore borghese di cui la modernità con tanta solerzia ci vuole vittime nostro malgrado.

La vetta scelta questa volta è la Cima di Vallevona, una vetta di 1818mslm con un dislivello sviluppato dolcemente su un lungo percorso; sulla carta un’escursione lunga ma non particolarmente impegnativa.

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Come ad ogni escursione l’appuntamento è di buon mattino. Il freddo pungente ci accoglie già lungo il tragitto, segnando i -10° e dandoci un assaggio di ciò che ci aspetta.

Si parte a quota 1000mslm dal Santuario della Madonna dei Bisognosi, un antichissimo santuario del 600d.c. ricco di affreschi e dalla storia travagliata.

Il tempo di attrezzarsi e si parte. Il terreno congelato sotto di noi scricchiola e le raffiche di vento ci accompagnano fin dall’inizio. Superiamo un bosco di alberi spogli e un’ampia cresta ove scorgiamo in lontananza il mare e il litorale nord, mentre intorno a noi il cielo si oscura.

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