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Monte Etna 2015

Monte Etna [3350 m s.l.m.] - Recensione

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E' appena cominciata la seconda metà di agosto; periodo inedito per affrontare sua maestà il vulcano, per il nostro gruppo che è abituato al consueto campeggio in Sicilia da molti anni sempre nella prima settimana del mese. Sappiamo tutti che ogni ascesa dell'Etna non è mai uguale a nessuna delle precedenti, ma in questo caso un clima decisamente più freddo e piovoso del solito ci fa preparare al peggio.
Gli zaini sono pronti, non è facile portare con sé l'abbigliamento adatto al clima rigido dell'alta quota mantenendo basso il peso sulle spalle; i più esperti danno consigli a chi è alla prima esperienza, altri condividono idee e nuovi accorgimenti, alcuni molto fantasiosi, per ovviare all'eterno dilemma della montagna: più peso o più freddo?
Sono passate poche ore dal pranzo e si prende un buon caffè tutti insieme, si sistemano negli zaini le buste con le razioni tutte uguali di acqua e cibo che dovranno bastare per più di 24 ore e, rapidamente, ci si schiera per una foto di gruppo che vede quasi 30 persone sorridenti ma consapevoli della fatica che li aspetta. Sono già passati alcuni giorni dal nostro arrivo sull'isola e la vita di campeggio ha appesantito un po' le gambe che devono portarci fino in cima, ma il vivere insieme ha stretto i legami tra tutti e portato il morale alle stelle: siamo pronti!
Dalla quota di circa 1000 metri il cammino parte subito con un buon ritmo, il sentiero che ci porterà al luogo del pernotto è ben tenuto da chi si occupa della manutenzione del Parco dell'Etna, muretti a secco squadrati ai lati ed un fondo percorribile agevolmente con fuoristrada e macchine alte; è una lunga passeggiata in pendenza lieve ma continua, che può già mettere alla prova chi non è allenato o chi non ha molta esperienza di montagna. Le pause sono ridotte al minimo, solamente per ricompattare il gruppo, ma dei grossi nuvoloni rendono la camminata meno calda del previsto ed anche bagnata da sporadiche pioggerelle. Il contorno boschivo va sempre più diradandosi fino a quando già si intravedono a distanza le lunghe colate laviche solidificate, la cosiddetta "sciara", zone che come fiumi neri caratterizzano l'alta quota vulcanica, quasi impercorribili per le alte rocce acuminate e taglienti di cui sono composte.

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In montagna per Francesco - 2

In montagna per Francesco - 2

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Un’escursione con pernotto in tenda dal sabato sera…..era un bel po’ che non ci concedevamo un simile lusso. E sì perché di lusso si tratta anche se non c’è doccia e materasso di casa.
Sono sicuro che mi capiate.
Il tempo è perfetto, le tende dopo un breve avvicinamento nel pomeriggio sono montate in allegria e spensieratezza.
Ci si gode il calar del sole prima ed il sorgere delle stelle dopo. E’ un susseguirsi di momenti tutti da godere incluso l’intimo spettacolo del fuoco acceso.
Confesso che la vibrazione di luce delle lingue di fuoco mi innescano sempre echi ancestrali e slanci ideali.
Il tono emotivo vira verso la goliardia quando sul fuoco cominciano a rosolare le salsicce della cena. Annaffiate di buon vino rosso e di altrettanto buona birra artigianale fatta da alcuni dei presenti.
E qui è senz’altro il momento di dire che questa escursione è stata pensata e voluta e dedicata alla memoria di Francesco di cui tutti noi ci onoriamo di essere stati amici veri.
Il ricordo di Francesco non ci abbandona anche al di fuori dei momenti particolari a lui dedicati. Fuor di retorica è proprio naturale dire che Francesco vive nei nostri cuori.
Ebbene la notte è breve perché ci si alza in tempo per vedere l’aurora tingere il cielo e l’alba inondarlo di luce.
Breve lettura sulla esperienza di montagna e poi si attendono gli amici che il lusso del pernotto in tenda non se lo sono potuto permettere e ci hanno raggiunti la domenica mattina presto per l’escursione.
Le creste minori dei monti tra Lazio ed Abruzzo regalano sempre scenari panoramici.
Nel primo pomeriggio ci ritroviamo presso un agriturismo dove ogni tanto torniamo per gustare un pranzo buono ed abbondante.
Le montagne, il fuoco, il cielo, le stelle, il sole, il vento, gli uomini amici fedeli in cammino passo dopo passo….è tutto come un coro armonioso, un inno alla vita che non passa ma si trasforma entrando nella dimensione piena dello Spirito incorruttibile.
L’escursione in ricordo di Francesco si chiude nel migliore dei modi.

 
Monte Tarino

Monte Tarino [1961 m s.l.m.] - Recensione

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*** La montagna in autunno. Ispirazioni dal Monte Tarino, nel parco dei Monti Simbruini ***

Andare in montagna fa sempre bene, è vero.
Andarci in inverno dona sensazioni primordiali, di un mondo lontano e inaccessibile, al quale ci si deve avvicinare con un certo rispetto e, forse, con più timore. Andarci in primavera significa percepire la vita che rinasce, i primi fiori, il sole fino a pomeriggio inoltrato, quella leggerezza che solo questa stagione sa offrire. Andarci in estate vuol dire esplorare la montagna al completo, in ogni angolo, lanciarsi in avventure anche più audaci perché la stagione, in un certo qual modo, lo consente.
Ed andarci in autunno? Esperienza magnifica, non paragonabile alle altre stagioni perché piena di un fascino ancora più particolare. Un misto di colori caldi, gialli/rossi/arancioni, che rimandano ai primi camini accesi e scoppiettanti, ai comignoli fumanti che il solo pensiero riscalda il corpo e l’anima, ricompresi in una luce più flebile, meno accecante del solito, a volte quasi soffusa, come quella di certe stanze fatte apposta per stare in silenzio, in una pacata e ricercata tranquillità, con una tazza di tè tra le mani. Ed a questo si aggiungano i profumi intensi dei boschi appenninici di faggi ed aceri, una miscela di odori che ha qualcosa di speziato ed ammuffito che, allo stesso tempo, si diffondono nell’aria.
Come fa la nostra anima, sollecitata attraverso i sensi, a restare indifferente? Ecco allora che, senza dover affinare chissà quali sensibilità, già la percezione di quanto sopra garantisce un pieno di esperienze uniche ed irripetibili, presupposti per alleggerirsi dalle frenesie della modernità, educandoci al bello ed all’armonioso che, in un mondo sovvertito come l’attuale, sono sempre più rari. Ma, consentitici di dirlo, questo non è tutto, anzi…

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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

Detto Sioux

Tibet

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Gruppo Escursionistico Orientamenti

pp. 22, € 4