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Monte Terminillo - Chiaretti Pietrostefani

Alpinismo invernale - Monte Terminillo [2217 m s.l.m.] - Recensione

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Salire il Canale Chiaretti - Pietrostefani sul Monte Terminillo è stata un'esperienza unica - certo non parliamo della parete Nord del Cervino - ma come i grandi alpinisti della storia, si inizia cosi. In aggiunta con ramponi, piccozza e in cordata con un proprio compagno è un'esperienza di crescita sia per chi è alle prime armi sia per chi ha già qualche anno di esperienza. La montagna unisce persone che apparentemente sembrano tutte uguali, perché nella vita quotidiana non riescono a fermarmarsi un secondo per riflettere sui valori della vita, ”l’universo montano” invece è tutt’altra cosa, è fatto di valori di vita forti, senza mezze misure, senza sfumature. La montagna è unica proprio perché non è per tutti, Simone Moro dice: “La montagna è bella proprio perché per andarci, bisogna soffrire un po’”. Le persone di città ci ritengono fortunati perché riusciamo a vedere cose e paesaggi bellissimi, ma ritengo superficiale questa affermazione, li in montagna si è concentrati su altro, su dove e come salire, sul cambiamento del tempo. La cosa importante per l’alpinista è il viaggio…non l’arrivo, anche perché quando si è in vetta, si è solo a metà del tragitto. Un pensiero di un giovane e acerbo “alpinista” il quale il Gruppo Escursionistico Orientamenti ha dato l’opportunità di scalare la cima del Terminillo (2217 m s.l.m.), fresco di neve. La “montagna dei romani” alle prime luci dell’alba si presenta in buone condizioni, avvolta da nebbie che la rendono ancora più misteriosa.
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Escursione Monti Pizzuto e Tancia - Recensione

 Recensione - Monti Pizzuto e Tancia [1288 e 1292 m s.l.m.]

Salire. Questo ti dice la tua volontà quando le forze arrancano, quando senti quella vocina che ti dice di tornare indietro, la volontà ti fa salire, la stanchezza tace e tutto intorno non hai i rumori caotici della vita cittadina ma solo il silenzio. Vai avanti perché la forza del gruppo ti spinge a farlo e dopo un po’ non senti nemmeno le gambe che cedono ma solo il rumore della neve che si comprime sotto gli scarponi. L’escursione sull’anello Pizzuto-Tancia di domenica 24 novembre 2013 compiuta da GEO si è svolta in un dislivello di 800 metri partendo dai 600 fino ad arrivare alle vette di 1288 m di altezza del monte Pizzuto e di 1292 m del monte Tancia. Qualcuno con una sveglia canonica, qualcuno buttato giù dal letto dalla gatta che, previdente, sveglia il suo padrone, ci si alza tutti e si arriva all’appuntamento. Mattinata fredda nell’Urbe, giusta preparazione al freddo della montagna. Ci si muove insieme e dopo una breve sosta per mettere qualcosa sotto i denti si giunge alla partenza. Tutti si preparano con giacconi e zaini e si va. La salita inizia, fa caldo, il sudore non aiuta e allora tolte le giacche si continua. Dopo un primo inizio calmo comincia la fatica e qualcuno trova in un bastone, forse un ramo spezzato, un valido aiuto. Il vento non ci tange, la natura ci copre dalle sue carezze. Finita la vegetazione ci si ferma tutti insieme per dissetarci ed ammirare quella vegetazione che fino ad un secondo prima ci proteggeva. Dopo la pausa alla “fonte” la stanchezza scompare, i muscoli si abituano e si va avanti tutti insieme aspettando quelli che rimangono indietro, rallentando i più esperti che vanno avanti e qualcuno aiutandosi con l’ormai caro bastone.

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Escursione Monte Velino - Recensione
 Recensione - Monte Velino [2487 m s.l.m.]

Mattina fredda e sveglia presto, appuntamento sulla Nomentana per le 06.30. Siamo un gruppo di una dozzina di persone a dividerci nelle macchine e, con altri che ci aspettano vicino alla località di partenza, il nostro numero aumenterà. L'appuntamento finale è all'uscita del casello Autostradale di Magliano De' Marsi (non prima di aver fatto una sosta all'Autogrill per la colazione) per poi dirigerci tutti al paesino di Massa d'Albe per i preparativi finali e la partenza verso il Monte Velino: ca. 1500 m di dislivello per quasi 8 lunghe ore di cammino complessivo.
Ci prepariamo e partiamo. Mentre iniziamo l'avvicinamento alle pendici del monte si inizia a sentire che la giornata sta cambiando: dalla fredda mattinata piena di nebbia con cui siamo partiti stiamo oramai per entrare in una delle giornate più belle e assolate che potevano capitarci visto il periodo. Dopo pochi chilometri la prima sosta che facciamo è alla fontana che si trova alla base del monte, ultimo posto raggiungibile anche con una macchina, qualche minuto per riprendersi e riempire le borracce e poi si riparte per andare ad intraprendere il sentiero vero e proprio che ci porterà all'inizio della Direttissima.

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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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