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E' morto Achille Compagnoni, l'eroe del K2 |
 ROMA (13 maggio) - E' morto la notte scorsa all'ospedale di Aosta l'alpinista Achille Compagnoni, 94 anni, residente a Cervinia (Valtournenche). Insieme a Lino Lacedelli fu il primo a raggiungere, il 31 luglio 1954, la vetta del K2. Compagnoni era ricoverato da circa un mese nell'ospedale di Aosta per problemi legati all'età. Venerdì prossimo 15 maggio, alle 14.30, nella chiesa di Breuil-Cervinia (Valtournenche), ci saranno i funerali. La salma domani sarà trasportata a Cervinia dove verrà allestita la camera ardente all'interno dell'albergo Da Compagnoni. Il corpo verrà quindi cremato. Domani sera la struttura programmi di Raitre Valle d'Aosta dedicherà uno "speciale" alla sua figura a partire dalle 19.55. |
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 Arrampicare in roccia è come rivivere: è come liberarsi dalle tare, dalle remore, dagli inquinamenti che contaminano la vita in pianura. Arrampicare in roccia è come uscire dal mondo, è come purificarsi per entrare in una nuova dimensione. Una dimensione dove quello che si lascia non ha più valore: quello che conta è solo la verticalità della roccia, il vuoto, lo sconfinato cielo azzurro. La realtà è la propria vita affidata a nuovi elementi: gli appigli per le mani, gli appoggi per i piedi, la propria capacità nello sfruttarli. Arrampicare in roccia vuol dire essere liberi, liberi di ascendere verso l'alto. Le mani che accarezzano la roccia nella ricerca dell'appiglio. Un appiglio dopo l'altro innalzarsi sempre più su. Vedere l'orizzonte che si allarga fino a perdersi nell'infinito. |
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