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Una giornata in falesia - 22 gennaio 2017

ImageIl piano iniziale prevedeva una magnifica escursione per godere delle recenti e copiose nevicate. Chi con gli sci, chi con le ciaspole, saremmo tornati per qualche ora ad essere felici sulla neve tanto attesa. Tuttavia, la tragedia dell’Hotel Rigopiano e le tante piccole tragedie in Abruzzo di questo periodo, dove intere popolazioni si sono trovate a fronteggiare enormi difficoltà, anche a causa delle molteplici inefficienze di apparati statali sempre più burocratizzati (…nell’ambito dei quali non rientrano, ovviamente, le eroiche gesta di uomini e donne che hanno incessantemente prestato soccorso in condizioni proibitive), ci hanno indotto ad un ripensamento. Non ci sentiamo di andare in gioiosa escursione a poca distanza da luoghi, a noi tanto cari e per i quali, nel nostro piccolo, anche noi ci siamo attivati per prestare aiuto, dove la sofferenza e la disperazione è fortemente palpabile.

Siamo tutti d’accordo e nel rinunciare alla tanto attesa escursione nel bianco più bianco, ci organizziamo con un’alternativa: arrampicata in falesia, in quel di Ripa Maiala, a nord di Civitavecchia, nel Lazio settentrionale. Reperito il materiale per i neofiti alla prima esperienza di roccia (imbraghi e scarpette), arriviamo di buon ora per trovare liberi i settori che ci interessano, con vie di difficoltà mista, semplici ed altre più impegnative.

Poiché, in questa occasione, non è con noi alcun istruttore qualificato, lo scopo di quelli allenati e tecnicamente preparati si limita ad offrire indicazioni di base per provare l’arrampicata su roccia. Chi poi trovasse interessante ed emozionante questo tipo di esperienza, sarà indirizzato ad un corso vero e proprio, basato sul metodo Caruso del quale siamo tutti estimatori. Neanche a dirlo, i nuovi restano entusiasti, ma anche per coloro che di rado tornano in falesia, l’occasione è utile per (ri)cimentarsi con la “sensazione” del verticale.

Fortunatamente, il tempo è clemente per essere fine gennaio, complice il mare che non dista molto e, non a caso, nel corso della mattinata, la falesia si popola di altri gruppi… pian piano si moltiplicano le corde in parete. Nel mentre, cavalli bradi e mucche al pascolo, sostano paciosi a pochi metri dai nostri zaini. Nonostante la presenza dei tanti arrampicatori, gli animali non appaiono per nulla intimoriti; ecco, quindi, comporsi il quadro campestre bucolico tipico di questa zona della maremma laziale.

ImageLa giornata trascorre bene ed a fine pomeriggio, dopo diverse vie salite, ognuno raccoglie le proprie piccole soddisfazioni, accompagnate, come è giusto che sia, dalle altrettanto piccole sconfitte, ovvero quei “passaggi” non riusciti che tanto hanno fatto penare e che saranno motivazione per tornare la prossima volta.

 

Infine, di ritorno in auto verso Roma, c’è il tempo per una interessantissima conversazione su Tolkien e gli archetipi presenti nelle sue opere, i cui significati originali, tutt’altro che alterati, si arricchiscono di suggestioni epiche. Davvero sorprendente lo studio approfondito che ci è stato illustrato. A proposito, perché citare Tolkien? Perché le sue saghe narrano di avventure e le montagne permettono di viverle.

Sursum Corda!      Qui tutte le foto!

 
Prossima escursione GEO domenica 22 gennaio

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Estate 2016

A chiusura di questo 2016 pubblichiamo alcune foto riferite alla fase preparatoria propedeutica alla bellissima ascesa sulla vetta del Castore, nel gruppo del Rosa, avvenuta nel mese di luglio.


Corno Grande (2912 slm) da Fonte Cerreto (1120 slm)

ImageTanto fiato e gambe per la salita al Corno Grande partendo da Fonte Cerreto e passando per Campo Imperatore e la direttissima, per poi ridiscendere lungo la via delle creste, la via normale verso Campo Imperatore e nuovamente a Fonte Cerreto. Un’esperienza faticosa ma di grande soddisfazione anche per chi era alle prime armi con grandi dislivello da compiersi in giornata: 1800 metri a salire totali, con tanto di “rigenerante” grandinata lungo la via di discesa (sulle creste…!). Complice il tempo incerto ma la salita sulla direttissima è stata effettuata praticamente solo dal nostro gruppo cosi come in vetta.

QUI TUTTE LE FOTO!

 

 

Monte Argentario, lo spigolo delle Canne d’Organo, 6/7 tiri, difficoltà max IV+

ImageDa alcuni definito lo spigolo perfetto, per la qualità della roccia e l’ambiente suggestivo, la salita lungo questa via classica è di grande soddisfazione. Attrezzata nei passaggi più impegnativi, con possibilità di essere integrata abbastanza facilmente, l’ascesa sullo spigolo è un’esperienza tra il blu del mare, l’azzurro del cielo, il verde lussureggiante della macchia mediterranea ed il grigio di un calcare bellissimo, che si lascia scalare con discreta tranquillità senza troppi ed eccessivi affanni. Mai difficile, ma comunque da effettuare in sicurezza e con esperienza, nei passaggi aerei finali riceve quell’ulteriore ampio respiro tale da rendere completa questa bellissima ascesa di stampo classico. Consigliata a tutti!


 

 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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