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Quando il Signore ci chiama, bisogna andare
 Questa mattina è arrivata la notizia della tragica scomparsa di Karl Unterkircher sul Nanga Parbat. L’altoatesino stava cercando di aprire una nuova via sulla parete Rakhiot. A circa 6.400 metri di quota la costola di neve dove Unterkircher stava battendo traccia è crollata sotto i suoi piedi, facendolo precipitare in un crepaccio.

BERGAMO — Ci sono articoli, in questo strano mestiere, che non avresti mai voluto scrivere. Sono quelli che raccontano della morte di persone che conosci direttamente, amici o parenti. Stavolta, mi tocca scrivere di un amico scomparso, mentre le dita faticano a scorrere sulla tastiera, rallentate dal dolore.

Karl Unterkircher era un mio amico. Lo conoscevo da tre anni. Era una bella persona, di quelle che vale la pena incontrare. Aveva una compagna e tre figli che adorava. Così come adorava quelle montagne che sono state la sua vita e che la vita gliel’hanno tolta.

Nell’alpinismo era un “natural”. Un talento naturale, quel piccoletto tutta calma, tecnica e coraggio. Aveva dentro di sè una dote straordinaria: la serenità, che gli consentiva di passare indenne fra le bufere e raggiungere anche gli obiettivi più difficili, come la terribile parete del Gasherbrum II, lo scorso anno, o il Jasemba con Kammerlander, sempre nel 2007.

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L'arte di arrampicare

 L'arrampicata, è una disciplina complessa caratterizzata sia da un aspetto fisico motorio che da una importante componente psicologica.

L'arrampicata può comunque essere definita come la salita di un ostacolo, sia esso una parete rocciosa, naturale espressione e terreno preferito su cui l'arrampicata si è sviluppata in tutte le sue forme, sia esso un sasso, un pannello artificiale o una qualsiasi struttura urbana. Esistono varie scale per valutare la difficoltà dei vari tipi di arrampicata.

L'arrampicata può essere distinta in

  • Arrampicata libera e
  • Arrampicata in artificiale

L'aggettivo libera e in artificale viene utilizzato per sottolineare la differenza tra le due pratiche ovvero nell'utilizzo di aiuti artificiali o meno per compiere la scalata.

Si distinguono diverse specialita' di arrampicata in funzione del ambito in cui essa si svolge:

  • Su roccia - che si svolge risalendo pareti rocciose in ambiente naturale (falesie)
  • Su ghiaccio - che si svolge risalendo ghiacciai e/o cascate gelate
  • Arrampicata su terreno misto

è caratterizzata dalla presenza di due o più tipologie di terreno da affrontare. Ad esempio, ghiaccio e roccia, ghiaccio e neve, roccia e terra.

Il terreno misto richiede particolare attenzione per essere affrontato, in quanto richiede capacità, conoscenze e tecniche inerenti due diversi metodi di salita.

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La montagna e i suoi simboli

 La simbologia della Montagna è profondamente radicata in molte tradizioni e riporta sempre ai concetti di stabilità, elevazione, centro. È anche simbolo dell'intera manifestazione nonché dello spazio propriamente umano.

La forma grafica del triangolo iniziatico è pure una rappresentazione simbolica del Monte la cui base coincide con la terra, mondo della manifestazione corporea (Bhu), la cima tocca il Cielo, regno del non-manifesto (Swar) e lo spazio intermedio, l'atmosfera, raccoglie il mondo della manifestazione sottile (Bhuvar).

Questa triplice ripartizione, nell'uomo (microcosmo) corrisponde al corpo, anima e spirito, e a livello macrocosmico prende il nome di Mahanga, o regno di tutta la materialità del Cosmo, Mahatma o anima universale e Brahatma o regno dello Spirito Divino.

Ordinariamente l'uomo vive ai piedi della Montagna immerso in una realtà densa, frazionata, di dispersione e lontano dalla perfezione.

Proprio come nel dantesco “Nel mezzo del cammin di nostra vita” egli si ritrova in una selva oscura senza riuscire a scorgere la giusta via.

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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

Detto Sioux

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Gruppo Escursionistico Orientamenti

pp. 22, € 4