Home
La Piccozza
 
La piccozza è un attrezzo alpinistico utilizzato per la progressione e l' assicurazione su neve o ghiaccio. Consiste di un manico alla cui estremità inferiore è posta una punta ed all' estremità superiore una lama composta da una becca e da una paletta. La piccozza può essere considerata l' evoluzione del bastone da montagna (noto anche come alpenstock o bastone ferrato perché presenta una punta nell' estremità inferiore) da una parte e dell' ascia dall' altra. Infatti le guide che accompagnavano i primi alpinisti agli inizi dell' '800 per poter superare ripidi pendii di neve dura o ghiaccio utilizzavano delle normali ascie per scavare delle tacche (gradini) ove poter appoggiare i piedi con relativa sicurezza. Ben presto comunque il manico dell' ascia si allunga e si dota di una punta per poter surrogare il bastone ferrato e la lama si specializza dividendosi in una becca, adatta ad essere piantata nel pendio di ghiaccio per rendere più sicura la progessione ed una paletta utilizzata per scavare i gradini. Assieme alla corda è una delle icone classiche dell' alpinismo; lo stemma del Club Alpino Italiano mostra una corda, una piccozza e un binocolo.
Una piccozza fu usata per l' assassinio di Leon Trotsky e più recentemente di (EN) Antony Walker , giovane inglese vittima di una violenza razziale a Liverpool nel luglio del 2005

Leggi tutto...
 
Hermann Buhl "E' buio sul ghiacciaio"
 Hermann Buhl, nato a Innsbruck nel 1924, salì la sua prima montagna all'età di dieci anni. Dopo brillanti successi nelle Alpi, nel 1953 partecipò alla spedizione tedesca al Nanga Parbat. Sin dal primo giorno annotò gli eventi nel suo diario. Il 3 luglio 1953, dopo diciassette ore di salita, Buhl raggiunse da solo la cima a 8.125 metri, conquistando così la "montagna fatale dei tedeschi".

Il suo libro E' buio sul ghiacciaio, pubblicato nel 1954, in cui racconta gli inizi della sua attività di scalatore,i primi successi e il trionfo al Nanga Parbat, diventa un caposaldo della letteratura di montagna. Ma solo mezzo secolo dopo, in questa nuova edizione, vengono pubblicate integralmente, grazie all'autorizzazione della vedova di Buhl Eugenie, le annotazioni dei diari del Nanga Parbat, del Broad Peak e del Chogolisa con il commento di Kurt Diemberger: fu Diemberger, infatti, l'ultimo compagno di cordata di Buhl. Dopo il successo al Broad Peak, il secondo ottomila di Buhl, nel giugno 1957, i due alpinisti partirono insieme per salire il Chogolisa. Lassù, il 27 giugno 1957, Buhl incontrò la morte.


E' buio sul ghiacciaio di Hermann Buhl, Ed. Il Corbaccio. Pag. 410. € 19,60 Acquistalo qui!
 
Monte Velino m.2487

CENNI GEOMORFOLOGICI

Il massiccio del Monte Velino, imponente e maestoso, con i suoi 2487 mt. Rappresenta per altezza il terzo Gruppo montuoso dell'intera Catena  Appenninica. Anch'esso ubicato in Abruzzo come il Gran Sasso e la Maiella, la sua parte sommitale culmina con le  tre maggiori vette piramidali denominate Monte Sevìce mt. 2355, Monte Velino mt. 2487 e Monte Cafornia mt. 2409.        Il Massiccio del Velino é costituito quasi interamente, come gli altri monti dell'Italia centrale, da calcari compatti e stratificati e quindi permeabili. Durante il processo dell'orogenesi (formazione dei rilievi montuosi teoria della tettonica a zolle) le terre emerse, costituite in gran parte da calcari compatti ben stratificati, erano ricoperte da materiali argillosi ed arenarici che, a causa dello stesso processo, sono andati a depositarsi nelle valli, conferendo loro una certa impermeabilità.

Leggi tutto...
 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 Pross. > Fine >>

Risultati 209 - 212 di 242

Menu principale

Home
Contattaci
Links
Negozio

Meteo

 Italia 

  Roma

   Appennini

Tesseramento


"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

Detto Sioux

Fascicolo

Fascicolo

Gruppo Escursionistico Orientamenti

pp. 22, € 4