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Introduzione al Metodo Caruso
L'Associazione GEO ti invita a partecipare il giorno martedì 11 dicembre ad un evento organizzato da IAMA (Accademia Internazionale Arrampicata e Montagna), in collaborazione con il Municipio II del Comune di Roma, a cui presenzieranno Paolo Caruso, fondatore della scuola e dell'omonimo metodo, e l'istruttore di primo livello Gianluca Martelloni che esporranno le tecniche base del Metodo Caruso. L'evento si terrà presso il Centro Sportivo Municipale di via Bacchiglione n. 1 e avrà inizio alle ore 18.00. 
Gli istruttori esporranno le fondamenta del Metodo con la possibilità per i presenti di esercitarsi e provare le tecniche illustrate su pareti messe a disposizione dal Centro Sportivo. L'evento è completamente gratuito ma è richiesta la prenotazione entro la giornata di lunedì. Al fine di poter partecipare alla pratica è necessario munirsi di imbraco e scarpette.
Le prenotazioni e ulteriori informazioni sull'evento possono essere richieste all'indirizzo email dell'Associazione ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ) che presenzierà all'evento e che si sta occupando di promuoverlo. 
 
Escursione 9 dicembre 2012

Anello del Monte Pellecchia 

Difficoltà E

Tempo totale 6 h

650 m. di dislivello

Per appuntamento e altre informazioni scrivi a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ! 

 
GEO sull'Himalaya. Oltre i confini dell'umano troppo umano
Escursione sull'Indrahara Pass
Dhauladhar himalayana 4342 m s.l.m.

Durata: 2 giorni 
Dislivello: 2600 m

Durante un soggiorno presso le pendici dei monti himalayani, a GEO non poteva sfuggire l'occasione di ascendere una vetta dell'immensa catena estremorientale, che ospita nove dei 14 ottomila della Terra e che è il sogno e meta di ogni alpinista e amante della montagna. L'obiettivo è l'Indrahara pass, il passo della catena Dhauladhar a 4342 metri di quota, partendo dall'affascinante cittadina di McLeod Ganj, la dimora del Dalai Lama in esilio, a 1750 m s.l.m. L'ascesa classica prevede un anello meno faticoso di tre o quattro giorni e mezzo, ma optando per la direttissima si può raggiungere la vetta in due giorni. La mattina l'appuntamento è alle 8:30 ma la guida deve ancora fare colazione; non partiamo bene, ma considerando che è l'unica guida disposta a fare l'ascesa in due giorni ci accontentiamo. 
Ci muoviamo alle 9 circa, passando per un ripido tratto tra i boschi di pini e i templi buddisti, mentre vediamo monaci dal saio rosso e la nuca rasata scendere nella direzione opposta. Lungo la strada sono numerosi i chioschi disposti a vendere acqua e snack a prezzo triplo per i turisti. Raggiunto il rifugio a 2700mt mi accorgo di quanto in montagna, come nel quotidiano, la parte iniziale, il 'cominciare qualcosa' è sempre la parte più difficile, dimostrandosi ancora una volta la montagna una 'allegoria di vita'. Qui pranziamo con riso indiano, zuppa e tè chai. 
Verso le 13:30 ripartiamo e alle 15 circa decidiamo di accamparci per la notte a circa 3350 m, ritenendolo l'unico luogo possibile prima della parte finale. Nonostante il freddo non sia eccessivo, nessuno di noi riesce a dormire, forse a causa dell'altitudine. Ci si sveglia alle 5 l'indomani per la colazione e gli ultimi preparativi prima che il sole sorga. Decidiamo di lasciare gli zaini al campo e portare con noi solo l'acqua e il minimo indispensabile. Alle 6 circa ricomincia l'ascesa. Ora la salita si fa veramente dura e l'altitudine e il freddo non lasciano spazio al riposo delle membra e della mente.
 Si cerca di non pensare alla fatica e alla sofferenza, di non lasciar vagare la 'scimmia' nella testa, ma seguendo la via tibetana del guerriero - poiché la località è propensa e l'impresa pure - si cerca di sgomberare la mente e concentrarsi solo sul proprio respiro. Un incontrollato moto di gioia esplode quando finalmente la luce del sole penetra oltre il valico, irradiandoci con la sua luce ed energia. Tutt'intorno la vegetazione scompare, lasciando il posto ad un panorama brullo e sassoso. Gli ultimi metri vengono completati con l'aiuto delle mani e delle nozioni base dell'arrampicata. Finalmente riusciamo a scorgere una bandiera rossa, segno della vetta. 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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