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Monte Jenca - Recensione

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Appuntamento:  domenica mattina, ore sette. Ci si incontra sulla via Nomentana, poco prima del Grande Raccordo, ormai luogo fisso di ritrovo per organizzarsi con le macchine prima di un escursione. Imbocchiamo l’autostrada alla volta del Monte Jenca: 2208 metri d’altitudine nel cuore del Gran Sasso. Breve tappa all’autogrill per un caffè e per riunirci con il capoescursione di oggi e poi via verso  il passo delle Capannelle, da dove si accede alla vetta attraverso un ascesa di 900 metri di dislivello circa. Siamo in sette e un po’ fuori allenamento, e per alcuni è la prima escursione dopo mesi. L’unico che sembra veramente in perfetta forma è il nostro compagno a quattrozampe, Lucio, entusiasta di poter godere del suo immenso parco giochi montano. 

 

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Escursione 12 maggio 2013
 
Campo invernale 2013
 Questa volta staremo fuori 2 giorni e dormiremo in tenda. E’ necessario preparare più attrezzatura e più cibo...lo zaino sarà pesante. Ma non è solo questo il pensiero che ci accompagna nei giorni precedenti la partenza di sabato mattina. Ci si mettono anche le eccessive preoccupazioni di premurosi parenti e amici che raccomandano di non fare escursioni in inverno cercando di evitare i rigori del freddo. Timori amplificati dai media che, almeno da alcuni anni, alimentano ansie esagerate e collettivamente assunte senza accorgersene. Certo chi va in montagna deve essere molto attento al meteo e noi lo siamo, e le scelte e gli itinerari ne hanno sempre tenuto debito conto. Sarà così anche stavolta...intanto ci prepariamo scrupolosamente.
Sappiamo che vivremo un fine settimana nella natura senza i confort cui siamo abituati e avremo anche freddo, ciò nonostante è con un certo entusiasmo che prepariamo lo zaino e non sentiamo come nostra la pigrizia borghese di chi giudica stravagante la voglia di campeggiare in quota in Febbraio.

Le previsioni catastrofiche sono decisamente migliorate a ridosso dell’escursione,  ce ne rallegriamo alquanto. Sembra che la terribile perturbazione arriverà soltanto lunedì.
Il viaggio di avvicinamento da Roma verso l’Abruzzo è privo di avvenimenti di rilievo. Mentre le auto guadagnano quota e curva dopo curva le neve a bordo strada aumenta, affiora in alcuni una gioia quasi fanciullesca che si prova spesso andando sui monti e che non passa con gli anni anagrafici.
Il panorama cambia e le macchine, procedendo molto cautamente, raggiungono il luogo da dove partirà l’escursione.

La prima tappa verso il luogo dove metteremo le tende non prevede un grande dislivello. Il gruppo procede spedito nonostante l’affardellamento. Indietro, ma sempre a vista, restano alcuni che seguono la traccia ben segnata.
La zona è poco frequentata, la neve è intonsa salvo, di tanto in tanto, alcune impronte di qualche animale del bosco.

Le tende sono montate su un terrazzamento a circa 1500 m di altitudine in prossimità di alcune abitazioni di pietra chiuse in questa stagione. La cornice è molto suggestiva e la vista stupenda.
Il cielo è sereno, la temperatura scende velocemente.
Raccogliamo legna nel bosco limitrofo e, prima che sia buio, il fuoco è acceso sulla neve.
Intorno al fuoco, in circolo con i propri simili.
Ci raccogliamo per una lettura comunitaria, momento intenso e significativo.
C’è chi contempla alternativamente le fiamme del fuoco ed i primi scintillii in cielo.
Avanzando la notte regalerà un cielo letteralmente splendente di stelle e, quelli che le conoscono, mostreranno agli altri le varie costellazioni.

Viene la cena e poco distante dal fuoco viene allestito un barbecue. In allegria si consuma il pasto che lascia il posto ai canti.
Il freddo è davvero pungente, diversi gradi sotto lo zero, gela l’acqua nelle bottiglie e gela anche il vino. La grappa, grazie all’elevato contenuto alcolico, resiste.

La compagnia si dedica a se stessa, si sente vivo il legame che ci unisce ed ognuno dei presenti è felice di essere presente.

Chi si ritira prima nelle tende, infilandosi nel sacco, sente i canti di coloro che sono ancora intorno al fuoco. E’ difficile rendere la sensazione di compiutezza di un tale momento.

La notte porta un sonno ristoratore per chi è ben attrezzato, tormentato per chi non lo é. Si toccano i -15°C. la condensa ghiaccia sulle pareti interne della tenda.

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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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