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Canale 1° maggio, Monte Terminillo

1 aprile 2017

ImageL’ultimo canale della stagione su questa montagna ricca di itinerari alpinistici di varia difficoltà, ci regala una giornata sorprendente. Non tanto per il canale in sé, sicuramente interessante, ma per il tipo di neve che, a differenza dell’ultima uscita di circa un paio di settimane fa, troviamo inaspettatamente dura ed a tratti ghiacciata. Saliamo in direzione canale nord partendo di buon’ora dal Sebastiani, stavolta accompagnati da un venticello non proprio primaverile che ci porteremo almeno fino alla sella della Scangive, in prossimità del canale Pietrostefani.

Alla sella ci ramponiamo e, superate delle cordate impegnate sulla classicissima del Terminillo, scendiamo giù per il lungo traverso che sin da subito si rivela molto interessante. La neve è bella “scrocchiarella” (termine non proprio tecnico ma che rende bene l’idea… come disse un avventore l’estate scorsa al rifugio delle guide in val d’Ayas sul Monte Rosa) e ciò consente, con la dovuta accortezza, di procedere abbastanza rapidi. Lo scenario di questo angolo della montagna di Roma è in assoluto il più bello, incastonato tra le quinte rocciose e tra i pendii che ripidi scendono verso la Vallonina.

 

ImageArriviamo all’imbocco del canale 1° maggio, purtroppo martoriato dai solchi lasciati da precedenti salite in un’ambiente che, totalmente in ombra, è prettamente invernale. Proseguiamo slegati fino alla difficoltà vera e propria rappresentata da un muretto di 5 metri sui 55/60° che, in leggera esposizione, affrontiamo in una specie di misto ghiaccio/neve/erba/roccia. Saliamo in parte slegati ed in parte assicurati, anche per consentire un passaggio sicuro a chi porta gli sci sullo zaino, ed in meno di dieci minuti siamo fuori dalle difficoltà sul pendio sovrastante che sbuca in cresta. Il passaggio di per sé è carino, forse un po’ troppo breve rispetto al resto del canale che si tiene su pendenze che variano, crediamo, intorno ai 45/50°.
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Prossima Escursione GEO - Domenica 23 aprile

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Canale dell'Orsacchiotta, Monte Terminillo

19 marzo 2017

Purtroppo ci troviamo spesso a ripetere come le stagioni invernali si riducano a brevi finestre temporali. In fondo non diciamo nulla di nuovo, ma per chi ama la neve e la montagna nella sua veste invernale, una certa malinconia degli “inverni passati” si accumula ogni anno che passa.

Ma bando alla ciance, tra alcune uscite scialpinistiche (memorabile l’ultima al Monte Amaro per la Rava della Giumenta Bianca) ed una precedente scalata nel mese di febbraio tra i “familiari” canali del Terminillo, anche quest’anno siamo riusciti a toglierci le nostre piccole “soddisfazioni” invernali. E non è finita!       

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Fa caldo per essere metà marzo, è vero, ma non ci scoraggiamo. Ancora una volta siamo al rifugio Sebastiani, stavolta aperto con una nuova gestione, e con l’attrezzatura necessaria ci dirigiamo verso il canale dell’Orsacchiotta. Nome che probabilmente non rimanda alle epiche gesta alpinistiche ma che, sicuramente, ci saprà regalare una splendida mattinata di montagna. La salita si sviluppa in circa 250 metri, valutata da PD – a PD+ a seconda delle varianti di uscita: noi decidiamo per quella alta, normalmente valutata PD+ con uscita in cresta sui 55°.

 Image Per la verità, la neve molle (ma che comunque tiene) ed i scalini dei tanti alpinisti che ci hanno preceduto, rendono la salita una bella e tranquilla ascesa sotto un sole cocente (c’è chi è salito in maglietta), molto utile per fare didattica. Si poteva procedere sciolti, ma per ripassare le manovre ed aumentare la relativa rapidità in vista di salite più complicate, alla fine siamo riusciti a fare ben quattro tiri alternati. Alle 11 siamo in vetta: come sempre grande affollamento (alpinisti, scialpinisti, escursionisti, ecc.) e come sempre splendido panorama, stavolta con un tappeto di nubi verso Roma molto suggestivo.

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Discesa rapidissima per il canale centrale con tanto di “culovia” annessa, ovvero da un certo punto in poi gambe all’aria e giù per le fredde natiche…. Per carità la montagna è e resterà sempre una cosa seria, ma poterci giocare, quando questo è possibile, aiuta a restare giovani e a non prendersi troppo sul serio.

Alla prossima uscita di GEO!

 

 

 

 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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