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In montagna per Francesco - 2

In montagna per Francesco - 2

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Un’escursione con pernotto in tenda dal sabato sera…..era un bel po’ che non ci concedevamo un simile lusso. E sì perché di lusso si tratta anche se non c’è doccia e materasso di casa.
Sono sicuro che mi capiate.
Il tempo è perfetto, le tende dopo un breve avvicinamento nel pomeriggio sono montate in allegria e spensieratezza.
Ci si gode il calar del sole prima ed il sorgere delle stelle dopo. E’ un susseguirsi di momenti tutti da godere incluso l’intimo spettacolo del fuoco acceso.
Confesso che la vibrazione di luce delle lingue di fuoco mi innescano sempre echi ancestrali e slanci ideali.
Il tono emotivo vira verso la goliardia quando sul fuoco cominciano a rosolare le salsicce della cena. Annaffiate di buon vino rosso e di altrettanto buona birra artigianale fatta da alcuni dei presenti.
E qui è senz’altro il momento di dire che questa escursione è stata pensata e voluta e dedicata alla memoria di Francesco di cui tutti noi ci onoriamo di essere stati amici veri.
Il ricordo di Francesco non ci abbandona anche al di fuori dei momenti particolari a lui dedicati. Fuor di retorica è proprio naturale dire che Francesco vive nei nostri cuori.
Ebbene la notte è breve perché ci si alza in tempo per vedere l’aurora tingere il cielo e l’alba inondarlo di luce.
Breve lettura sulla esperienza di montagna e poi si attendono gli amici che il lusso del pernotto in tenda non se lo sono potuto permettere e ci hanno raggiunti la domenica mattina presto per l’escursione.
Le creste minori dei monti tra Lazio ed Abruzzo regalano sempre scenari panoramici.
Nel primo pomeriggio ci ritroviamo presso un agriturismo dove ogni tanto torniamo per gustare un pranzo buono ed abbondante.
Le montagne, il fuoco, il cielo, le stelle, il sole, il vento, gli uomini amici fedeli in cammino passo dopo passo….è tutto come un coro armonioso, un inno alla vita che non passa ma si trasforma entrando nella dimensione piena dello Spirito incorruttibile.
L’escursione in ricordo di Francesco si chiude nel migliore dei modi.

 
Monte Tarino

Monte Tarino [1961 m s.l.m.] - Recensione

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*** La montagna in autunno. Ispirazioni dal Monte Tarino, nel parco dei Monti Simbruini ***

Andare in montagna fa sempre bene, è vero.
Andarci in inverno dona sensazioni primordiali, di un mondo lontano e inaccessibile, al quale ci si deve avvicinare con un certo rispetto e, forse, con più timore. Andarci in primavera significa percepire la vita che rinasce, i primi fiori, il sole fino a pomeriggio inoltrato, quella leggerezza che solo questa stagione sa offrire. Andarci in estate vuol dire esplorare la montagna al completo, in ogni angolo, lanciarsi in avventure anche più audaci perché la stagione, in un certo qual modo, lo consente.
Ed andarci in autunno? Esperienza magnifica, non paragonabile alle altre stagioni perché piena di un fascino ancora più particolare. Un misto di colori caldi, gialli/rossi/arancioni, che rimandano ai primi camini accesi e scoppiettanti, ai comignoli fumanti che il solo pensiero riscalda il corpo e l’anima, ricompresi in una luce più flebile, meno accecante del solito, a volte quasi soffusa, come quella di certe stanze fatte apposta per stare in silenzio, in una pacata e ricercata tranquillità, con una tazza di tè tra le mani. Ed a questo si aggiungano i profumi intensi dei boschi appenninici di faggi ed aceri, una miscela di odori che ha qualcosa di speziato ed ammuffito che, allo stesso tempo, si diffondono nell’aria.
Come fa la nostra anima, sollecitata attraverso i sensi, a restare indifferente? Ecco allora che, senza dover affinare chissà quali sensibilità, già la percezione di quanto sopra garantisce un pieno di esperienze uniche ed irripetibili, presupposti per alleggerirsi dalle frenesie della modernità, educandoci al bello ed all’armonioso che, in un mondo sovvertito come l’attuale, sono sempre più rari. Ma, consentitici di dirlo, questo non è tutto, anzi…

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Monte Brancastello e Torri di Casanova
 
Monte Brancastello [2385 m s.l.m.] e Torri di Casanova [2368 m s.l.m.] - Recensione
 
21 Giugno Inizio dell’estate. Parte l’allegra brigata verso i monti. Più che una brigata stavolta è un piccolo drappello visti gli impegni che hanno trattenuto molti aficionados delle nostre escursioni.
All’arrivo a Campo Imperatore l’escursione termica rispetto ai quasi 30 gradi di Roma è molto sensibile, il termometro segna 9 gradi.
E’ necessario per qualcuno comprare al volo un cappellino di lana visto che quello di cotone per il sole non basta a tenere a bada il freddo (specie se privi di una folta chioma).
L’osservazione in situ delle condizioni meteo scoraggiano di salire verso il Corno Grande. Nubi avvolgono il gigante di pietra, vento forte e residui nevai in quota richiedono attrezzatura invernale.
La nostra destinazione di riserva, già pianificata in partenza, è il sentiero del Centenario fino alle Torri di Casanova.
Un itinerario super panoramico, tutto in cresta dopo il primo tratto che sale dolcemente. Il tratto fino alla base delle Torri di Casanova non può essere definito impegnativo per i dislivelli che richiede, ma se percorso di buon passo, questo tratto di sentiero garantisce la fatica nelle gambe necessaria alla felicità degli escursionisti.

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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

Detto Sioux

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