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Alpinismo invernale - Monte Terminillo [2217 m s.l.m.]
 Alpinismo invernale - Monte Terminillo [2217 m s.l.m.]
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Salire sul Terminillo non è scalare l'Everest. Ma è pur sempre una vetta e una cima da raggiungere. Farlo con ramponi, piccozza e in cordata con un proprio compagno è un’esperienza di crescita e rinascita sia per chi è alle prime armi sia per chi ha già qualche anno di esperienza di alpinismo dietro alle proprie spalle. Non è raggiungere il limite e superarlo ciò che interessa ma l’esperienza di verifica con se stessi in una situazione in cui tutto appare stretto e precario. Molti avventurieri di città alla ricerca della pace interiore, che il mondo a valle non riesce ad offrirgli, credono di raggiungere la felicità eterna salendo in cima ad una montagna e godendo il paesaggio che gli si staglia dinnanzi. Ma non è affatto così. Una volta su il tempo è poco e, a seconda della cima raggiunta, le condizioni temporali e spaziali non permettono di rilassarsi romanticamente. Parafrasando Messner “in cima succede poco” ed è quello che ci porta alla cima che fa sì che succeda invece qualcosa in noi. La sensazione di essere esposti al pericolo, e alla morte, si presenta come un’esperienza di rinascita una volta ritornati al rifugio di partenza. “È questa la grande gioia di ogni salita”. Non si può salire però per il solo piacere del rischio e del pericolo, per provare sensazioni adrenaliniche che da dietro la scrivania del nostro ufficio non riusciamo quotidianamente a provare. Né per guadagnare gagliardetti da mostrare impettiti ai nostri amici.  È la sensazione di rinascita da acquisire che ci deve spingere ad affrontare esperienze di questo tipo. Solo così possiamo comprendere il valore immenso della vita e riempirla con le nostre opere e azioni per evitare di sprecarla. Parole e riflessioni di un “alpinista” alle prime armi che sabato 5 gennaio unitosi al proprio Gruppo Escursionistico Orientamenti ha scalato la cima del Terminillo (2217 m s.l.m.), innevato e ghiacciato: la “montagna dei romani”, che da romano può oggi dire di essere anche un po’ sua.
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Prossima escursione GEO!
 
Escursione Monte Pellecchia - Recensione

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Prima vera e propria escursione invernale della stagione per GEO. Questa volta la località non dista più di 50 chilometri da Roma, siamo diretti al Monte Pellecchia nel parco dei Lucretili. Gli appuntamenti sono due: 7 e 15 a Roma e alle 7 e 45 alla stazione di Monte Libretti, dopo una veloce colazione raggiungiamo in pochi minuti Monteflavio, il luogo di partenza della nostra escursione. Entrati nel paese si segue la strada, superato il bivio per il campo sportivo 100 metri dopo, si segue una strada asfaltata che diventa sterrata, qui lasciamo le macchine. Stavolta il gruppo è numeroso siamo circa una ventina di persone, forse perché l’escursione è alla portata di tutti. La temperatura non è particolarmente rigida ma l’effetto “windchill” è forte, la temperatura percepita è di molto inferiore a quella effettiva. 

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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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Gruppo Escursionistico Orientamenti

pp. 22, € 4