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UNA BELLA GIORNATA DI ALPINISMO SUL TERMINILLO

 19 febbraio 2017

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Eccoci ad inaugurare la nuova stagione di ascese alpinistiche con un “classico” canale sulla montagna di Roma, al fine di prepararci per le prossime avventure estive sulle Alpi…

Alla partenza dalla Capitale un po’ di incertezza, visto il bollettino meteomont ed il nuovo strato di neve nuova su fondo duro accumulatosi il giorno prima. Abbiamo eventuali alternative più tranquille ma decidiamo comunque di andare alla volta del Sebastiani per valutare in loco le condizioni.

ImageLa scelta si rivela azzeccata: una decina di centimetri di neve fresca su fondo duro ma che non creano particolari problemi e men che meno nessun rischio di valanga da scivolamento… che era quello che temevamo.

Attacchiamo un canale senza nome prima della Sella della Scangive. Procediamo in libera, la neve tiene bene anche se è un po’ appiccicosa ed ogni tanto un fastidioso zoccolo si forma sotto i ramponi. Chi scrive patisce l’assenza dell’antibott, sacrosanta invenzione!

A metà canale, su pendenze mai troppo sostenute, ci leghiamo per procedere a tiri: lo facciamo più per ripassare le manovre che per effettiva sicurezza. La didattica è fondamentale per imparare ad essere più veloci ed efficienti, in vista di situazioni più problematiche. Usciamo dal canale in cresta, assenza di vento, sole che scalda, panorami infiniti…fino al mare! Ci siamo ricongiunti con la via Chiaretti-Pietrostefani, sotto il secondo, e sempre entusiasmante, muretto.

Image Nulla di trascendentale, ma vista anche l’impossibilità di proteggere, va fatto con la dovuta attenzione: 5 metri su giacchio duro che tiene bene ed eccoci fuori dalle difficoltà lungo la cresta che ci condurrà in vetta. La stagione un po’ balorda, tanta neve tutta insieme, tanto vento e poi rialzi termici anomali ha dato un aspetto un po’ diverso alla cresta che appare decisamente più affilata del solito.

Senza problemi, dopo un paio d’ore dall’attacco della via, siamo in vetta a goderci il sole assieme ai tanti escursionisti, alpinisti e scialpinisti che affollano in questa bellissima domenica di febbraio il Terminillo. Una mezz’ora quassù e ti senti ampiamente ripagato dello sforzo della salita. Scendiamo diretti dal canale accanto al centrale, un po’ faccia a valle ed un po’ faccia a monte.

A Pian di Rosce scatta la meritata birra, sulla Salaria c’è chi dorme serenamente. Siamo a casa, gran bella giornata.          Qui tutte le foto!  

 

 

 
Una giornata in falesia - 22 gennaio 2017

ImageIl piano iniziale prevedeva una magnifica escursione per godere delle recenti e copiose nevicate. Chi con gli sci, chi con le ciaspole, saremmo tornati per qualche ora ad essere felici sulla neve tanto attesa. Tuttavia, la tragedia dell’Hotel Rigopiano e le tante piccole tragedie in Abruzzo di questo periodo, dove intere popolazioni si sono trovate a fronteggiare enormi difficoltà, anche a causa delle molteplici inefficienze di apparati statali sempre più burocratizzati (…nell’ambito dei quali non rientrano, ovviamente, le eroiche gesta di uomini e donne che hanno incessantemente prestato soccorso in condizioni proibitive), ci hanno indotto ad un ripensamento. Non ci sentiamo di andare in gioiosa escursione a poca distanza da luoghi, a noi tanto cari e per i quali, nel nostro piccolo, anche noi ci siamo attivati per prestare aiuto, dove la sofferenza e la disperazione è fortemente palpabile.

Siamo tutti d’accordo e nel rinunciare alla tanto attesa escursione nel bianco più bianco, ci organizziamo con un’alternativa: arrampicata in falesia, in quel di Ripa Maiala, a nord di Civitavecchia, nel Lazio settentrionale. Reperito il materiale per i neofiti alla prima esperienza di roccia (imbraghi e scarpette), arriviamo di buon ora per trovare liberi i settori che ci interessano, con vie di difficoltà mista, semplici ed altre più impegnative.

Poiché, in questa occasione, non è con noi alcun istruttore qualificato, lo scopo di quelli allenati e tecnicamente preparati si limita ad offrire indicazioni di base per provare l’arrampicata su roccia. Chi poi trovasse interessante ed emozionante questo tipo di esperienza, sarà indirizzato ad un corso vero e proprio, basato sul metodo Caruso del quale siamo tutti estimatori. Neanche a dirlo, i nuovi restano entusiasti, ma anche per coloro che di rado tornano in falesia, l’occasione è utile per (ri)cimentarsi con la “sensazione” del verticale.

Fortunatamente, il tempo è clemente per essere fine gennaio, complice il mare che non dista molto e, non a caso, nel corso della mattinata, la falesia si popola di altri gruppi… pian piano si moltiplicano le corde in parete. Nel mentre, cavalli bradi e mucche al pascolo, sostano paciosi a pochi metri dai nostri zaini. Nonostante la presenza dei tanti arrampicatori, gli animali non appaiono per nulla intimoriti; ecco, quindi, comporsi il quadro campestre bucolico tipico di questa zona della maremma laziale.

ImageLa giornata trascorre bene ed a fine pomeriggio, dopo diverse vie salite, ognuno raccoglie le proprie piccole soddisfazioni, accompagnate, come è giusto che sia, dalle altrettanto piccole sconfitte, ovvero quei “passaggi” non riusciti che tanto hanno fatto penare e che saranno motivazione per tornare la prossima volta.

 

Infine, di ritorno in auto verso Roma, c’è il tempo per una interessantissima conversazione su Tolkien e gli archetipi presenti nelle sue opere, i cui significati originali, tutt’altro che alterati, si arricchiscono di suggestioni epiche. Davvero sorprendente lo studio approfondito che ci è stato illustrato. A proposito, perché citare Tolkien? Perché le sue saghe narrano di avventure e le montagne permettono di viverle.

Sursum Corda!      Qui tutte le foto!

 
Prossima escursione GEO domenica 22 gennaio

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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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