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Su e gi per il Corno Grande in versione invernale

9 aplrile 2017

Dovevamo chiudere la stagione alpinistica sull’Appennino con una classica di lusso. E tutto è andato come nei programmi. Giornata di gran sole in questa domenica di aprile, giornata di gran affollamento sulla prima funivia che sale da Fonte Cerreto verso Campo Imperatore. Come ormai sperimentato anche nell’ultima uscita sul Terminillo, c’è chi sale con gli sci agganciati allo zaino con l’obiettivo, stavolta, di una grande discesa…

ImageSi sale direzione Sassone, tra chi va verso il Monte Aquila, scialpinisti per lo più, chi verso il canale Bissolati, chi verso il canale Moriggia Acitelli e chi, come noi, ha deciso di risalire alla vetta più alta dell’Appennino via Direttissima. Senza corde, ci ramponiamo al Sassone e picche alla mano iniziamo l’ascesa in un ambiente severo e suggestivo. E’ la prima volta che GEO ascende la vetta del Corno Grande in invernale e le aspettative sono ampiamente ripagate. Canale con pendenza costante, sui 40/45°, scalinato, forse anche troppo, dalle precedenti salite, neve che tiene quel tanto che basta ma non ghiacciata. Fa caldo, vista l’esposizione a sud della via, ma tutto sommato è sopportabile. Ogni tanto dall’alto cade qualche grumo di neve ed è un buon modo, per così dire, per tenersi svegli e schivare i piccoli “meteoriti” ghiacciati. Arriviamo alla strettoia, il punto più impegnativo della via: tra due grossi pinnacoli di roccia, una decina di metri sui 50°, spesso ghiacciati perché in ombra. In realtà ghiaccio non ce n’è, la neve è più dura ma, senza la minima difficoltà, usciamo e in meno di dieci minuti siamo in cresta. Ore 11.15 e sulla vetta del Corno Grande, con la croce sommitale quasi del tutto coperta di ghiaccio e neve, ci ritroviamo in completo e prevedibile affollamento: scialpinisti, alpinisti, chi sale dal ghiacciaio del Calderone e chi dagli altri canali, insomma, in molti non si sono fatti sfuggire una giornata così sul Gran Sasso. Come sempre, ma stavolta anche di più, vista la versione alpinistica di questa ascesa sul Corno Grande, l’emozione e la suggestione è tanta.

ImageEcco che le nostre strade si separano e, per certi versi, anche i resoconti: chi scende a piedi opta per il canale Bissolati, chi con gli sci giù per il ghiacciaio del Calderone e poi per il Vallone dei Ginepri fino in val Maone, per risalirla fino alla sella di Monte Aquila. In questo ultimo caso, un giro di gran classe, probabilmente tra le nevi ed i paesaggi più belli dell’Appennino. Valutiamo l’imbocco del ripidissimo Calderone dove un saltino assolutamente non banale fa un po’ penare il già precario equilibrio sugli sci. Tra una derapata e l’altra superiamo i primi venti metri molto ma molto ripidi e, dopo il saluto con gli altri compagni di scalata diretti all’entrata del Bissolati dall’altro lato della montagna, iniziamo la nostra discesa nel più basso ghiacciaio d’Europa, all’interno dello spettacolare anfiteatro del Calderone.

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Canale 1 maggio, Monte Terminillo

1 aprile 2017

ImageL’ultimo canale della stagione su questa montagna ricca di itinerari alpinistici di varia difficoltà, ci regala una giornata sorprendente. Non tanto per il canale in sé, sicuramente interessante, ma per il tipo di neve che, a differenza dell’ultima uscita di circa un paio di settimane fa, troviamo inaspettatamente dura ed a tratti ghiacciata. Saliamo in direzione canale nord partendo di buon’ora dal Sebastiani, stavolta accompagnati da un venticello non proprio primaverile che ci porteremo almeno fino alla sella della Scangive, in prossimità del canale Pietrostefani.

Alla sella ci ramponiamo e, superate delle cordate impegnate sulla classicissima del Terminillo, scendiamo giù per il lungo traverso che sin da subito si rivela molto interessante. La neve è bella “scrocchiarella” (termine non proprio tecnico ma che rende bene l’idea… come disse un avventore l’estate scorsa al rifugio delle guide in val d’Ayas sul Monte Rosa) e ciò consente, con la dovuta accortezza, di procedere abbastanza rapidi. Lo scenario di questo angolo della montagna di Roma è in assoluto il più bello, incastonato tra le quinte rocciose e tra i pendii che ripidi scendono verso la Vallonina.

 

ImageArriviamo all’imbocco del canale 1° maggio, purtroppo martoriato dai solchi lasciati da precedenti salite in un’ambiente che, totalmente in ombra, è prettamente invernale. Proseguiamo slegati fino alla difficoltà vera e propria rappresentata da un muretto di 5 metri sui 55/60° che, in leggera esposizione, affrontiamo in una specie di misto ghiaccio/neve/erba/roccia. Saliamo in parte slegati ed in parte assicurati, anche per consentire un passaggio sicuro a chi porta gli sci sullo zaino, ed in meno di dieci minuti siamo fuori dalle difficoltà sul pendio sovrastante che sbuca in cresta. Il passaggio di per sé è carino, forse un po’ troppo breve rispetto al resto del canale che si tiene su pendenze che variano, crediamo, intorno ai 45/50°.
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Prossima Escursione GEO - Domenica 23 aprile

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