Gran Sasso

Corno Grande, via Direttissima (2912 s.l.m.)

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Le previsioni meteo annunciamo l’arrivo in serata di una perturbazione che porterà la prima neve della stagione, il che evidentemente ha scoraggiato molti escursionisti di Campo Imperatore che mai, come nella nostra vita di “montanari”, abbiamo visto così solitario.
La salita per la direttissima è una divertente e rapida ascesa al Corno Grande e se da un punto di vista alpinistico non presenta difficoltà, comunque richiede un passo sicuro e attento, visti i ”passaggini” di I e II grado su roccia. Partiamo alla volta del Sassone, punto di riferimento per l’attacco della via, fiduciosi nella tenuta del tempo almeno fino al primo pomeriggio, quando cioè prevediamo il ritorno a Campo Imperatore. Lungo la prima parte della normale procediamo spediti, mentre un vento da ovest spinge grandi nuvoloni verso il massiccio; non ci scoraggiamo, anche se forse non è la giornata migliore per salire sulla vetta più alta dell’Appennino.
Dopo poco più di un’ora raggiungiamo il Sassone (2500 metri circa) e il tempo di mettersi la giacca (…il vento è più forte e fa più freddo) che valutiamo di procedere. Il canalone della direttissima sale lungo il versante meridionale della montagna, ma non è ben visibile viste le condizioni meteo che gradualmente peggiorano: troviamo comunque i segnali verdi che ci indicano la via di salita.
La nebbia ancora non è del tutto calata, il che ci permette di godere dell’atmosfera tolkeniana: l’altopiano solitario e brullo, lande desolate, assenza di vegetazione e di esseri umani, il contrasto dei colori del cielo (…tendenti al nero) con il verde dei prati e il grigio della roccia del Gran Sasso. Iniziamo a salire e dopo un po’ incontriamo i primi passaggi facili di roccia, ossia una paretina con fessura e un piccolo camino (entrambi di II grado). Riprendiamo a camminare mentre incomincia una leggera pioggia che rende la roccia meno sicura; incrociamo, incredibile a dirsi, due escursionisti che stanno scendendo mentre in lontananza, diretti al Sassone, altri due avanzano con passo più incerto. Forse il tempo ormai totalmente guastato, li starà facendo desistere, tant’è che anche noi non riusciamo ad intravedere la vetta. Arriviamo ad uno spigoletto, forse il punto più delicato della salita, soprattutto per la roccia bagnata: il passaggio (di II), generalmente è considerato il più esposto della salita, ma la cattiva visibilità non ci permette di capirne l’effettiva esposizione. Superato lo spigolo, riprendiamo a salire per sfasciumi e dopo un po’ intravediamo la vetta. Sembrerà incredibile ma, per la prima volta, non troviamo nessuno mentre un paio di mesi prima a settembre, dopo una salita lungo la normale, ci saranno state almeno 100 persone.
Purtroppo però rispetto a quel giorno non possiamo godere del magnifico panorama dei 2912 metri del Corno Grande ma, poco male, la solitudine ha un prezzo da pagare! Un autoscatto e siamo pronti per la discesa che decidiamo di fare seguendo la normale in quanto, anche se il tempo è brutto e il vento sostenuto, non sembrano esserci rischi né di temporali né di acquazzoni. Senza troppa fretta ci dirigiamo alla volta di Campo Imperatore, mentre uno squarcio di sereno verso il Corno Piccolo ci accompagna per pochi minuti. Sicuramente andare in montagna con il tempo in queste condizioni non è molto prudente ma l’aver confidato sulla velocità di salita e sull’arrivo in serata della perturbazione vera e propria, ci ha permesso di rientrare alle auto con l’umidità nelle ossa ma comunque felici per la buona riuscita dell’esperienza.
Al parcheggio davanti all’albergo solo la nostra auto ci attende (…cosa altrettanto incredibile…) e mentre il vento ormai tira veramente forte e la pioggia comincia ad essere più insistente, abbiamo il tempo di cambiarci e di mangiare (..finalmente!) un panino.
Torniamo verso Roma che la temperatura è intorno ai 4 gradi, testimonianza di un netto calo termico rispetto ai giorni precedenti e preludio di una notte in cui metterà sicuramente a bufera. Siamo pronti per l’inverno e allora a presto Gran Sasso d’Italia!

 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

Detto Sioux

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Gruppo Escursionistico Orientamenti

pp. 22, € 4