Monte Cafornia

Monte Cafornia (2424 s.l.m.)                                                                                                         

FOTO

Come da consuetudine in questo periodo, nonostante l’autunno 2006 sarà ricordato come uno dei più caldi del secolo, questa giornata di metà novembre si presenta piovosa, ma non fredda.
Da Roma partiamo alle 6.00 e dopo una sosta all’autogrill di Civita Nord lungo l’A24 (tappa fissa per chi va in montagna verso l’Abruzzo…) ci dirigiamo verso il paesino di Forme dove, seguiti dei segnali C.A.I., imbocchiamo una sterrata per poi lasciare le auto nei pressi del rifugio Casale da Monte (1150 metri). Seguiamo il sentiero che in breve ci porta ai 1200 metri di Fonte Canale, dove alle 8.30 cominciamo l’ascesa vera e propria nei confronti della vetta gemella del Monte Velino, il Cafornia (sentiero C.A.I. n. 7).
La pioggia è a tratti più intensa ma nel complesso non è fastidiosissima e mantenendosi fitta ci accompagnerà per tutta la giornata. Il sentiero, ben segnato da subito dopo la fonte, segue inizialmente una zona di rimboschimento per poi salire a ripide svolte fino alla zona denominata Piè di Cafornia (1680 metri). In questo punto decidiamo di seguire il sentiero n. 7A in quanto quello di destra (il n. 7), che porta verso i Pratoni del Cafornia, è interdetto durante determinati periodi dell’anno per motivi di tutela ambientale; senza incontrare mai vere e proprie “pettate”, proseguiamo alla volta della vetta.
La giornata di brutto tempo ha sicuramente scoraggiato altri escursionisti, anche se una prerogativa dei sentieri della zona del Velino è quella di non essere mai affollati e di permettere, quindi, di godere in tranquillità della bellezza del luogo. Se da un lato è un bene, dall’altro ovviamente lo svantaggio può essere rappresentato da un’eventuale perdersi vagando per le solitarie valli della zona, specie in giornate di nebbia in cui la visibilità è particolarmente scarsa.
Tornando alla nostra ascesa novembrina, mentre saliamo con passo costante, il tempo a tratti si apre e sotto di noi diversi strati di nuvole grigie si estendono, dando un tocco wagneriano al paesaggio. La zona inoltre, ha visto da qualche tempo un ripopolamento di grifoni, uccelli appartenenti alla famiglia degli avvoltoi, caratterizzati dalla grande apertura alare. Nel Parco sembra ce ne siano circa 80 esemplari, alcuni dei quali, in occasione dell’ascesa di un paio di anni fa sul Velino, vedemmo volteggiare, planare e disegnare traiettorie in cielo: un vero e proprio signore dell’aria.
Confidiamo quindi in un nuovo incontro, ma temiamo che la pioggia scoraggi anche loro ad uscire…
Dopo circa 3 ore di cammino, raggiungiamo l’ultimo tratto su una crestina dove il vento assieme alla pioggia, che a tratti si trasforma in neve, rendono poco piacevole una durevole permanenza. Foto di rito in cima, il tempo di mangiare qualcosa e rapidamente prendiamo la via di discesa verso Fonte Canale. Mentre scendiamo il tempo non accenna a migliorare ma a tratti ci concede delle aperture verso la solitaria Valle Majelama, zona di sicuro interesse naturalistico. Alle 15.00 raggiungiamo le auto e diretti verso Magliano de’ Marsi già pregustiamo una bevanda calda che, dopo una giornata alle prese con l’umidità, è sicuramente ben gradita.
Si riparte per Roma, anche questa volta sorridenti e felici!

 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

Detto Sioux

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Gruppo Escursionistico Orientamenti

pp. 22, € 4