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Monte Gorzano 2458 mslm
23 Maggio 2021
Dopo un nuovo periodo di stop forzato che le follie governative ci hanno imposto rieccoci in montagna per l’escursione di gruppo. Scegliamo come meta la Laga e precisamente il Gorzano che con i suoi 2458 metri ne rappresenta la vetta più alta partendo dal versante laziale, sopra Capricchia una frazione di Amatrice, luogo che, come tutta la zona colpita, porta ancora evidenti segni del disastroso terremoto di cinque anni fa e dello sconcertante abbandono in cui sono state lasciate le popolazioni locali.
Dal parcheggio del Sacro Cuore prendiamo il sentiero verso la vetta del Gorzano che, alternando tratti più ripidi a tornanti e rilassanti vie di una faggeta di un verde acceso tipico della stagione primaverile.
ImageLa Laga è un territorio ricco d’acqua e nel primo tratto del cammino, anche se riusciamo solo ad intravederle, ci accompagna il fragore delle cascate sottostanti
Usciti dal bosco,valutiamo la salita in cresta scegliendo di tagliare per una via che, nonostante sia più ripida, ci consente di evitare delle lingue di neve che coprivano il sentiero segnato
Nulla di pericoloso ma nessuno di noi ha attrezzatura invernale e con le scarpe leggere abbiamo preferito affrontare per il pendio erboso e ritrovarci più rapidamente in cresta
 
Ora dobbiamo coprirci perché la cresta, aerea e panoramica è bellissima ma ovviamente ventosa Di certo non ci possiamo lamentare, non fa ne troppo caldo ne freddo, godiamo di un panorama mozzafiato tra lago di Campotosto, Terminillo, Velino, Sibilini e un Gran Sasso che per essere a fine Maggio presenta ancora una buona quantità di neve. L’ultimo strappetto e arriviamo alla croce di vetta, anche il vento si è attenuato e ci consente di fare una breve sosta prima del ritorno che dopo averci pensato un po’ decidiamo di fare per la via di salita Certo che con più tempo a disposizione sarebbe sicuramente stato possibile raggiungere la vicina Cima della Laghetta o percorrere un giro ad anello verso il monte Pelone sulla cresta di fronte a noi che comprende anche Pizzo di Moscio e Cima Lepri e perché no, magari seguire gli itinerari che portano alle diverse cascate Ma forse vogliamo fare troppo, forse per oggi va bene anche così, quello che ci è mancato oggi sarà un nuovo incentivo per ritornare ancora una volta a scoprire questi territori
 
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