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SCIALPINISMO SUL MONTE SIRENTE
SALITA PER LA NEVIERA E DISCESA PER IL CANALE MAIORI
Siamo a metà maggio, e la grande quantità di neve caduta in questo inverno 2021 ci consente ancora di fare delle gran belle sciate.
Propendiamo per un itinerario classico dell’Appennino, in zona Monte Sirente, 2.349 metri. Il meteo dà stabile ma ventoso fino alle 12, per poi prevedere un guasto importante nel primo pomeriggio. E così sarà puntualmente.
Si parte dallo “chalet bruciato”, lungo la strada che collega l’altopiano delle Rocche al paese di Secinaro, in questo angolo d’Abruzzo veramente piacevole. Il versante nord del Monte Sirente, a differenza di quello a sud molto docile, è aspro e severo, dalla conformazione dolomitica, terreno di avventura per salite alpinistiche invernali anche su difficoltà molto sostenute, oltre che per splendide discese sui profondi canali di scorrimento delle valanghe. Per questo lo scialpinismo da queste parti richiede buona valutazione delle condizioni e preferibilmente gite primaverili, quando la neve è trasformata ed il manto nevoso è stabile, poiché, come testimoniano i poveri alberi martoriati, l’impatto delle valanghe può essere veramente disastroso.
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Saliamo sci in spalla nel rigoglioso bosco di faggi per circa 300 metri, seguendo il sentiero della via normale che sale per la valle Lupara (la cosiddetta “normale al Sirente”), per poi deviare verso sinistra, in direzione della Neviera. La neve inizia intorno ai 1.700 metri, per non abbandonarci più fino alla uscita in cresta, intorno ai 2.200 metri. La salita per la Neviera è molto suggestiva, tra i bastioni rocciosi che fanno da cornice ad un canale dalla pendenza costante che, tranne in brevi tratti, si aggira sui 30 gradi. Le svolte in alcuni casi sono un po' difficoltose, stante la neve un po' scivolosa, che ci suggerisce di mettere i rampant per stare più sicuri.

Prima dell’uscita in cresta, imboccando un canalino sulla sinistra (orografica), una pausa ristoratrice assieme ad un camoscio curioso ci consente di rifiatare e di fare un cambio veloce, oltre che dell’attrezzatura – da qui in poi sci in spalla fino in vetta – anche dell’abbigliamento, visto che il tempo sta cambiando rapidamente. Ci copriamo per bene, il vento è forte, le nuvole sono sempre più fitte e la temperatura è prossima allo zero. Si cammina lungo la comoda cresta priva di neve, superando l’imbocco della Valle Lupara alla nostra destra, alla ricerca del classicissimo canale Maiori (o anche Valle Inserrata). Sarà che l’ultima volta l’abbiamo sceso qualche anno fa e sarà la nebbia, di fatto l’imbocco ripido del canale – da una caratteristica selletta tra le rocce – lo toppiamo e, salendo salendo, arriviamo praticamente in vetta al Sirente. Dietro front e, fortunatamente, alzatasi la nebbia, riconosciamo il punto dove dobbiamo scendere. Non abbiamo perso granché in termini di tempo, anzi, ma il meteo si fa sempre più minaccioso, tant’è che…inizia a nevicare! Siamo a metà maggio e sembra febbraio pieno. Ci prepariamo per la discesa sotto una nevicata sempre più intensa e giù per il canalone Maiori, su neve strepitosa e sciabilissima, che ci consente di rischiare qualcosa di più anche nei punti più pendenti – a parte l’imbocco del canale, un poco più ripido, il Maiori si aggira su pendenze che raggiungono massimo i 35 gradi. Tutta di un fiato e avendo cura di mantenere un occhio verso le imponenti cornici che incombono sul canale (a testimonianza delle abbondanti nevicate dell’inverno), arriviamo sci ai piedi fino all’inizio del bosco, dopo circa 600 metri di discesa. Da lì in poi, sotto una pioggia sempre più fitta, imbocchiamo il sentiero nel bosco di faggi fino all’auto. Diluvia e la temperatura è di 4 gradi. Stanchi, sporchi ma felici, si riparte alla volta di Roma. Ad Maiora!
 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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