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Cima delle Malecoste, Cima Giovanni Paolo II e Pizzo Cefalone da San Pietro dello Ienca

ImageAvevamo bisogno di fare un po' di “fiato e gambe” e, come sempre, la “pettata” che sale dal versante aquilano verso la cresta delle Malecoste non ha tradito.

Giornata dal cielo velato che ci ha risparmiato dal gran caldo annunciato, con un po' di vento in cresta, nel complesso gradevolissima.

Bella e faticosa salita, partendo dalla strada del Vasto (che collega Assergi con il passo delle Capannelle), partendo all'altezza​ del borghetto di San Pietro dello Ienca, dove si trova la deliziosa chiesa dedicata a Papa Giovanni Paolo II.

 

In circa due ore saliamo per i quasi 1000 metri di dislivello che, dai 1.200 metri della partenza, ci portano fino alla sella delle Malecoste, dove si apre lo splendido paesaggio verso l’alta valle del Chiarino, con il “serioso” Monte Corvo a vigilare.

 

Accompagnati dal cane Gas, ormai anche lui parte di Geo, risaliamo la cresta in direzione della Cima delle Malecoste, constatando la notevole presenza di neve. Le principali vette del Gran Sasso, infatti, così come tutta la zona del Venacquaro, presentano un innevamento tipico da inizio maggio, a testimonianza di una stagione, quella appena trascorsa, decisamente altalenante.


ImageUn po' su cresta nevosa ed un po' su roccette, raggiungiamo la Cima Giovanni Paolo II, meta di qualche anno fa, sotto un terribile temporale. Per fortuna stavolta il tempo è stabile e l’unica valutazione da fare, per poter salire al Pizzo Cefalone che segue circa 40 minuti lungo la cresta, è se la neve impedisca la progressione, visto che non siamo attrezzati con i ramponi ma neanche con gli scarponi invernali.

 

Zigzagando sulla cresta, a tratti esposta e rocciosa, riusciamo a raggiungere i 2.530 metri di Pizzo Cefalone, soddisfatti per l’appagante salita. Foto di rito e ritorniamo per la strada appena percorsa, visto che la possibilità di fare eventuali anelli è subito scartata per la presenza di neve lungo tutto il percorso sotto il Cefalone, fino alla sella dei Grilli.

 

Con un po' di attenzione ri-superiamo i passaggi esposti, con un po' di pazienza affrontiamo gli “accademici della montagna” che si incontrano lungo il cammino, sempre pronti a dispensare sentenze e massime di vita, con un po' di fatica ritorniamo alle auto, scendendo praticamente fuori sentiero (poco frequentato e quindi poco tracciato).

Birra a Fonte Cerreto, nuovo punto della situazione sui prossimi ed imminenti impegni e, un po' cotti dal sole, di nuovo lungo la A24 direzione Roma.

Geo sale!

 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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