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Canale Moriggia Acetelli - 26 Aprile

Sfruttiamo un’insolita giornata feriale per concederci una gita sul Corno Grande.

Considerate le temperature decisamente elevate per il​ periodo, la nostra scelta cade sul “Moriggia Acitelli”, canale con uno sviluppo di circa 300 metri su pendenze costanti (mai oltre i 50/55°), che porta in cima al Corno Grande.

Il Moriggia-Acitelli è più in ombra rispetto alla più facile Direttissima e questo ci fa ben sperare in condizioni di neve migliori per la salita. Il programma iniziale della giornata era il canalone Centrale, ma il tempo dato in peggioramento nel pomeriggio e la totale esposizione del canalone al sole (con il rischio di trovare neve pesante e, soprattutto, di imbattersi in qualche scarica di sassi), ci ha suggerito un cambiamento dell’itinerario.

ImageNonostante l’alzataccia riusciamo a prendere la prima funivia da Fonte Cerreto solamente alle 9:00; il tempo di sistemare il necessario e siamo già in marcia da Campo Imperatore. La prima parte dell’itinerario è sempre la stessa, tagliamo verso la sella di Monte Aquila sul sentiero estivo, alternando tratti scoperti a tratti innevati, e dopo circa un’ora siamo al “Sassone”, punto di riferimento inconfondibile del versante sud del Corno Grande.

Dal Sassone, dopo altri venti metri in salita, pieghiamo verso destra lungo la ferrata che conduce al bivacco Bafile. Il traverso presenta molte più rocce che neve e, pertanto, decidiamo di non mettere ancora i ramponi. Il posto è molto suggestivo, incassato com’è tra le rocce che fiancheggiano lo spigolo sud, sud-est, dove sale l’omonima ed estetica via alpinistica.

Dopo una breve sosta, riparati dal vento che non è eccessivo ma costante, attacchiamo il canale. Procediamo slegati su fondo buono, con una pendenza sui 45°/50° che ci fa guadagnare rapidamente quota. Ci avviciniamo alla strettoia, generalmente ghiacciata, che troviamo con neve sufficientemente dura per accelerare il passo e salire veloci, visto che un qualche pietra comincia a cadere dall’alto. Una di queste, non proprio piccola, deviando la traiettoria al’ultimo rimbalzo, sfiora una delle nostre picozze: brivido, sospiro di sollievo e si riparte.

Sono quasi le 12 quando arriviamo in cima alla vetta più alta dell’Appennino. C’è molto vento e il tempo sta peggiorando rapidamente. Ci concediamo qualche foto e due parole con gli altri alpinisti saliti dalla Direttissima e, insieme, riscendiamo velocemente per il canale Bissolati.

Giunti nuovamente alla sella di Monte Aquila ci leviamo i ramponi e procediamo, non senza qualche difficoltà, su una neve ormai sfatta. Alle nostre spalle non si vede più il Corno Grande, completamente sparito tra le nuvole minacciose. Il paesaggio, anche in queste condizioni, è molto suggestivo ed un caro amico, se fosse con noi, l’avrebbe sicuramente definito dalle “tinte wagneriane”.​

Facciamo in tempo ad evitare la pioggia e, soprattutto, facciamo in tempo a goderci una birra fresca con gli arrosticini caldi. Infine, due coccole al pastore abruzzese di Fonte Cerreto, e la nostra gita è conclusa.

Alla prossima ascesa!
 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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